Siracusa. Fuga da film dal carcere, il piano e il ruolo al sopravvitto: chi è il detenuto Marco D’Angelo

di Anthony Maria Bianca

Quattro ore senza che scattasse l’allarme, il muro di cinta oltrepassato e poi la fuga: ad Augusta è caccia al 38enne pregiudicato, mentre gli investigatori cercano di ricostruire ogni passaggio dell’evasione. Sotto la lente finiscono i controlli, i movimenti all’interno del penitenziario e il ruolo ricoperto dal detenuto. La Procura valuta anche l’ipotesi che D’Angelo possa aver contato su una rete di appoggi, con eventuali complici dentro e fuori dalla struttura

Quattro ore. È il tempo che separerebbe la fuga di Marco D’Angelo dal carcere di Augusta dalla scoperta della sua assenza. Un intervallo ora finito sotto la lente degli investigatori, chiamati a ricostruire cosa sia accaduto nel penitenziario e come il detenuto sia riuscito a oltrepassare il perimetro della struttura.

D’Angelo, 38 anni, originario di Messina, non era un detenuto senza incarichi all’interno dell’istituto. Aveva ottenuto un posto come addetto al sopravvitto, occupandosi delle attività legate alla distribuzione dei prodotti alimentari destinati ai detenuti. Una mansione che gli permetteva di avere una certa libertà di movimento e che, secondo la prima ricostruzione, potrebbe avergli consentito di conoscere con maggiore precisione ritmi, spostamenti e routine carceraria.

La fuga sarebbe maturata nel pomeriggio di ieri. L’ipotesi investigativa è che l’uomo abbia approfittato di una fase particolarmente delicata nei movimenti del personale, forse coincidente con un avvicendamento nei turni, per allontanarsi senza essere immediatamente intercettato.

L’ultimo passaggio dentro il carcere

Il punto da chiarire è proprio quello delle ore successive all’allontanamento. D’Angelo sarebbe riuscito a far perdere le proprie tracce intorno alle 15, mentre la sua assenza sarebbe stata constatata soltanto verso le 19.

Da quel momento è scattata la macchina delle ricerche. Gli inquirenti stanno verificando ogni elemento utile a stabilire se il detenuto abbia agito da solo oppure se, una volta superato il muro di cinta, qualcuno lo abbia atteso fuori.

L’ipotesi di un appoggio esterno non viene al momento esclusa. Potrebbero essere determinanti, in questo senso, eventuali immagini delle telecamere e gli accertamenti sui movimenti avvenuti nelle vicinanze del penitenziario nelle ore immediatamente successive alla fuga.

Una condanna fino al 2031

D’Angelo era in carcere per una condanna definitiva a 11 anni e 8 mesi, inflitta dalla Corte d’Appello di Messina per vicende legate al traffico e allo spaccio di sostanze stupefacenti. Il termine della pena era previsto per il 24 febbraio 2031.

Il quadro giudiziario dell’uomo non si esaurisce però nella condanna già definitiva. A suo carico risultano infatti altri procedimenti ancora pendenti: due riguardano reati contro il patrimonio, collegati a diversi furti, mentre un altro processo riguarda una rapina che sarebbe stata commessa nel 2015 a Villafranca Tirrena.

Sotto esame turni e controlli

Ora la Procura vuole capire se dietro l’evasione ci sia soltanto un momento di vulnerabilità nei controlli oppure se siano intervenuti altri fattori. Gli accertamenti si concentrano sui turni del personale, sulle modalità con cui D’Angelo poteva spostarsi all’interno dell’istituto e sulla sequenza di eventi che ha preceduto la scoperta della sua assenza.

Particolare attenzione viene riservata anche alle quattro ore durante le quali il detenuto sarebbe rimasto fuori dal controllo degli agenti. È proprio in quella finestra temporale che potrebbe trovarsi la chiave per ricostruire la fuga: dal momento in cui D’Angelo avrebbe lasciato il carcere fino alla possibile rete di contatti che potrebbe avergli permesso di allontanarsi da Augusta.

Le ricerche proseguono, mentre gli inquirenti lavorano per ricostruire l’intera sequenza e verificare se l’evasione sia stata frutto di un’iniziativa individuale o di un piano preparato con l’aiuto di altre persone, anche all’interno della struttura penitenziaria.

di Anthony Maria Bianca 26 Agosto 2026 | 18:44
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