Nessuna risposta sostanziale alle richieste avanzate dai residenti sul problema dell’inquinamento acustico e della vivibilità del centro storico. È la denuncia che arriva dal Comitato Ortigia Cittadinanza Resistente, che attraverso il proprio portavoce, Davide Biondini, torna a puntare il dito contro l’amministrazione comunale e, in particolare, contro l’inerzia del sindaco Francesco Italia.
In una nota diffusa oggi, 11 giugno 2026, il Comitato afferma di prendere atto che, a distanza di tempo dalla presentazione dell’esposto collettivo sottoscritto da cittadini e residenti, non sarebbe arrivata alcuna risposta concreta alle richieste formulate in materia di immissioni sonore, quiete pubblica e tutela della qualità della vita nelle aree di Ortigia e della zona Umbertina.
Secondo il Comitato, l’esposto era stato indirizzato principalmente al primo cittadino in quanto autorità competente ad adottare, nei casi previsti dalla legge, provvedimenti contingibili e urgenti a tutela della salute pubblica, dell’ambiente urbano e del diritto al riposo dei residenti.
«Non abbiamo mai chiesto di fermare la movida o di impedire ai giovani di divertirsi – sottolinea Biondini – Abbiamo chiesto che il fenomeno venga regolato e riportato entro limiti compatibili con la vita quotidiana di chi abita, lavora e investe nel centro storico».
Il Comitato rivendica di aver adottato un approccio improntato al dialogo e alla ricerca di soluzioni praticabili, avanzando proposte tecniche e organizzative finalizzate a conciliare le esigenze delle attività economiche con quelle dei residenti. L’obiettivo dichiarato sarebbe quello di garantire il rispetto delle norme già esistenti in materia di emissioni sonore, orari e prescrizioni autorizzative.
Tra le richieste avanzate figuravano l’adozione di ordinanze contingibili e urgenti, un rafforzamento dei controlli nelle ore serali e notturne, l’impiego di tecnici acustici reperibili durante le fasce più critiche, l’introduzione di impianti direzionali per la diffusione sonora, una revisione degli orari delle attività e un sistema sanzionatorio progressivo nei confronti dei soggetti che violano ripetutamente le regole.
Secondo il Comitato, nessuno di questi punti avrebbe ricevuto un riscontro puntuale. «L’unica risposta ricevuta – sostiene Biondini – rinvia genericamente a un futuro percorso regolamentare o alla zonizzazione acustica della città, senza indicare quali misure verranno adottate nell’immediato e senza fornire tempi certi». Una posizione che i residenti giudicano insufficiente rispetto a un fenomeno che definiscono «documentato e vissuto quotidianamente da anni».
Nel mirino del Comitato c’è anche la mancata risposta alle richieste di accesso agli atti riguardanti i verbali e gli accertamenti effettuati dalla Polizia Municipale, sia autonomamente che con il supporto di ARPA, nel corso del 2025.
Il tono della presa di posizione segna un evidente irrigidimento rispetto ai precedenti tentativi di confronto istituzionale. «Abbiamo formulato proposte e non slogan. Abbiamo chiesto regole e non divieti generalizzati – afferma il portavoce – Ma la disponibilità al dialogo non può trasformarsi nell’accettazione del silenzio o del rinvio permanente».
Il Comitato lascia inoltre intendere che potrebbero aprirsi nuove iniziative da parte dei cittadini che lamentano disagi legati al rumore notturno, insonnia, perdita della qualità della vita e compromissione del diritto alla quiete domestica. «La vivibilità del centro storico non è un fastidio burocratico – conclude Biondini – ma un diritto. E tutelarlo è un preciso dovere di chi governa».
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