Intervento del Comitato Parchi

Siracusa. Un grande bluff, delirio neoliberista della Giunta Italia: il Piano di Sosta come arma di ‘guerra’ contro i residenti

di Redazione

Tra mappe sbagliate e dati inventati l’isola di Ortigia alla mercé, sacrificata al mercato turistico-commerciale. Il Comune falsifica la realtà per giustificare l’espulsione sociale mascherando quest'ultima sotto il linguaggio tecnocratico della "mobilità sostenibile": quando la “pianificazione” vìola la democrazia

di Corrado V. Giuliano*

La denuncia di Ortigia Cittadinanza Resistente sul nuovo Piano della Sosta del Comune di Siracusa solleva questioni che trascendono la dimensione tecnico-amministrativa per configurarsi come sintomo di una patologia più profonda del governo del territorio: la progressiva trasformazione della città storica in dispositivo di espulsione della residenza stabile.

L’analisi del Comitato evidenzia con rigore un esempio paradigmatico di “governamentalità neoliberale” applicata allo spazio urbano: l’utilizzo di strumenti apparentemente neutri – la regolamentazione della sosta, la zonizzazione, le tariffe – per operare una radicale riconfigurazione sociale del territorio, mascherando sotto il linguaggio tecnocratico della “mobilità sostenibile” un progetto di classe che mira alla sostituzione della popolazione residente con quella turistico-commerciale.

Particolarmente grave è quanto il Comitato denuncia circa la “base conoscitiva errata” del Piano: mappe che indicano come “assenti” aree di sosta esistenti, dati “parziali e non rappresentativi”, stime artificiali della domanda.

Non siamo di fronte a semplici imprecisioni tecniche, ma a una vera e propria “falsificazione spettacolare” della realtà: la produzione deliberata di una rappresentazione distorta del territorio funzionale a legittimare interventi altrimenti indifendibili. Quando l’amministrazione pubblica abdica al principio di trasparenza e costruisce narrazioni mendaci, viene meno il fondamento stesso della democrazia amministrativa.

Il dato che emerge con maggiore evidenza è l’assurdità sistemica di un piano che produce sei volte più autorizzazioni alla sosta rispetto agli stalli disponibili. Non è inefficienza: la Giunta Italia opera, nel suo delirio neoliberista, la creazione intenzionale di una condizione di crisi permanente che rende impossibile la vita quotidiana dei residenti.

È quella che Naomi Klein definisce “dottrina dello shock”, applicata su scala urbana: generare deliberatamente il caos per legittimare soluzioni ancora più drastiche, in una spirale che ha come esito inevitabile lo svuotamento residenziale.

La mancanza di alternative reali – parcheggi scambiatori “incapienti ed inadeguati”, assenza di servizi navetta efficienti – rivela la vera natura del progetto: non si tratta di riorganizzare la mobilità, ma di rendere materialmente impossibile abitare in Ortigia per chi non dispone di risorse economiche sufficienti a sostenere i costi di questa “riqualificazione”.

L’esclusione dalla Valutazione Ambientale Strategica di un piano che avrà impatti devastanti sulla qualità della vita, sulla salute pubblica, sull’assetto sociale del territorio, rappresenta non solo un vizio procedurale ma una vera e propria violazione del principio di precauzione sancito dal diritto europeo.

Dichiarare il Piano “coerente” con un PUMS non ancora approvato dalla Regione costituisce un cortocircuito logico-giuridico che tradisce l’urgenza politica di imporre fatti compiuti prima che si possano attivare forme di opposizione e controllo democratico.

Viene violato “diritto alla città” come diritto all’appropriazione collettiva dello spazio urbano, alla partecipazione attiva alla produzione della città stessa. Ciò che sta accadendo a Ortigia rappresenta l’esatto rovesciamento di questo principio: l’espropriazione sistematica del diritto alla permanenza, la trasformazione dei residenti in popolazione eccedente, in ostacolo alla valorizzazione turistica del territorio.

La zona cuscinetto che si estende dai Giardini Margherita alla stazione configura quello che in urbanistica critica si definisce “gentrification belt”: un’area di transizione dove si sperimentano le politiche che verranno poi estese al centro storico, un laboratorio di espulsione graduale che procede per cerchi concentrici, erodendo progressivamente il tessuto sociale consolidato.

Il Comitato Parchi sostiene integralmente le richieste di Ortigia Cittadinanza Resistente e si associa alla loro battaglia per:

  • La sospensione immediata di un Piano fondato su presupposti scientificamente infondati e proceduralmente viziati;
  • La sottoposizione a VAS di ogni intervento che modifichi sostanzialmente l’assetto della mobilità e della sosta, con particolare attenzione agli impatti sulla residenzialità;
  • ⁠La trasparenza assoluta dei dati, delle metodologie, degli obiettivi reali del Piano, sottraendo la pianificazione urbana all’opacità tecnocratica e rapace,in linea con l’Italiapensiero e dei suoi servi di Giunta e di Consiglio Comunale dei peones.
  • La priorità costituzionale della tutela della residenza stabile come precondizione per la conservazione dell’identità e della vitalità del centro storico.

Questa battaglia non riguarda solo Ortigia: è il fronte avanzato di un conflitto che attraversa tutte le città storiche italiane, stritolate tra la retorica della sostenibilità e la pratica della turistificazione selvaggia.

La difesa del diritto ad abitare il centro storico è difesa della città come bene comune contro la sua riduzione a merce globale, è resistenza alla monocultura turistica che desertifica il tessuto urbano, leit motiv di questa giunta stracciona e mercantile.

Non accetteremo che la pianificazione urbanistica diventi strumento di ingegneria sociale per l’espulsione dei ceti popolari e medi dai centri storici. Non accetteremo che la falsificazione dei dati sostituisca l’analisi scientifica. Non accetteremo che la fretta amministrativa prevalga sulla correttezza procedurale e sulla partecipazione democratica.

Ortigia non è un parco tematico: è una comunità viva che ha il diritto inalienabile di continuare ad esistere.

*Presidente del Comitato Parchi, illustre giurista

03 Gennaio 2026 | 11:07
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