Non è passata inosservata, né tantomeno è stata accettata, l’assenza delle organizzazioni sindacali al recente tavolo promosso dall’Asp di Siracusa sul tema della rete di cura e dell’integrazione tra istituzioni e terzo settore. Un’iniziativa nata con l’obiettivo dichiarato di superare le barriere nell’accesso ai servizi socio-sanitari, ma che, secondo lo SPI CGIL, avrebbe finito per crearne di nuove, proprio sul piano del confronto e della partecipazione.
A esprimere una posizione netta è il segretario generale dello SPI CGIL di Siracusa, Enzo Vaccaro, che sottolinea come il tema affrontato dall’Azienda sanitaria sia di quelli che incidono direttamente sulla vita quotidiana delle persone: dalla qualità dell’assistenza territoriale al diritto alla salute, fino al sostegno concreto alle fasce più deboli della popolazione. Proprio per questo, osserva il sindacato, risulta incomprensibile e grave la scelta di non coinvolgere le rappresentanze dei lavoratori e dei pensionati.
Nel mirino finisce, in particolare, l’esclusione dello SPI CGIL, organizzazione che rappresenta migliaia di pensionati in provincia e che, più di altre, intercetta quotidianamente criticità legate alle liste d’attesa, alle difficoltà di accesso alle cure, alla gestione della non autosufficienza e alla carenza di servizi socio-sanitari sul territorio. Questioni che, nonostante le rassicurazioni istituzionali, restano tuttora irrisolte.
Il sindacato parla apertamente di una scelta offensiva e priva di giustificazioni, che non colpisce soltanto le organizzazioni escluse ma anche i cittadini che esse rappresentano. Viene ricordato, inoltre, come appena poche settimane fa lo stesso SPI CGIL avesse promosso un sit-in davanti alla sede dell’Asp per denunciare le principali criticità del sistema sanitario provinciale e sollecitare un confronto sui nodi strategici: dalle Case di Comunità agli Ospedali di Comunità, dalla carenza di personale alle liste d’attesa, fino alla necessità di garantire servizi accessibili in tutti i comuni. In quell’occasione, spiegano i rappresentanti sindacali, si era aperto uno spiraglio di dialogo con i vertici aziendali, che avevano incontrato una delegazione al termine della protesta. Un segnale interpretato come l’inizio di un percorso di confronto stabile e condiviso. Tuttavia, alla luce degli ultimi sviluppi, quella disponibilità appare già smentita nei fatti, mentre sul fronte delle soluzioni concrete non si registrano passi avanti.
Da qui il sospetto, neanche troppo velato, che iniziative di questo tipo possano avere finalità diverse rispetto a quelle dichiarate. Una preoccupazione che si traduce in una critica politica e istituzionale precisa: non è possibile costruire una rete di cura efficace senza il contributo di chi rappresenta lavoratori, pensionati e cittadini, così come non si può parlare di integrazione escludendo attori sociali fondamentali.
Lo SPI CGIL rilancia quindi la necessità di un confronto trasparente e inclusivo, respingendo qualsiasi logica selettiva nella partecipazione ai processi decisionali. La richiesta all’Asp è chiara: convocare al più presto un tavolo urgente che coinvolga tutte le organizzazioni sindacali, per affrontare in modo concreto le criticità della sanità territoriale. Nel frattempo, il sindacato assicura che continuerà la propria azione a tutela del diritto alla salute, della dignità delle persone anziane e fragili e del principio di partecipazione democratica. Un messaggio diretto e senza ambiguità: sulle scelte che riguardano i cittadini non si può decidere senza ascoltare chi quei cittadini li rappresenta.