Siracusa. Economia del mare, Siracusa tra le province più dinamiche: l’occupazione arriva all’11,9%

di Redazione

La Blue Economy siciliana vale 7,2 miliardi di euro e dà lavoro a quasi 123 mila persone. Nell’Isola la crescita supera nettamente la media nazionale, mentre la provincia aretusea si distingue per il peso degli occupati legati alle attività marittime

Il mare non è soltanto una risorsa naturale e paesaggistica, ma rappresenta una leva sempre più importante per lo sviluppo economico della Sicilia. E in questo scenario Siracusa emerge tra i territori in cui l’economia blu assume un peso significativo sul mercato del lavoro, confermando le potenzialità di un comparto che comprende portualità, trasporti, turismo, pesca, cantieristica e attività legate alla tutela ambientale.

A fotografare la situazione è il rapporto Focus regionale L’economia del mare in Sicilia, realizzato da Tagliacarne, Unioncamere e OsserMare, che evidenzia una crescita particolarmente sostenuta della Blue Economy nell’Isola.

Nel 2024 il settore ha prodotto un valore aggiunto di 7,2 miliardi di euro, equivalente al 7% della ricchezza complessivamente generata dall’economia regionale. Un’incidenza decisamente superiore a quella nazionale, ferma al 4%. Ancora più significativo è il confronto con l’anno precedente: il valore aggiunto siciliano è cresciuto del 14,1%, mentre a livello italiano l’incremento si è attestato al 3,8%.

Una dinamica che conferma il ruolo strategico del mare per il sistema produttivo isolano, soprattutto in una fase nella quale diventa essenziale individuare nuove opportunità di investimento, occupazione e valorizzazione delle risorse territoriali.

Siracusa, il mare pesa sull’occupazione

È sul versante occupazionale che arriva uno dei dati più interessanti per la provincia di Siracusa. Secondo il rapporto, gli occupati collegati all’economia del mare rappresentano l’11,9% del totale provinciale, una quota che colloca il territorio aretuseo al decimo posto in Italia.

Un risultato che mette in evidenza il peso delle attività marittime nel tessuto economico locale e richiama l’attenzione sulle prospettive di sviluppo legate al porto, alla logistica, al turismo costiero e alle altre filiere connesse al mare.

Per Siracusa, territorio caratterizzato dalla presenza di infrastrutture portuali, insediamenti industriali e importanti attrattori turistici, la sfida consiste nel trasformare questo patrimonio in ulteriori occasioni di lavoro e crescita. La capacità di integrare le diverse attività, rafforzando i collegamenti tra imprese e servizi, può contribuire a rendere il settore ancora più competitivo.

Nel panorama regionale, anche Trapani registra un’incidenza elevata degli occupati del mare, pari all’11,6% del totale provinciale, collocandosi all’undicesimo posto nella graduatoria nazionale.

Quasi 123 mila lavoratori in Sicilia

Il quadro complessivo conferma la vitalità del comparto. Nel 2024 la Blue Economy siciliana ha raggiunto quota 122.800 addetti, con un aumento del 16,4% rispetto all’anno precedente. Una crescita nettamente superiore al +4,2% registrato a livello nazionale.

Gli occupati del settore costituiscono il 7,4% dell’intera forza lavoro regionale, contro una media italiana del 4,3%. La Sicilia si posiziona così al quarto posto tra le regioni per incidenza occupazionale dell’economia del mare, al quinto per peso sul valore aggiunto e al terzo per incidenza delle imprese appartenenti al comparto.

Numeri che delineano un sistema produttivo consistente, ma nel quale restano margini di miglioramento sul fronte della diversificazione delle attività e della distribuzione delle opportunità tra i diversi territori.

Trasporti marittimi e turismo trainano la ricchezza

La maggior parte del valore generato dalla Blue Economy siciliana si concentra in due grandi filiere: il trasporto marittimo e il turismo.

Il trasporto di merci e passeggeri via mare ha prodotto nel 2024 un valore aggiunto di 2,63 miliardi di euro, pari al 36,7% del totale. Poco distante il comparto dell’alloggio e della ristorazione, che ha raggiunto 2,6 miliardi, corrispondenti al 36,3%.

Complessivamente, queste due attività rappresentano circa il 73% della ricchezza prodotta dall’economia del mare nell’Isola. Una concentrazione che dimostra quanto porti, collegamenti marittimi e turismo siano determinanti per il sistema economico regionale.

Alle due filiere principali si aggiungono la ricerca, la regolamentazione e la tutela ambientale, con 553,3 milioni di euro di valore aggiunto; la cantieristica navale, con 500,5 milioni; le attività sportive e ricreative, con 449,2 milioni; e la filiera ittica, che contribuisce con 402,2 milioni.

Per Siracusa, la possibilità di sviluppare sinergie tra turismo, servizi portuali, attività produttive e valorizzazione della costa rappresenta un elemento da considerare nelle future strategie di crescita.

Oltre 31 mila imprese legate al mare

La consistenza del settore trova conferma anche nei dati relativi al sistema imprenditoriale. Nel 2025 le imprese siciliane riconducibili all’economia del mare erano 31.369, pari al 6,8% del totale regionale.

All’interno di questo universo produttivo si contano 7.693 imprese femminili, 3.090 imprese giovanili e 1.499 aziende a conduzione straniera. Una composizione che evidenzia anche il contributo di diverse componenti sociali e imprenditoriali alla crescita della Blue Economy.

La distribuzione territoriale vede Palermo in testa con 7.666 imprese, seguita da Catania con 5.511, Messina con 5.465 e Trapani con 4.583.

Dati che confermano la diffusione della filiera marittima nell’Isola e la necessità di rafforzare le connessioni tra i poli economici, evitando che le opportunità si concentrino esclusivamente nelle aree già maggiormente strutturate.

Seacily, riflettori sulle opportunità della Blue Economy

Le prospettive del comparto saranno al centro anche di Seacily, il salone nautico siciliano in programma a Castellammare del Golfo dal 29 ottobre al 1° novembre. L’appuntamento rappresenta un’occasione di confronto sulle possibilità di consolidare la crescita attraverso innovazione, formazione professionale e nuove collaborazioni tra imprese e territori.

La sfida riguarda l’intero sistema regionale e coinvolge direttamente anche Siracusa, dove il peso dell’occupazione legata al mare offre un punto di partenza significativo per costruire nuove prospettive.

Portualità, turismo, pesca e cantieristica possono generare ulteriori ricadute economiche se sostenuti da investimenti, competenze specialistiche e collegamenti più efficaci tra operatori pubblici e privati.

Il dato dell’11,9% dell’occupazione provinciale collegata alla Blue Economy indica che il mare è già una componente rilevante dell’economia siracusana. Il passaggio decisivo sarà consolidare questa presenza, ampliando le opportunità per le imprese e soprattutto per il lavoro, affinché la crescita del settore possa tradursi in benefici più ampi e duraturi per il territorio.

29 Ottobre 2026 | 09:41
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