Siracusa. «Gestione disastrosa di Italia e Carta», tuona Cannata (FdI) sul servizio idrico: «Azzerare i vertici dell’ATI e il Consiglio di Sorveglianza»

di Redazione

"Non bastano aggiustamenti o rassicurazioni, la gestione dell’acqua a Siracusa è diventata il simbolo di un fallimento politico e amministrativo": il vicepresidente della Commissione Bilancio alla Camera, Luca Cannata, denuncia criticità nella conduzione del servizio idrico, nella vigilanza su Aretusacque e nel controllo pubblico della società, contestando anche la mancata convocazione dell’Assemblea dei Sindaci. Tra rubinetti a singhiozzo, disservizi continui e il pesante contenzioso economico, la richiesta è di una svolta radicale: “Occorre sfiduciare il sindaco, restituire la parola ai siracusani e consentire finalmente alla città di voltare pagina”

«Interruzioni, cali di pressione e disservizi continui: la gestione del servizio idrico a Siracusa è diventata il simbolo di un fallimento politico e amministrativo. I cittadini stanno pagando sulla propria pelle le conseguenze di un modello che non sta garantendo né efficienza né certezze. Le criticità e i disservizi del servizio sono stati ripetutamente segnalati pubblicamente”. Lo afferma il vicepresidente della commissione Bilancio alla Camera, Luca Cannata, che individua precise responsabilità politiche nel sindaco Francesco Italia e nell’on. Giuseppe Carta.

“Hanno concepito e sostenuto un modello che oggi mostra tutti i suoi limiti. Non hanno saputo governare adeguatamente il passaggio dal vecchio al nuovo gestore e hanno costruito un sistema che rischia di sfuggire all’effettivo indirizzo e controllo pubblico. A mio giudizio, anche la delicatissima funzione di sorveglianza non è stata accompagnata dalle competenze e dall’autorevolezza che una gestione tanto complessa avrebbe richiesto, sottolinea Cannata.

C’è poi un fatto politicamente gravissimo: nonostante sia ormai emerso apertamente un contrasto sulla stessa natura giuridica di Aretusacque S.p.A., il presidente dell’ATI Francesco Italia non ha ancora riunito l’Assemblea dei Sindaci per affrontare pubblicamente e collegialmente la questione. Nei giorni scorsi – continua il deputato di FdI – ho chiesto espressamente che tutti i Comuni fossero messi nelle condizioni di conoscere gli atti e assumere le determinazioni necessarie. Su una vicenda di questa portata non è accettabile lasciare i Sindaci e l’opinione pubblica senza una piena e tempestiva informazione. Tanto più che oggi emerge un contrasto evidente: il parere legale acquisito dall’ATI, secondo quanto comunicato dal Consiglio di Sorveglianza, qualifica la società come soggetta a controllo pubblico, mentre il Consiglio di Gestione continua a sostenere la tesi opposta.

A tutto questo – prosegue il vicepresidente della Commissione Bilancio – si aggiunge il pesantissimo nodo economico del valore di subentro, con la pretesa di circa 21 milioni di euro avanzata dal precedente gestore e oggetto di contenzioso. Bisogna impedire che le conseguenze economiche delle scelte compiute possano finire sulle spalle dei siracusani”.

A questo punto, secondo Cannata, non bastano aggiustamenti o rassicurazioni: “Occorre azzerare il Consiglio di Sorveglianza di Aretusacque e determinare una radicale discontinuità nella governance dell’ATI Idrico, restituendo agli enti locali un sistema realmente capace di indirizzare, vigilare e tutelare l’interesse pubblico – conclude il parlamentare – E deve esserci anche una conseguenza politica. La vicenda dell’acqua è l’ennesima dimostrazione del fallimento dell’amministrazione Italia. Occorre sfiduciare il Sindaco, restituire la parola ai siracusani e consentire finalmente alla città di voltare pagina. Siracusa non può continuare a pagare il prezzo di scelte sbagliate, mancanza di programmazione e incapacità di governare persino i servizi pubblici essenziali”.

26 Ottobre 2026 | 16:01
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