Non solo un convegno, ma un vero momento di sintesi tra mondo produttivo, professioni e rappresentanze dei lavoratori. La sede di Confindustria Siracusa si è trasformata in un laboratorio di confronto sul futuro del lavoro, ospitando l’incontro dal titolo “Parità di genere: equità retributiva e compliance aziendale”, che ha posto al centro un tema ormai imprescindibile per la crescita economica e sociale: la riduzione delle diseguaglianze e la valorizzazione del capitale umano.
L’iniziativa, promossa dal Gruppo Tecnico Education e Capitale Umano, ha offerto strumenti operativi per comprendere e applicare la Direttiva UE 2023/970 sulla trasparenza retributiva, destinata a incidere profondamente sull’organizzazione delle imprese. Non si tratta, infatti, di un mero adeguamento normativo, ma di un cambio di paradigma che impone criteri oggettivi nella determinazione dei salari e introduce meccanismi di controllo e sanzione nei casi di divari ingiustificati tra uomini e donne.
A rendere ancora più significativo l’appuntamento è stata la firma del protocollo d’intesa tra Confindustria Siracusa e le organizzazioni sindacali CGIL, CISL e UIL, con l’obiettivo di prevenire e contrastare ogni forma di violenza e molestia nei luoghi di lavoro. Un accordo che rafforza il dialogo tra le parti sociali e che punta a costruire ambienti lavorativi più sicuri, inclusivi e rispettosi delle differenze, estendendo la tutela a tutte le forme di discriminazione, dal genere alla disabilità, fino alle differenze culturali e sociali.
Ad aprire i lavori sono stati il presidente di Confindustria Siracusa, Gian Piero Reale, e il presidente dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro, Alfio Zarbano, seguiti dagli interventi di Carmelo Giangrandi e della segretaria regionale della UIL, Ninetta Siragusa. A coordinare il dibattito è stata la vicepresidente di Confindustria Siracusa con delega all’Education, Ermelinda Gerardi.
Nel suo intervento, il presidente Reale ha evidenziato con chiarezza il legame tra parità di genere e sviluppo economico, sottolineando come le diseguaglianze rappresentino un freno non solo sociale ma anche produttivo. “Le società più ricche sono quelle con livelli più elevati di uguaglianza”, ha affermato, richiamando l’attenzione su un fenomeno particolarmente rilevante nel Mezzogiorno: la migrazione delle giovani laureate verso contesti lavorativi più inclusivi, spesso nel Centro-Nord, dove le opportunità di affermazione risultano maggiori.
Un dato che si intreccia con la realtà del territorio siracusano, storicamente caratterizzato da una forte presenza maschile nei settori industriali. “È proprio in questi contesti che le donne devono affrontare le sfide più difficili – ha spiegato Reale – ma stiamo assistendo a segnali importanti di cambiamento con molte aziende, come la ISAB, che hanno avviato percorsi di certificazione UNI-PDR 125 e che stanno investendo nella valorizzazione delle competenze femminili, nche tramite partnership con le università”.
Il presidente degli industriali aretusei ha inoltre posto l’accento su un aspetto sempre più centrale nelle strategie aziendali: il benessere organizzativo. “La sostenibilità di un’impresa passa anche dal benessere dei lavoratori – ha sottolineato – perché la qualità dei risultati è direttamente collegata alla soddisfazione del capitale umano”.
A entrare nel merito degli aspetti normativi è stata la vicepresidente Ermelinda Gerardi, che ha illustrato i contenuti della direttiva europea, evidenziando come essa introduca obblighi di trasparenza retributiva e strumenti concreti per ridurre il ‘gender pay gap’: “Le imprese dovranno adottare criteri oggettivi nella definizione delle retribuzioni e dei percorsi di carriera – ha spiegato – e saranno previste sanzioni nei casi in cui il divario superi il 5% senza adeguate giustificazioni”.
Gerardi ha inoltre sottolineato come molte aziende del territorio siano già su un percorso virtuoso, grazie all’adozione della certificazione per la parità di genere, che pone al centro inclusività e pari opportunità come elementi strutturali dell’organizzazione.
Dal punto di vista tecnico e operativo il contributo di Alfio Zarbano, alla guida dei Consulenti a Siracusa, ha evidenziato il passaggio da una trasparenza “formale” a una “sostanziale”, destinata a incidere concretamente sulle dinamiche aziendali: “La nuova normativa rafforza il ruolo della contrattazione collettiva e introduce strumenti che consentono di individuare e correggere eventuali discriminazioni – ha spiegato – con benefici non solo per i lavoratori, ma per l’intero sistema produttivo”.
Zarbano ha inoltre richiamato l’importanza del lavoro congiunto tra imprese e sindacati per colmare il divario di genere, soprattutto in contesti come quello industriale siracusano, dove la presenza femminile resta ancora limitata.
A chiudere il confronto è stata la segretaria della Uil, Ninetta Siragusa, che ha sottolineato il valore concreto del protocollo siglato durante l’incontro: “Si tratta di un impegno formale per contrastare molestie e violenze nei luoghi di lavoro – ha dichiarato – che si inserisce in un quadro normativo sempre più attento alla tutela della dignità delle persone”.
“Il protocollo – ha spiegato – mira a rafforzare le tutele attraverso il dialogo tra imprese e rappresentanze sindacali, prevedendo strumenti di prevenzione e intervento in caso di discriminazioni”. Un aspetto particolarmente rilevante riguarda il coinvolgimento delle realtà produttive più piccole, dove le condizioni di fragilità possono essere maggiori e dove è fondamentale diffondere una cultura del rispetto e della legalità.
L’incontro ha dunque confermato come la parità di genere non sia più un tema marginale, ma una priorità strategica per il futuro del lavoro. Un obiettivo che richiede un impegno condiviso tra istituzioni, imprese e sindacati, nella consapevolezza che solo attraverso equità, inclusione e valorizzazione delle competenze sarà possibile costruire un sistema economico più competitivo e sostenibile.
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