Un provvedimento cautelare che gli impedisce temporaneamente di esercitare la professione medica e di svolgere il pubblico servizio. È la misura disposta dal Gip del Tribunale di Siracusa nei confronti di un medico psichiatra di 49 anni, residente a Lentini, indagato per tentata concussione. L’ordinanza, emessa su richiesta della Procura della Repubblica di Siracusa, è stata notificata dai Carabinieri della Compagnia di Augusta. Per il professionista è stata stabilita la sospensione dalle funzioni di medico nell’ambito del pubblico servizio e il divieto temporaneo di esercitare la professione per la durata di dodici mesi.
La vicenda trae origine da una denuncia presentata dalla compagna di un detenuto. A partire da quella segnalazione, i militari del Nucleo operativo e radiomobile della Compagnia di Augusta hanno avviato un’attività investigativa, coordinata dalla Procura aretusea e sviluppata tra maggio e ottobre 2026.
Secondo la ricostruzione accusatoria, il medico, mentre prestava servizio come psichiatra nella Casa circondariale di Cavadonna, a Siracusa, avrebbe messo in atto comportamenti finalizzati a ottenere indebitamente una somma complessiva di 15 mila euro dal detenuto e dalla sua compagna. Il denaro sarebbe stato suddiviso in due pagamenti da 7.500 euro ciascuno.
In cambio, il professionista avrebbe dovuto predisporre una relazione sanitaria destinata ad attestare l’incompatibilità del detenuto con il regime carcerario, sulla base di una diagnosi che, secondo l’ipotesi investigativa, sarebbe stata falsa. La posizione ricoperta all’interno della struttura penitenziaria gli avrebbe consentito di valutare le condizioni psichiatriche dei detenuti e di certificare eventuali situazioni di incompatibilità con la detenzione per ragioni di salute.
Gli accertamenti investigativi avrebbero inoltre portato alla luce altri episodi. In almeno due ulteriori circostanze, lo stesso psichiatra avrebbe redatto relazioni nelle quali veniva attestata l’incompatibilità di altri due detenuti con il regime carcerario, pur essendo, secondo gli investigatori, consapevole dell’insussistenza delle condizioni dichiarate.
Gli elementi raccolti nel corso delle indagini hanno quindi portato la Procura a chiedere l’applicazione della misura cautelare, accolta dal giudice per le indagini preliminari. La vicenda giudiziaria è ora al centro degli accertamenti dell’autorità giudiziaria. Le contestazioni formulate nei confronti del medico dovranno trovare riscontro nelle successive fasi del procedimento, nel rispetto della presunzione di innocenza fino a un’eventuale condanna definitiva.
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