Sicilia. Parchi archeologici, bocciato l’emendamento ‘rivisitato’ da Schifani. De Luca: «Fa il gioco delle lobby, lui un affarista»

di Redazione

Continuiamo ad assistere ad una gestione politica mafiosa della cultura e dei beni archeologici siciliani. Questo è il retaggio che giustifica le faide in atto portate avanti da Schifani

“Le lobby hanno tentato di arrivare a me e non ci sono riuscite, ma sono arrivate a Schifani. Così in una nota Cateno De Luca, deputato Ars e sindaco di Taormina.

Nel suo emendamento – continua il deputato – si legge che per assicurare le attività di viabilità, sicurezza e smaltimento dei rifiuti prodotti durante gli eventi, i legali rappresentanti dei parchi archeologici sono autorizzati a stipulare con i sindaci dei comuni nel cui territorio ricadano i relativi parchi culturali apposite convenzioni che “possono” prevedere oneri fino ad un massimo del 10 per cento dei proventi netti derivanti dalla vendita dei biglietti di ingresso e comunque per un importo non superiore a 400mila euro l’anno.

Non è un caso che tutto sia lasciato alla discrezionalità – chiosa De Luca -, perché così bisognerà sempre andare ad elemosinare a Schifani la percentuale maggiore.

Non è un caso, inoltre, che la percentuale da destinare ai Comuni non è calcolata anche sui grandi eventi organizzati dai privati. A conferma – dice il deputato – che le lobby sono riuscite a fare con Schifani quello che non sono riusciti a fare con me: a condizionare per l’ennesima volta il parlamento siciliano. Che vergogna!

Continuiamo ad assistere ad una gestione politica mafiosa della cultura e dei beni archeologici siciliani. Questo è il retaggio che giustifica le faide in atto portate avanti da Schifani anche contro i suoi assessori, conclude il leader di Sud chiama Nord e sindaco di Taormina Cateno De Luca.

25 Giugno 2023 | 11:24
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