Siracusa. Nuovo ospedale, confronto slitta ma l’iter avanza. Il commissario detta la linea: «Ora il bando, poi il cantiere»

di Redazione

“Un Commissario di Governo non demanda a terzi l’organizzazione di incontri istituzionali”. La convention è stata rinviata, ma la macchina del nuovo ospedale non si ferma. Monteforte Specchi rivendica una precisa scelta istituzionale e la necessità di un vertice ufficiale, organizzato dalla struttura commissariale e aperto alla città e a tutte le autorità coinvolte. Con 372 milioni di euro assicurati grazie all’interlocuzione dell’on. Luca Cannata con il Ministero della Salute, Invitalia pronta per la gara ed espropri in corso, l’opera si avvicina alla fase decisiva: “Ragionevole prevedere il bando di gara entro novembre”

Il nuovo ospedale di Siracusa prova finalmente a lasciarsi alle spalle la stagione delle attese e dei rinvii. Sul tavolo ci sono 372 milioni di euro, quasi tutti provenienti dalle casse dello Stato, un Addendum all’Accordo di programma già sottoscritto e una gara d’appalto che, nelle previsioni del commissario straordinario, potrebbe essere pubblicata entro novembre.

A scandire il cronoprogramma è l’ingegnere Guido Monteforte Specchi, commissario straordinario per la costruzione del Nuovo Ospedale di Siracusa (NOS), intervenuto per chiarire anche le ragioni della sua mancata partecipazione all’incontro annunciato per il 1° settembre all’Una Hotel. Una scelta che il manager ha voluto spiegare nei dettagli, sgombrando il campo da qualsiasi interpretazione di una sua presunta volontà di sottrarsi al confronto con la città.

La vicenda nasce da una telefonata ricevuta nel pomeriggio di lunedì 24 agosto da Arturo Linguanti, noto attivista siracusano, che Monteforte Specchi afferma di conoscere da decenni. La richiesta iniziale era precisa: un incontro con alcuni colleghi commercianti interessati a conoscere lo stato dell’iter per la costruzione del Nuovo Ospedale di Siracusa e, soprattutto, a comprendere quali possibili sviluppi economici potrebbero aprirsi per le loro attività una volta realizzata l’opera.

Il commissario aveva dato la propria disponibilità. La sede individuata era l’Una Hotel, struttura alberghiera della famiglia di Linguanti, e la data fissata quella di martedì 1° settembre.

Poi, però, qualcosa è cambiato. «Solo dopo ho avuto contezza che l’incontro veniva pubblicizzato dal richiedente come se fosse una conferenza stampa, estendendo l’invito a parteciparvi a tutti gli interessati», spiega Monteforte Specchi. Da qui la decisione, «mio malgrado», di declinare l’invito.

Il nodo istituzionale: l’incontro ufficiale è già nei programmi

La questione, nelle parole del commissario, non è dunque il confronto in sé, ma la cornice nella quale avrebbe dovuto svolgersi: «Un Commissario di Governo non demanda a terzi, per qualificati che siano, l’organizzazione di incontri istituzionali», afferma Monteforte Specchi, chiarendo che appuntamenti di questo tipo devono essere organizzati dalla propria struttura, nelle sedi istituzionalmente competenti. L’ufficio commissariale, oppure una sede istituzionale messa a disposizione dalla Prefettura, come avvenuto in occasione del suo insediamento. E con un ordine del giorno definito, contenuti programmati e il coinvolgimento, oltre che della cittadinanza, delle autorità che hanno contribuito al percorso del nuovo ospedale.

Una precisazione che il commissario accompagna con una rassicurazione netta: il confronto con la città non viene cancellato. Al contrario, sostiene Monteforte Specchi, un incontro ufficiale è già nei programmi della struttura commissariale e sarà convocato non appena sarà completato il passaggio considerato decisivo per il procedimento: la registrazione da parte della Corte dei Conti dell’Addendum di finanziamento, già sottoscritto con il presidente della Regione e il ministro della Salute.

Il commissario respinge quindi in anticipo qualsiasi lettura della sua assenza come una fuga dal confronto pubblico. «È di tutta evidenza che non vi sia stata alcuna volontà di sottrarsi al confronto o di non informare la città», puntualizza. L’obiettivo, spiega, è piuttosto quello di offrire un quadro «completo e aggiornato» sullo stato dell’opera, utilizzando modalità e sedi istituzionalmente deputate.

Per Monteforte Specchi, un incontro nato inizialmente come appuntamento ristretto non avrebbe potuto trasformarsi, senza un’adeguata organizzazione istituzionale, nell’occasione pubblica destinata a fare il punto complessivo sul progetto.

Il quadro finanziario: Cannata segue l’iter

Ed è proprio sullo stato dell’iter che il commissario mette sul tavolo gli elementi che, nelle sue parole, delineano una fase ormai decisiva. Il primo dato è quello economico: 372 milioni di euro di investimento, con una copertura del 95 per cento a carico dello Stato e del restante 5 per cento a carico della Regione Siciliana.

Monteforte Specchi conferma quanto recentemente comunicato dall’onorevole Luca Cannata, parlamentare nazionale che ha seguito costantemente l’iter e si è attivato nell’interlocuzione con il Ministero della Salute. Il commissario richiama esplicitamente il lavoro di Cannata proprio nel passaggio relativo al finanziamento e agli sviluppi dell’intera procedura.

L’Addendum all’Accordo di programma, spiega inoltre, è stato sottoscritto. Il relativo decreto si trova ora nella fase di registrazione. Ed è questo il tassello che potrebbe sbloccare definitivamente il percorso verso la gara.

Espropri, bonifiche e archeologia: Invitalia prepara il bando

Parallelamente, infatti, la macchina amministrativa non è ferma. Invitalia ha già avviato la predisposizione del bando di gara per l’appalto del nuovo ospedale. L’attività si inserisce nell’estensione al NOS della convenzione sottoscritta con il presidente della Regione per altre strutture della sanità regionale.

Il cronoprogramma indicato da Monteforte Specchi è chiaro: se la registrazione della Corte dei Conti arriverà in tempi brevi, il bando potrebbe essere pubblicato entro novembre. È una previsione, non ancora una data definitiva. Ma rappresenta uno dei riferimenti temporali più concreti forniti finora sul percorso che dovrebbe portare l’opera dalla fase amministrativa alla gara.

Nel frattempo, procede anche un’altra parte essenziale dell’iter, meno visibile ma determinante per arrivare alla realizzazione dell’opera. Sono infatti in corso le procedure espropriative necessarie all’acquisizione dei sedimi sui quali dovrà sorgere il nuovo ospedale.

Una volta completata questa fase, sulle aree dovranno essere eseguite le attività preliminari di Bonifica degli Ordigni Bellici e le Prospezioni Archeologiche. Sono tutti passaggi che devono essere incastrati nel cronoprogramma generale e che spiegano perché, anche una volta pubblicato il bando, il percorso verso l’apertura del cantiere non sarà immediato.

Il ruolo del Governo nazionale e regionale

Monteforte Specchi sottolinea inoltre il raccordo costante con il Governo nazionale, i ministeri competenti e il presidente della Regione Siciliana Renato Schifani.

E proprio a Schifani il commissario attribuisce un ruolo fondamentale: quello dell’«intervento risolutivo» per assicurare il completo finanziamento dell’opera e per arrivare al definitivo inquadramento del nuovo ospedale come DEA di secondo livello.

Un passaggio che non è soltanto tecnico. Il riconoscimento come DEA di secondo livello definisce infatti il peso che la futura struttura dovrà avere nella rete dell’emergenza-urgenza e dell’assistenza ospedaliera del territorio.

La partita entra nel vivo

Il quadro che emerge dalle parole del commissario è quello di un’opera che si avvicina a uno snodo cruciale. Da una parte c’è il passaggio alla Corte dei Conti, necessario per completare il perfezionamento dell’iter finanziario. Dall’altra, Invitalia lavora già al bando, mentre procedono le procedure espropriative e le attività propedeutiche sui terreni.

E poi c’è la dimensione politica e istituzionale, con il ruolo rivendicato dal Governo nazionale, dalla Regione e dall’onorevole Cannata nell’interlocuzione con il Ministero della Salute.

Il messaggio di Monteforte Specchi, in definitiva, è doppio. Sul piano istituzionale, il commissario rivendica la necessità che il confronto pubblico sull’ospedale avvenga nelle sedi e nelle forme appropriate. Sul piano operativo, indica una scadenza precisa: novembre, quando il bando potrebbe vedere finalmente la luce.

Dopo anni di attese, il nuovo ospedale di Siracusa sembra finalmente avvicinarsi al passaggio decisivo: dalle carte ai fatti. Il percorso è intrisecamente articolato e richiede il completamento di diversi adempimenti, ma oggi ci sono risorse definite, procedure già avviate e un orizzonte temporale concreto. Ora la sfida è trasformare il lavoro amministrativo in una gara e, finalmente, la gara in un cantiere. Per Siracusa, il tempo delle attese può lasciare spazio a quello delle realizzazioni.

27 Agosto 2026 | 11:38
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