Un messaggio denso di spiritualità, ma anche profondamente radicato nella realtà contemporanea, quello che l’arcivescovo di Siracusa, Francesco Lomanto, ha rivolto ai fedeli in occasione della Pasqua 2026. Parole che si fanno invito alla riflessione, alla responsabilità e soprattutto alla speranza, in un tempo segnato da crisi, incertezze e conflitti.
Al centro della sua esortazione, il mistero della resurrezione di Cristo, vissuto non solo come evento liturgico, ma come esperienza concreta e trasformante nella vita quotidiana. “La celebrazione della Santa Pasqua ci doni la gioia di accogliere, di vivere e di testimoniare il mistero di Cristo Crocifisso e Risorto”, scrive l’arcivescovo, sottolineando una presenza viva e attuale: un Cristo che “si rende presente in mezzo a noi, per vivere con noi, per donarsi a noi, per rimanere con noi”.
Nel suo messaggio, mons. Lomanto richiama i fedeli a un cambiamento interiore profondo, capace di tradursi in azioni tangibili. Il Risorto, afferma, “ci chiama a vivere nel suo mondo” e a diventare “segno vivo della sua presenza nel nostro mondo”. Un invito che si declina in gesti concreti di amore e perdono, nella consapevolezza che “Cristo è presente là dove c’è uno che ama”.
Particolarmente significativo il passaggio in cui l’arcivescovo guarda alle fragilità del nostro tempo. La luce del Risorto, infatti, è invocata come forza capace di attraversare e trasformare le difficoltà: dalle crisi economiche alle povertà, dalle malattie alle violenze, fino alle guerre che continuano a segnare lo scenario globale. Un elenco che non è solo denuncia, ma anche preghiera e speranza: quella di poter “superare le tribolazioni” e vedere esauditi “i desideri di bene del nostro cuore, delle nostre famiglie e delle nostre comunità”.
Il messaggio si fa poi appello alla responsabilità collettiva. Non basta celebrare: occorre impegnarsi. “Noi impegniamoci ad entrare sempre più nell’intimità dell’amore di Dio”, scrive Lomanto, invitando a costruire relazioni autentiche e solidali, capaci di accogliere “tutti, vicini e lontani”, per edificare “un futuro da fratelli”.
La dimensione comunitaria emerge con forza: la fede, la comunione e la carità diventano strumenti concreti per testimoniare il Vangelo nel mondo. È in questo contesto che l’arcivescovo esorta a “vivere da risorti”, portando “sempre e ovunque un raggio di Sole, un azzurro di Cielo”, immagini evocative di una speranza che non si limita al piano spirituale, ma si traduce in presenza attiva nella società.
Il messaggio pasquale si chiude con un augurio che è insieme benedizione e missione: essere, con la propria vita, segni visibili di pace, bene e gioia. Un invito rivolto “a tutti e a ciascuno”, affinché la Pasqua non resti una ricorrenza, ma diventi stile di vita.
“Il Signore Risorto sia sempre con voi”: una formula tradizionale che, nelle parole di mons. Lomanto, assume il valore di un impegno condiviso a costruire, giorno dopo giorno, un mondo più umano e fraterno.
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