Video esclusivo. Un incontro chiarificatore «face to face» prima della convocazione in Procura dei vertici IAS

Siracusa. IAS «vulnus» industriale, Prefettura: «Individuate possibili soluzioni»

di Giuseppe Bianca

Inchiesta «No Fly» sulla zona industriale, ieri mattina summit in Prefettura per il caso depuratore dell’area industriale

Il depuratore consortile dell’IAS rappresenta il «vulnus» della zona industriale di Siracusa e delle Comunità ivi residenti. L’ombelico del territorio.

Il prefetto Luigi Pizzi preso da responsabilità di una vicenda delicata, una patata «bollente» che gli è piovuta tra capo e collo a pochi mesi dal suo insediamento, ha convocato, senza tergiversare, ieri mattina un importante incontro dove tutti dovevano rispondere, senza mezze parole, alle proprie responsabilità. Un incontro chiarificatore «face to face» prima della convocazione in Procura dei vertici dell’IAS il cui proprietario è l’IRSAP cioè la Regione, cioè l’assessorato Attività Produttive, nella qualità dell’avv. Girolamo Turano, rappresentato dal direttore generale del Dipartimento regionale delle Attività Produttive, Rosolino Greco.

Erano presenti: il sindaco di Priolo Gargallo, Pippo Gianni; del Comune di Siracusa, avv. Pietro Coppa, dal vice sindaco di Melilli, Giuseppe Corradino; dal presidente di Confindustria Siracusa, Diego Bivona e Giovanni Catalano direttore di Confindustria Siracusa; dal direttore generale dell’Ias, Enrico Monteleone e dal presidente Ias, Mariagrazia Elena Brandara; dal Commissario ad acta Irsap, Giovanni Perino e dal direttore generale, Gaetano Collura; l’ing. Luigi Scalisi in rappresentanza del consiglio di amministrazione dell’IAS; e l’avv. Francesco Favi rappresentante legale dell’IAS.

L’incontro è stato positivo ma non risolutivo, il prefetto Luigi Pizzi ha potuto rendersi conto di determinate cose, ha capito questa complessa vicenda.

Una riunione convocata per un confronto sulla nota vicenda relativa al sequestro preventivo degli impianti di IAS da parte della locale Procura della Repubblica.

Dopo ampio confronto, nel corso del quale si è unanimemente ravvisata l’assoluta necessità di scongiurare un’eventuale fermata di detti impianti, che, come noto, sono posti a servizio dei Comuni di Priolo, Melilli e Siracusa, frazione di Belvedere, nonché delle aziende del polo petrolchimico, è merso quanto segue:

➊ Gli amministratori di IAS si sono impegnati a realizzare tutte le attività di progettazione fino al progetto definitivo, necessario ad ottenere le autorizzazioni propedeutiche all’avvio della successiva fase esecutiva degli interventi richiesti dall’Autorità Giudiziaria;

➋ Il rappresentante dell’Assessorato Regionale alle Attività Produttive si è impegnato a verificare la possibilità del reperimento, da parte degli organi politici della Regione, delle risorse necessarie per la realizzazione dei suddetti interventi sugli impianti, che, da uno studio di fattibilità già predisposto dall’IAS, ammonterebbe a circa 12 milioni di euro;

➌ Il Presidente di Confindustria  ha manifestato, a nome delle aziende interessate socie dell’IAS, la disponibilità delle stesse ad erogare le predette risorse finanziarie, a condizione però che gli interventi vengano effettuati sotto la loro vigilanza e che il bando di gara, già emanato dall’IRSAP per l’affidamento della gestione dell’impianto, ora gestito dalla medesima IAS, venga revocato o quantomeno sospeso;

➍ I rappresentanti dell’IRSAP si sono, a loro volta, impegnati a verificare, alla  luce del sopravvenuto sequestro giudiziario, le modalità giuridicamente più corrette per procedere alla sospensione del bando ovvero a una proroga dei termini dello stesso.

Il rappresentante della Regione, inoltre, si è impegnato a riferire gli esiti del tavolo odierno al Presidente, assicurando che entro il termine fissato dalla Procura della Repubblica del 23 marzo prossimo, verrà convocato un ulteriore incontro, presso il competente Assessorato, onde individuare congiuntamente, tra tutti gli Enti e soggetti interessati, le soluzioni maggiormente praticabili, da sottoporre poi all’Autorità giudiziaria e, in particolare, le possibili fonti di finanziamento.

Quindi, in primo piano la questione delle emissioni da parte degli impianti industriali si potrebbe assistere più che altro a una mera aggiunta di dati e responsabilità degli ultimi due anni, per Ias la questione sembra essere più difficile. Il depuratore consortile, infatti, oltre a non essere mai stato soggetto ad Aia (Autorizzazione integrata ambientale) e avere un’autorizzazione per lo scarico a mare scaduta da oltre 4 anni, sembra essere finito nell’occhio del ciclone. I magistrati stanno verificando l’effettiva scarsa manutenzione degli impianti di depurazione delle acque e dei fanghi industriali e dei comuni di Priolo e Melilli (soci di minoranza della società, il cui azionista di maggioranza è il consorzio Irsap) ed eventuali responsabilità nella gestione. Non solo della struttura stessa, palesemente in condizioni quanto meno non ottimali, ma anche di tutto ciò che gira attorno e che consente al depuratore di scaricare a mare. Una situazione già sollevata dalle aziende del polo petrolchimico che da tempo chiedono di prendere in gestione l’impianto.

Staremo a vedere cosa uscirà fuori dall’incontro regionale prim’ancora della convocazione di sabato in Procura dove ad attenderli ci sarà il procuratore aggiunto Fabio Scavone e i pubblici ministeri che hanno coadiuvato l’inchiesta «Noi Fly».

L’importante è recarsi in Procura con le idee chiare e dire che sono stati ripianati i punti caldi e di risolverli nei tempi indicati nell’inchiesta. Accettare le prescrizioni ambientali e la completa disponibilità a collaborare con le autorità competenti, cioè di mettersi in regola con le prescrizioni indicate: entro 90 giorni, un programma attuativo per ricondurre nei limiti le emissioni in atmosfera nonché il versamento di una garanzia fideiussoria pari al costo delle opere di adeguamento, che dovranno essere completate entro i prossimi 12 mesi.

Insomma l’obiettivo è quello di scongiurare lo scenario apocalittico, che determinerebbe la fine dell’esperienza di IAS nel territorio, con conseguenze occupazionali per le 60 famiglie interessate, generando perplessità circa il proseguo delle attività del depuratore e conseguentemente degli stabilimenti industriali che in esso conferiscono i propri reflui.

di Giuseppe Bianca 20 Marzo 2019 | 10:29
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