Siracusa. Colpo di scena, Isab contesa tra colossi: spunta offerta USA per l’acquisto della raffineria, partita riaperta

di Redazione

Il dossier si arricchisce di un nuovo investitore internazionale, presentata manifestazione formale di interesse per l’acquisizione dell’intero capitale della società, che riapre il confronto sul futuro di uno degli asset energetici più rilevanti del Paese: il piano industriale, associato alla proposta, prospetta di trasformare la raffineria in un hub energetico competitivo a livello europeo

Una proposta che giunge dagli Stati Uniti, con il possibile affiancamento industriale di un gigante energetico internazionale, potrebbe riscrivere ancora una volta il futuro della raffineria Isab di Priolo, in provincia di Siracusa.

Considerato un sito produttivo cruciale, capace da solo di coprire circa un quarto della raffinazione nazionale, il conglomerato detenuto da Isab è ritenuto impianto strategico per l’intero sistema energetico italiano.

A farsi avanti è un importante fondo d’investimento americano, specializzato nei settori energia e infrastrutture e orientato a progetti di lungo periodo. Per ora il nome resta riservato, ma fonti vicine all’operazione fanno sapere che il gruppo ha già una presenza significativa in Italia e nel mercato energetico europeo. Al suo fianco potrebbe esserci un partner industriale di peso: un grande operatore indonesiano, con ogni probabilità riconducibile a Pertamina, società statale controllata dal fondo sovrano Pt Danantara Asset Management.

Secondo indiscrezioni, riportate da Milano Finanza, il fondo statunitense avrebbe già presentato una manifestazione formale di interesse a Goi Energy, la società cipriota guidata da Michael Bobrov che nel 2023 ha rilevato Isab dai russi di Lukoil, proponendo l’acquisizione dell’intero capitale della raffineria.

Questa nuova proposta si inserisce in un momento delicato, mentre sarebbe già in corso una trattativa tra Goi Energy e Ludoil, gruppo italiano della famiglia Ammaturo, attualmente impegnato in una fase di analisi economica approfondita per valutare un possibile ingresso con una quota di maggioranza nella raffineria. Le due realtà, peraltro, collaborano già attraverso accordi legati alla commercializzazione di prodotti petroliferi via terra.

L’ingresso sulla scena di un’imponente cordata internazionale così strutturata rischia di cambiare gli equilibri della partita. Il conglomerato di impianti della Isab di Priolo è un’infrastruttura di primaria rilevanza per il Paese, non solo per l’impatto industriale e occupazionale, ma anche per il ruolo decisivo nella sicurezza energetica e nella continuità delle forniture. Non a caso, nel 2023 il governo italiano ha riconosciuto Isab come asset strategico nazionale, intervenendo anche attraverso i poteri speciali del cosiddetto golden power durante il passaggio di proprietà.

Il piano industriale presumibilmente avanzato dal fondo americano punterebbe su un rilancio ambizioso, basato su una combinazione di solidità finanziaria e visione industriale. L’obiettivo è rendere il sito ancora più efficiente, tecnologicamente avanzato e sostenibile, in linea con le trasformazioni del mercato energetico globale. Tra le priorità emergono il miglioramento della qualità dei prodotti, con particolare attenzione al carburante per l’aviazione, oggi sempre più richiesto, l’ottimizzazione dei consumi energetici e l’introduzione di soluzioni innovative per aumentare la competitività dell’impianto.

La visione di lungo termine della partnership USA-Indonesia è quella di trasformare la Isab di Priolo in un polo di riferimento per la raffinazione a livello europeo, rafforzando la filiera industriale italiana e contribuendo alla stabilità energetica del continente.

Parallelamente, anche Ludoil ha delineato una propria strategia: un progetto orientato alla sicurezza energetica nazionale ma anche alla transizione verso modelli produttivi più sostenibili. In quest’ottica, si valutano sviluppi legati a carburanti alternativi e a basse emissioni, come il Sustainable Aviation Fuel, l’HVO e il bioetanolo.

Il futuro della raffineria resta dunque aperto, ma una cosa è certa: l’interesse internazionale attorno alla Isab conferma il suo peso strategico in uno scenario energetico in rapida evoluzione.

23 Aprile 2026 | 07:10
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