La sicurezza industriale entra in una nuova fase. Non più soltanto controlli, procedure e interventi successivi a un problema, ma sistemi capaci di individuare preventivamente i rischi, intercettare i segnali deboli e supportare gli operatori nelle decisioni. È la trasformazione che l’intelligenza artificiale e la digitalizzazione stanno introducendo nei processi produttivi e che è stata al centro del Safework Days – Going Beyond, l’iniziativa promossa da GIS International al Grand Hotel Villa Politi di Siracusa. Una giornata di confronto che ha riunito rappresentanti delle imprese, tecnici, esperti e partner tecnologici italiani e internazionali, con un’attenzione particolare alle esigenze dei grandi impianti industriali. Un appuntamento che ha coinvolto non soltanto le aziende del territorio siracusano, ma anche realtà produttive provenienti da altre aree del Paese.

«È un giorno importante perché abbiamo l’opportunità di confrontarci con le imprese del territorio, ma anche con aziende industriali italiane con le quali collaboriamo», ha spiegato Pietro Nudo, General Manager di GIS International. Tra gli ospiti anche i rappresentanti di SARPOM, raffineria di Trecate, e partner internazionali come VISICS, società olandese, oltre agli sponsor tecnologici. L’obiettivo è mettere insieme esperienze e competenze per capire come migliorare la sicurezza attraverso la digitalizzazione, rendendo i processi più snelli e introducendo strumenti avanzati, compresa l’intelligenza artificiale.
Nudo ha sottolineato anche l’importanza delle tecnologie che consentono di portare direttamente sul campo le informazioni e gli strumenti necessari agli operatori. In questo contesto si inserisce la collaborazione con i.safe MOBILE, che ha presentato i tablet ATEX, dispositivi progettati per essere utilizzati anche nelle aree industriali a rischio di esplosione.

Reale: «La sicurezza è una precondizione per il lavoro»
Il presidente di Confindustria Siracusa, Gian Piero Reale, ha ribadito la centralità della sicurezza per il sistema produttivo. «È un tema a noi molto caro, che riteniamo fondamentale insieme alla salute e all’ambiente. Sono le precondizioni per il lavoro».
Reale ha evidenziato come l’intelligenza artificiale non rappresenti più una prospettiva astratta o lontana, ma una tecnologia già entrata nella quotidianità delle attività professionali. «Dobbiamo utilizzarla al meglio», ha osservato, riconoscendo a GIS International la capacità di integrare nei propri sistemi le nuove tecnologie attraverso importanti partnership. Ma il presidente di Confindustria Siracusa ha soprattutto richiamato l’attenzione su un principio fondamentale: la sicurezza non può essere considerata una responsabilità esclusiva del responsabile aziendale incaricato della prevenzione.
«Con la sicurezza non si finisce mai. È un lavoro di lunga visione, ma anche quotidiano. Non ci si può fermare neppure un giorno, perché riguarda la manutenzione, le operation e qualsiasi attività lavorativa. La sfida è fare in modo che tutti sentano la sicurezza come una parte del proprio lavoro, non come qualcosa da delegare al responsabile della sicurezza». Un richiamo particolarmente significativo per un territorio industriale come quello siracusano, dove la complessità degli impianti richiede un impegno costante.
Reale ha anche sottolineato che gli indicatori infortunistici del polo industriale siracusano risultano migliori rispetto alle medie di riferimento dei settori chimico e petrolifero. Un risultato positivo che, tuttavia, non deve generare sottovalutazioni. «Anche un solo evento è inaccettabile. Tutti lavoriamo per raggiungere l’obiettivo degli infortuni zero nelle nostre aziende». E sul valore della continuità dell’impegno ha aggiunto una considerazione che va oltre gli aspetti organizzativi: «Non è accettabile che una persona non possa tornare a casa così come è entrata al lavoro. Le aziende sono fatte di persone».

Dai tablet ATEX all’intelligenza artificiale direttamente sul campo
Uno degli aspetti più concreti della trasformazione tecnologica riguarda la possibilità di mettere in comunicazione l’operatore presente nell’impianto con i sistemi informatici e le sale di controllo. Mauro Stefàni, rappresentante di i.safe MOBILE, ha illustrato il ruolo dei dispositivi mobili ATEX, tablet e smartphone utilizzabili anche negli ambienti a rischio di esplosione.
«Noi vediamo il tablet e lo smartphone ATEX come il punto di accesso agli algoritmi di intelligenza artificiale direttamente dal campo. L’operatore che entra nell’impianto ha con sé un dispositivo che gli permette di beneficiare delle informazioni e delle capacità offerte dall’intelligenza artificiale».
Il principio è quello di una tecnologia che supporta l’uomo senza sostituirlo. «Immaginiamo un’intelligenza artificiale dove l’uomo sia sempre al centro. Non è un dispositivo che prende decisioni autonome, ma uno strumento che consente all’operatore di avere una visione molto più ampia in un tempo estremamente breve».
I dispositivi sono collegati alla base operativa e ai sistemi software che elaborano gli algoritmi di intelligenza artificiale. Diventano così un ponte tra l’operatore sul campo, la sala controllo e le piattaforme digitali, consentendo di mettere a disposizione le informazioni proprio nel momento in cui servono.

Mugneco: «Dalla sicurezza reattiva a quella predittiva»
Una delle prospettive più interessanti emerse dal confronto è stata illustrata da Gioacchino Mugneco, rappresentante di SONATRACH, che ha posto l’accento sulla capacità della digitalizzazione di anticipare le situazioni di pericolo.
«La digitalizzazione ci permetterà di passare da una sicurezza reattiva a una sicurezza predittiva. Ci consentirà di intercettare le condizioni di rischio, le cosiddette unsafe conditions, e i segnali deboli prima che si verifichino gli eventi». Un cambiamento che, secondo Mugneco, rappresenta un importante salto di qualità e che potrà produrre ulteriori miglioramenti nei prossimi anni.
SONATRACH è già impegnata in questo percorso di innovazione e condividerà anche alcune esperienze di collaborazione sviluppate con GIS International e con altri partner. Mugneco ha inoltre insistito sul valore della collaborazione tra aziende committenti e imprese appaltatrici: «Mettere a fattore comune le proprie esperienze incrementa la percezione della sicurezza e contribuisce anche a migliorare i risultati effettivi».
Un principio importante soprattutto negli impianti industriali complessi, dove la prevenzione non riguarda soltanto il personale interno, ma coinvolge tutte le professionalità e le imprese che operano all’interno dei siti produttivi.

Una nuova cultura della prevenzione per il polo industriale
Dal confronto del Safework Days emerge una prospettiva che interessa direttamente il futuro dell’industria siracusana. La digitalizzazione non rappresenta soltanto un processo di modernizzazione tecnologica, ma può diventare uno strumento concreto per migliorare l’organizzazione del lavoro, rendere più tempestivi i controlli e prevenire situazioni potenzialmente pericolose.
Il valore dell’intelligenza artificiale, dei dispositivi mobili ATEX e dei sistemi integrati di monitoraggio si misura soprattutto nella loro capacità di affiancare le competenze umane e rafforzare la cultura della sicurezza.
Il messaggio che arriva da Siracusa è chiaro: la tecnologia può fare un salto di qualità nella prevenzione, ma il risultato dipende dalla capacità delle imprese e dei lavoratori di considerare la sicurezza una responsabilità condivisa. Perché l’obiettivo finale non è soltanto rendere più efficienti gli impianti, ma garantire che ogni lavoratore possa uscire dal proprio posto di lavoro nelle stesse condizioni in cui vi è entrato.
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