Il caldo estremo sta diventando una prova sempre più difficile per le persone fragili, in particolare per gli anziani, per chi non è autosufficiente e per quanti vivono soli. A richiamare l’attenzione sulla necessità di rafforzare la rete di protezione è Salvo Sorbello, presidente dell’Osservatorio Civico di Siracusa, che chiede interventi immediati per affrontare condizioni climatiche che, a suo giudizio, non possono più essere considerate un’emergenza occasionale.
«Caldo sempre più opprimente. Per tutte le persone fragili, per gli anziani e per i loro familiari sono giorni molto difficili, rinchiusi in casa come prigionieri», afferma Sorbello, descrivendo il peso che le temperature estreme possono avere sulla quotidianità di chi dispone di minori possibilità di movimento e di assistenza.
Una particolare attenzione viene rivolta a chi affronta il caldo in condizioni di isolamento. «Penso in particolare a chi vive da solo, senza adeguate reti di supporto o non è autosufficiente», sottolinea il presidente dell’Osservatorio Civico. A queste situazioni si aggiunge quella delle persone che assumono determinati farmaci, per le quali, osserva Sorbello, può risultare «ancora più complicato» l’adattamento dell’organismo a temperature «davvero estreme».
Da qui la richiesta di una risposta concreta e immediata da parte dei servizi pubblici. Sorbello insiste sulla necessità di «rafforzare l’assistenza domiciliare o anche telefonica», in modo da garantire maggiore attenzione alle persone più vulnerabili, soprattutto a quelle che non possono contare quotidianamente sulla presenza di familiari o di una rete di sostegno.
La richiesta riguarda anche il sistema sanitario, con il potenziamento di «pronto soccorso e guardie mediche», chiamati a fronteggiare le possibili conseguenze delle temperature elevate e a garantire una risposta adeguata nei momenti di maggiore criticità.
Ma, secondo Sorbello, non basta intervenire sul versante sanitario. Occorre creare anche una rete di luoghi nei quali le persone più esposte possano trovare sollievo durante le ore più calde. Per questo chiede «la disponibilità di spazi pubblici climatizzati», sottolineando che una simile offerta non può essere affidata esclusivamente a strutture commerciali.
«Non possono essere costituiti solo dai supermercati», precisa, indicando la necessità di spazi pubblici appositamente individuati e messi a disposizione della cittadinanza, soprattutto degli anziani e delle persone che vivono in condizioni di maggiore fragilità.
Al centro dell’intervento c’è, infine, una considerazione che riguarda il modo stesso di affrontare il fenomeno. Per il presidente dell’Osservatorio Civico, il caldo intenso deve essere ormai considerato un fattore di rischio stabile, capace di ripresentarsi con livelli di criticità elevati e di mettere sotto pressione soprattutto le fasce più vulnerabili della popolazione.
«Rendiamoci conto che il grande caldo è ormai un rischio sanitario non occasionale ma strutturale, con livelli di criticità molto elevati», conclude Sorbello. L’appello è dunque a non limitarsi alla gestione dell’emergenza, ma a costruire una risposta organizzata e continuativa: assistenza a domicilio e telefonica, servizi sanitari adeguatamente potenziati e spazi pubblici climatizzati possono diventare elementi essenziali di una rete di protezione destinata a tutelare chi, di fronte al caldo estremo, dispone di meno strumenti per difendersi.
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