Un mese intero di serrande abbassate, incertezza totale sui tempi di ripresa e una comunità lasciata letteralmente a se stessa.
A Cassibile la chiusura dello sportello di via dell’Anemone sta trasformando un disservizio temporaneo in un’emergenza quotidiana. Dal 28 settembre scorso, il presidio di Poste Italiane è sbarrato: la riapertura, inizialmente promessa per l’8 ottobre, è slittata a data da destinarsi, costringendo i residenti a lunghi spostamenti verso le sedi di Siracusa o Avola per qualsiasi operazione. A complicare il quadro c’è anche il blocco totale del Postamat, che impedisce anche il semplice prelievo di contante.
Sulla vicenda sale la protesta politica. A farsi portavoce del malcontento della frazione è Salvo Coletta, coordinatore provinciale di Fratelli d’Italia, che sposa con forza la linea d’attacco già tracciata dal consigliere comunale Paolo Romano: “La comunità di Cassibile non può continuare a fare i conti con la chiusura dell’ufficio postale senza conoscere i tempi della riapertura. Poste Italiane dia risposte precise e valuti soluzioni temporanee per garantire l’accesso ai servizi, soprattutto agli anziani e alle persone che hanno difficoltà a spostarsi”.
Una presa di posizione netta, che evidenzia come il disagio colpisca in particolar modo le fasce più fragili della popolazione, per le quali percorrere chilometri per ritirare la pensione o pagare un bollettino diventa un ostacolo insormontabile.
Coletta ribadisce l’urgenza di una svolta nel dialogo con la società postale: “Paolo Romano ha seguito la vicenda con segnalazioni e solleciti, rappresentando le esigenze dei cittadini. Come coordinamento provinciale sosteniamo questa iniziativa: comprendiamo la necessità di eseguire lavori e garantire la sicurezza della struttura, ma occorre dare alla comunità indicazioni chiare e assicurare la continuità dei servizi”.
Il caso ha ormai travalicato i confini locali, approdando direttamente sui banchi della politica romana. Del fascicolo si è difatti occupato il deputato nazionale di Fratelli d’Italia Luca Cannata, che ha formalizzato un’interrogazione parlamentare per chiedere conto al Governo e ai vertici aziendali di Poste Italiane sullo stato di avanzamento del cantiere e sulla data certa di restituzione dell’ufficio ai cittadini.
In attesa che la burocrazia sblocchi la situazione, da Cassibile arrivano proposte operative immediate per tamponare la crisi: “In attesa della conclusione dei lavori – evidenzia infine il coordinatore provinciale – chiediamo che siano valutate alternative temporanee, come un ufficio postale mobile o altri servizi sostitutivi, e il ripristino del Postamat, ove tecnicamente possibile. Continueremo a sostenere il lavoro del nostro consigliere comunale affinché alle segnalazioni seguano risposte concrete per Cassibile”.
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