Salvo SorbelloHa scritto al Commissario Straordinario dell’Asp di Siracusa per chiedere che il Comitato Consultivo Aziendale venga coinvolto nell’aggiornamento del Piano Integrato di Attività e Organizzazione. Salvo Sorbello, presidente del CCA, ha così formalizzato una richiesta che l’organismo porta avanti da tempo: poter esprimere pareri su un documento strategico per la vita dell’azienda sanitaria.
Il Comitato, ha spiegato Sorbello, costituisce all’interno dell’ASP la sede in cui si raccolgono le istanze delle associazioni e, di riflesso, dei cittadini, con particolare attenzione alla qualità e all’accessibilità dei servizi sanitari.
La richiesta arriva in un momento non casuale. L’Autorità Nazionale Anticorruzione ha diffuso da poco un nuovo strumento pensato per individuare e prevenire i rischi di cattiva amministrazione e i conflitti di interesse all’interno delle aziende sanitarie. Un aggiornamento che, secondo Sorbello, rende ancora più urgente aprire al contributo del CCA la sezione del PIAO dedicata a “Rischi corruttivi e trasparenza”.
Le motivazioni indicate dal presidente sono diverse. Anzitutto la partecipazione: coinvolgere il Comitato significherebbe far entrare nel Piano la voce diretta di utenti e associazioni, che vivono in prima persona criticità e disservizi. C’è poi la dimensione della prevenzione: chi utilizza quotidianamente i servizi sanitari è nella posizione migliore per segnalare zone d’ombra, disparità di trattamento o ostacoli nell’accesso alle cure. Sorbello cita in particolare le prenotazioni, i tempi di attesa, la libera professione e più in generale l’accesso alle prestazioni, aree su cui il CCA potrebbe fornire un contributo diretto.
Il confronto con le associazioni, ha aggiunto, renderebbe più concreti gli obiettivi di trasparenza e comunicazione che l’ASP si è data, perché il coinvolgimento del Comitato rafforza un principio di fondo: la lotta alla corruzione non è solo un affare interno all’amministrazione, ma chiama in causa anche chi i servizi li utilizza.
Per l’ASP di Siracusa il passo avrebbe un peso non trascurabile. Non si tratterebbe di una consultazione di facciata, ma di un confronto reale sulle aree di rischio, sulle misure da adottare per prevenirlo e sugli indicatori con cui misurare se quelle misure funzionano davvero.
Se la proposta di Sorbello troverà accoglimento, l’Asp di Siracusa potrebbe diventare la prima in Sicilia a dotarsi di un PIAO costruito anche con il contributo dei cittadini: non più solo un adempimento amministrativo, ma un vero strumento di trasparenza, partecipazione e tutela.
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