Una discarica abusiva ricavata all’interno di un’azienda agricola, con un ingente quantitativo di rifiuti di varia natura, tra cui anche amianto. È quanto scoperto dai Carabinieri della Stazione di Carlentini nel corso di un servizio perlustrativo che ha portato al sequestro dell’area e alla denuncia in stato di libertà di una donna di 55 anni, residente ad Augusta, già nota alle forze di polizia per precedenti relativi a reati contro il patrimonio.
L’intervento dei militari ha permesso di individuare, all’interno dell’azienda agricola di proprietà della donna, uno spazio che, secondo quanto emerso dagli accertamenti, sarebbe stato di fatto adibito a discarica non autorizzata. Un accumulo consistente di materiali, tra cui rifiuti inerti, scarti ferrosi, amianto e altri rifiuti di diversa tipologia, la cui presenza ha fatto scattare i provvedimenti previsti dalla normativa in materia ambientale.
Il sequestro e gli accertamenti ambientali
Una volta individuata l’area, i Carabinieri hanno proceduto al sequestro, impedendo così la libera disponibilità dello spazio interessato dal deposito dei materiali.
La vicenda, tuttavia, non si esaurisce con l’intervento dei militari. Per stabilire l’effettiva natura dei rifiuti e soprattutto il loro potenziale impatto sull’ambiente e sulla salute pubblica, sono in corso ulteriori verifiche da parte del personale dell’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente (Arpa), intervenuto sul posto per effettuare il campionamento dei materiali.
I campioni saranno sottoposti ad analisi di laboratorio, necessarie per determinare il grado di pericolosità dei rifiuti rinvenuti. Particolare attenzione è rivolta alla presenza di amianto, materiale che richiede specifiche procedure di gestione e smaltimento e che, se disperso nell’ambiente, può rappresentare un serio rischio per la salute.
Saranno dunque gli esiti degli accertamenti tecnici a fornire un quadro più preciso della situazione, chiarendo la composizione dei materiali, le eventuali criticità ambientali e la portata dei rischi connessi al loro deposito.
La denuncia per gestione illecita di rifiuti
Al termine dell’intervento, la 55enne è stata deferita in stato di libertà per attività di gestione di rifiuti non autorizzata. La denuncia rappresenta un passaggio nell’ambito del procedimento: eventuali responsabilità penali dovranno essere accertate nelle sedi competenti, nel rispetto della presunzione di innocenza.
L’operazione riporta l’attenzione sul fenomeno dell’abbandono e della gestione irregolare dei rifiuti, una pratica che può trasformare aree private in potenziali fonti di contaminazione, con conseguenze che dipendono dalla natura dei materiali, dalle modalità di deposito e dalle condizioni ambientali del sito.
A Carlentini, la parola passa ora anche alle analisi dell’Arpa. Saranno i risultati di laboratorio a stabilire quale sia l’effettiva pericolosità dei rifiuti sequestrati e a contribuire alla ricostruzione completa dei fatti.
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