La revisione delle tariffe TARI 2026 approda in Consiglio comunale con una proposta di modifica destinata ad aprire il confronto sul trattamento riservato agli uffici, alle agenzie e agli studi professionali. A presentarla sarà il consigliere comunale Ivan Scimonelli, capogruppo di Insieme, che ha annunciato un emendamento finalizzato a rivedere il coefficiente applicato alla categoria N11, ritenendolo ormai non più adeguato all’evoluzione del settore.
Secondo Scimonelli, la proposta tariffaria predisposta dall’Amministrazione continua ad assegnare a questa categoria il coefficiente Kd di 10,30, ossia il valore massimo previsto dalla normativa. Una scelta che, a suo giudizio, non tiene conto dei profondi cambiamenti intervenuti negli ultimi anni nelle modalità di lavoro di professionisti e studi associati.
L’attività quotidiana di uffici e studi professionali, infatti, è stata progressivamente trasformata dalla digitalizzazione. L’introduzione della fatturazione elettronica, l’utilizzo della posta elettronica certificata, la gestione telematica delle pratiche amministrative e la diffusione degli archivi digitali hanno ridotto in maniera significativa il ricorso alla documentazione cartacea e, di conseguenza, anche la quantità di rifiuti prodotti. Per questo motivo il consigliere propone di abbassare il coefficiente Kd da 10,30 a 9,10, valore che rappresenta la media tra il minimo e il massimo consentiti per la categoria. Una modifica che, secondo il proponente, garantirebbe un sistema più aderente alla reale produzione potenziale di rifiuti senza alterare gli equilibri complessivi del tributo.
Scimonelli sottolinea infatti che l’emendamento non comporterebbe una riduzione del gettito complessivo della TARI. L’eventuale minore incidenza sulla categoria N11 verrebbe compensata attraverso una redistribuzione tecnica dei coefficienti prevista nell’ambito dei margini consentiti dalla normativa, mantenendo quindi invariato l’importo complessivo da riscuotere. A sostegno della proposta viene richiamato anche il confronto avviato con gli Ordini professionali, dai quali sarebbe emersa la necessità di aggiornare i criteri utilizzati per determinare il carico tributario a carico di migliaia di professionisti. L’obiettivo, secondo Scimonelli, è adeguare il sistema tariffario alle nuove modalità operative che caratterizzano il mondo delle professioni.
Per il consigliere, se cambiano gli strumenti di lavoro e diminuisce la produzione di rifiuti, anche i parametri utilizzati per calcolare la TARI devono essere rivisti. Da qui l’invito rivolto all’Aula ad approvare l’emendamento, nella convinzione che una distribuzione più equilibrata dei coefficienti possa rendere il tributo maggiormente proporzionato alla realtà attuale e più equo nei confronti di una categoria che svolge un ruolo essenziale a servizio di cittadini e imprese.
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