Siracusa. Ozono in atmosfera, esperti e istituzioni a confronto: focus su dati, prevenzione e strategie di controllo

di Giuseppe Bianca

L'incontro tra Arpa, operatori del settore e istituzioni ha approfondito la natura dell’ozono, le dinamiche atmosferiche e le differenze tra contesto locale e nazionale: al centro la necessità di una comunicazione basata su dati scientifici e non su allarmismi, con un’analisi approfondita sulle variabili che influenzano il fenomeno

Si è svolto questa mattina, nella sala Gianformaggio di Confindustria Siracusa, il convegno dedicato al tema dell’ozono, un fenomeno ambientale destinato a tornare al centro dell’attenzione con l’avvicinarsi della stagione estiva.

L’incontro ha rappresentato un momento di confronto tra esperti, istituzioni e operatori del settore, con l’obiettivo di approfondire dati, criticità e possibili strategie di intervento, evitando letture superficiali o allarmistiche. Tra i convenuti il presidente di Confindustria Sicilia, Diego Bivona, numerose personalità del mondo accademico e della società civile; del comandante Marletta in rappresentanza dall’Ammiraglio Davide Da Pozzo, Padre Claudio Magro della Pastorale dell’Ambiente e della Sicurezza, e il comandante Petronelli in rappresentanza dell’Ammiraglio Lorenzano Di Renzo del comando marittimo di MariSicilia.

Ad aprire i lavori è stato il presidente di Confindustria Siracusa, Gian Piero Reale, che ha sottolineato come il tema sia diventato particolarmente rilevante anche alla luce dell’attenzione mediatica registrata negli ultimi mesi. «Abbiamo voluto organizzare questo convegno – ha spiegato Reale – per capire come si colloca il nostro territorio rispetto al contesto nazionale. Spesso si tende a percepire la realtà locale come centrale, ma è importante confrontarsi con dati e analisi più ampie».

In foto: Gian Piero Reale, presidente di Confindustria Siracusa

Il presidente dell’associazione industriali aretusei ha evidenziato come l’ozono sia strettamente legato alle alte temperature e alle attività antropiche, in particolare traffico e insediamenti produttivi, ribadendo però la necessità di affrontare la questione con equilibrio: «Non mettiamo la testa sotto la sabbia, ma non dobbiamo neanche creare allarme. I cittadini devono essere informati con precisione su rischi, soglie e azioni intraprese». Reale ha inoltre ricordato che esistono già protocolli operativi e misure previste a livello normativo, con interventi attivati al superamento di determinate soglie e puntualmente registrati dalle aziende. «Il confronto con la cittadinanza è fondamentale – ha aggiunto – ma bisogna partire sempre dai dati e da una lettura corretta del fenomeno, che non può essere attribuito esclusivamente alla zona industriale».

Sul piano tecnico, il contributo del direttore di ARPA Piemonte, Giovanni D’Amore, ha offerto uno sguardo più ampio e strutturato sul fenomeno. L’esperto ha spiegato come la gestione dei picchi di ozono rappresenti una sfida complessa, trattandosi di un inquinante secondario e diffuso. «In Piemonte registriamo sforamenti in gran parte del territorio da oltre 15-20 anni – ha evidenziato – e, nonostante una lieve riduzione recente, i dati restano fortemente influenzati dalle condizioni climatiche».

In foto: Giovanni D’Amore, direttore di ARPA Piemonte

Secondo D’Amore, la chiave per contenere il fenomeno risiede nel controllo dei cosiddetti precursori, come ossidi di azoto e composti organici volatili. «Bisogna intervenire su traffico e industria, ma con una pianificazione attenta – ha spiegato l’esperto –. Le targhe alterne, ad esempio, non si sono rivelate particolarmente efficaci. Più utili risultano invece le ZTL, l’incentivazione del trasporto pubblico e l’adozione di nuove motorizzazioni, come elettrico e biocarburanti».

Il direttore di ARPA Piemonte ha inoltre chiarito la doppia natura dell’ozono: «È benefico nella stratosfera perché protegge dai raggi ultravioletti, ma diventa dannoso nella troposfera, dove può provocare effetti irritanti e problemi respiratori».

A chiudere il quadro degli interventi è stato il presidente del CIPA Siracusa, Mario Lazzaro, che ha focalizzato l’attenzione sul contesto locale. «Nel nostro territorio – ha spiegato – non si registrano criticità paragonabili a quelle del Nord Italia. Tuttavia, non mancano episodi di superamento degli obiettivi a lungo termine, soprattutto in presenza di forte irraggiamento solare».

In foto: Mario Lazzaro, presidente del CIPA Siracusa

Lazzaro ha evidenziato come i livelli di ozono siano rimasti nel tempo piuttosto costanti, con una diminuzione dei picchi più elevati, e ha sottolineato che le concentrazioni registrate restano lontane dalle soglie di allarme previste dalla normativa. «La qualità dell’aria nel siracusano può essere definita buona sulla base dei dati disponibili – ha affermato –. Il nostro lavoro si fonda proprio sul monitoraggio continuo e sulla collaborazione con ARPA Sicilia, attraverso una rete strutturata di centraline e sistemi di controllo».

Infine, il presidente del CIPA ha ribadito l’importanza di iniziative come quella odierna per migliorare la consapevolezza collettiva: «Approfondire un singolo tema alla volta ci consente di comunicare meglio e di fornire strumenti concreti sia ai cittadini che agli operatori dell’informazione. Oggi abbiamo parlato di ozono, ma l’obiettivo è continuare su questa strada anche per altri parametri ambientali».

Il convegno si è concluso con un momento di confronto tra relatori e partecipanti, confermando la necessità di un approccio basato su dati scientifici, cooperazione tra territori e una comunicazione chiara, capace di informare senza alimentare inutili allarmismi.

di Giuseppe Bianca 29 Aprile 2026 | 18:12
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