Sicilia. Scontro su caso Taormina, Schifani fa ripicche: «Protestano sindacati, De Luca presenta ddl per casinò»

di Anthony Maria Bianca

Schifani travolto da De Luca sulla gestione dei Parchi archeologici, anche quello di Taormina, e si accendono gli animi tra i sindacati che protestano contro il governo regionale dopo lo stop collegato alla finanziaria. Nel frattempo "Scateno" s’intesta l’ultima battaglia: “Torni il casinò di Taormina”

Sono tempi duri per la Sicilia e soprattutto per Renato Schifani. Dai corridoi dell’Assemblea regionale, deserti fino a qualche giorno fa, che sono tornati a ripopolarsi per la discussione di una manovra correttiva di bilancio. E per (tentare di) approvare un emendamento di chiara ispirazione “nemica”: quello che prevede la partecipazione dei Comuni agli utili dei parchi archeologici gestiti dalla Regione.

Il presidente della Sicilia, Renato Schifani, minaccia le dimissioni qualora dovesse essere approvata una legge, promossa da Cateno De Luca, che redistribuisce gli utili dei Parchi ai comuni. E va allo scontro con il leader di Sud Chiama Nord.

Dopo la notte dei lunghi coltelli all’Ars, finita con una fumata nera sulla Finanziaria bis, arriva la resa dei conti nel governo regionale, ormai sull’orlo di una crisi. Il governatore Renato Schifani nel frattempo ha tolto la delega alla Programmazione dei fondi europei all’assessore forzista Marco Falcone, “reo” di aver offerto una sponda al deputato di Sicilia Vera e neo-sindaco di Taormina Cateno De Luca sull’emendamento che avrebbe riconosciuto ai Comuni una percentuale sui biglietti dei siti archeologici.

Le proteste dei Sindacati contro il governo Schifani

Mentre lo scontro politico tocca nuovi picchi, anche il personale della Regione proclama la mobilitazione. I sindacati confederali e quelli autonomi ritrovano l’unità per protestare contro il governo Schifani dopo lo stop collegato alla finanziaria. Nella norma, c’era infatti la riclassificazione dei dipendenti ma la polemica, interna al centrodestra, ha bloccato tutto almeno al momento.

Intanto però i toni non si ammorbidiscono, se infatti il Presidente della Regione Renato Schifani fa filtrare l’intenzione di trovare un modo per concedere ai Comuni che ospitano un parco archeologico un contributo sullo sbigliettamento diverso da quello giunto in aula il 21 giugno, il presidente dell’assemblea regionale Gaetano Galvagno, mantiene il punto. Nella seduta di mercoledì mattina, fa sapere Galvagno, si riprenderà dal testo sul quale la seduta si era fermata a questa settimana.

Il governatore Schifani, intanto, torna nel mirino dell’ex presidente dell’Ars Gianfranco Miccichè, che ne invoca le dimissioni. “Oggi in politica – ha affermato Miccichè – di persone intelligenti ne vedo poche. Credo sia utile e necessario che tra me e Cateno ci sia un rapporto nell’interesse della Sicilia. Ho un pensiero per il futuro, non ci servono inutili persone calme, meglio quel pazzo di De Luca che saprà cambiare questa terra.”

A quel punto Miccichè, sempre in collegamento telefonico e in viva voce, è intervenuto: “Schifani è una persona che vive delle sue vendette. Non gliene frega niente del bene della Sicilia, vive di rancori e di vendette”. De Luca ha subito aggiunto: “Caro Gianfranco, siamo già in campagna elettorale”.

Il casinò a Taormina

“Adesso Cateno De Luca rilancia invocando un’altra legge per il suo Comune. Andiamo avanti – chiosa il sindaco della perla jonica – non ci sono problemi. La scorsa notte abbiamo avuto un pò di interlocuzioni e abbiamo aperto il fronte per il casino di Taormina”.

Il sindaco Cateno De Luca ha riferito che lo scorso 26 maggio è stato presentato un disegno di legge all’Ars, da parte del gruppo Sud chiama Nord, che fa capo allo stesso De Luca, per la riapertura del casinò. I firmatari del ddl sono Francesco Gallo e Dafne Musolino. «Da ieri – ha aggiunto il sindaco – ho avuto già i primi contatti con alcuni gruppi parlamentari. Vi è, a mio avviso, un’ampia disponibilità nell’inserire già dai lavori delle commissioni competenti l’esame di questo disegno di legge, che si collega anche alla fase dell’Autonomia differenziata che stiamo vivendo. E’ un esempio concreto di cosa significherebbe per la Sicilia un progetto di casinò. A Taormina c’era una casa da gioco e mediante un colpo di mano è stata chiusa».

Ora il sindaco di Taormina, che ha già aperto un fronte che riguarda la gestione del Teatro Antico (“il Comune non prende soldi ma deve garantire sicurezza e servizi per i grandi eventi”), punta al nuovo obiettivo e guarda al Parlamento nazionale dove Sud chiama Nord ha due rappresentanti: “Voglio che venga ripristinato il casinò, ce lo meritiamo. Spero che i miei viaggi romani vadano a buon fine. Si tratta di un’altra battaglia importante che faremo senza se e senza ma: è un riconoscimento del Parlamento nazionale nei confronti della Sicilia”.

di Anthony Maria Bianca 23 Giugno 2023 | 20:03
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