Siracusa. Sosta a Ortigia, Comitato smonta le ‘eresie’ del sindaco Italia: «Dati segreti, 400 posti spariti e metodi dispotici»

di Redazione

Riduzione selvaggia dei parcheggi, aumento dei costi e nessun percorso condiviso: mentre si parla di scienza e obblighi europei, i dati non vengono mostrati e il confronto non esiste. Il Comitato di Ortigia accusa l’amministrazione Italia di mancata trasparenza

Il confronto sul Piano della Sosta a Ortigia si fa sempre più aspro. A intervenire con una lunga e articolata presa di posizione è Davide Biondini, portavoce del Comitato Ortigia Cittadinanza Resistente, che contesta duramente l’impostazione e il metodo adottati dall’amministrazione comunale guidata dal sindaco Francesco Italia.

Secondo Biondini, dalle recenti dichiarazioni del primo cittadino emergerebbe “una certezza granitica e rassicurante” fondata su tre pilastri: la scientificità delle scelte, la loro inevitabilità e il fatto che esse siano imposte da livelli sovraordinati. Un quadro che, tuttavia, lascerebbe completamente fuori gioco il confronto pubblico. “Tutto è sottratto alla discussione, al confronto, all’ascolto”, afferma il portavoce, parlando di un modello di amministrazione “autoreferenziale”, in cui “le finalità sono nobili, i mezzi irrilevanti e le procedure opzionali”.

Il Piano della Sosta viene presentato dal Comune come il risultato di studi autorevoli e modelli scientifici. Ma è proprio su questo punto che il Comitato solleva una delle principali criticità: i dati su flussi, domanda reale di sosta e simulazioni, richiesti più volte tramite PEC, risulterebbero ancora “in corso di elaborazione” presso il settore Mobilità e Trasporti. “Un curioso metodo scientifico – osserva Biondini – le decisioni sono definitive, i numeri invece restano riservati, sottratti all’analisi dei cittadini”.

Il riferimento agli obblighi comunitari sulla riduzione delle emissioni da traffico, più volte richiamati dal Sindaco, non viene contestato nel merito. Ciò che il Comitato denuncia è piuttosto l’assenza del metodo previsto dalle norme nazionali. Il DM 397/2017, che disciplina i Piani Urbani di Mobilità Sostenibile (PUMS), indica infatti principi chiari: gradualità, sperimentazione, alternative reali, infrastrutture di supporto e, soprattutto, il coinvolgimento dei cittadini in tutte le fasi del processo. “Qui invece – sostiene Biondini – si è scelto un approccio più sbrigativo: prima si rende la sosta difficile e onerosa, poi si spiega che era inevitabile”.

Nel mirino anche la rappresentazione dei cittadini fatta dal Sindaco, descritti – secondo il Comitato – come facilmente manipolabili e incapaci di comprendere atti e documenti. In questo schema, i comitati civici diventerebbero un ostacolo perché svolgono una funzione tipica di una democrazia sana: leggere gli atti, spiegarli e chiedere conto delle scelte. “La partecipazione è ammessa solo nella forma dell’applauso”, accusa il portavoce.

Particolarmente dura la replica alle parole con cui il Sindaco ha definito “ignobile” la raccolta firme promossa dal Comitato, arrivando a ipotizzarne l’illegalità. Biondini sottolinea come non sia mai stato chiarito quale sarebbe l’assunto falso alla base dell’iniziativa, né dove il Comitato avrebbe sostenuto che tutta la sosta cittadina sarebbe stata messa a pagamento. Al contrario, denuncia un uso di “anatemi” e allarmi sui dati personali, arrivando – a suo dire – a confondere un codice fiscale con un dato sensibile.

Sul tema dei parcheggi per i residenti di Ortigia, citati dall’amministrazione come prova dell’attenzione verso il centro storico, il Comitato invita a guardare agli atti nel loro complesso. Vengono richiamate tre ordinanze: la n. 337 del 29 maggio 2024, che avrebbe eliminato circa 26 stalli tra Lungomare Aretusa e Lungomare di Levante per il passaggio della navetta; la n. 426 del 3 luglio 2024, che avrebbe riservato ai residenti posti già esistenti e già utilizzati dagli stessi; e la successiva eliminazione di 15 stalli al Belvedere della Turba per la nuova area pedonale. “Il risultato – afferma Biondini – non è un aumento di stalli, ma una riclassificazione formale a fronte di una riduzione reale”.

Secondo i dati citati dal Comitato, dal 2017 a oggi in Ortigia sarebbero stati eliminati circa 400 posti auto. Un numero che, a loro avviso, contrasterebbe con la narrazione di successo dell’amministrazione, anche alla luce del “numero esorbitante di pass rilasciati senza alcun criterio verificabile”. Parlare di tutela dei residenti, sostiene Biondini, sarebbe quindi “paradossale” e scollegato dal rapporto tra domanda reale e offerta effettiva di sosta.

Il Comitato ribadisce infine la propria disponibilità a fornire al Sindaco i dati aggiornati sulla reale capacità di sosta in Ortigia, come già avvenuto nel 2017, quando – ricordano – gli stessi numeri portarono a riconoscere l’insostenibilità del sistema. “I numeri esistono, sono verificabili e non si lasciano piegare dagli slogan”, conclude Biondini, rivendicando una visione della democrazia come strumento di controllo e confronto: “Non è ignobile, soprattutto quando costringe chi governa a confrontarsi con i dati, con i fatti e con tutta la verità, non solo con quella che fa comodo raccontare”.

04 Febbraio 2026 | 18:03
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