Si terrà oggi a Palermo un nuovo passaggio istituzionale sul futuro del nuovo ospedale di Siracusa, ma già alla vigilia emergono criticità che mettono in discussione la reale efficacia dell’incontro.
L’audizione davanti alla Commissione Salute, Servizi Sociali e Sanitari dell’Assemblea Regionale Siciliana è infatti prevista in una finestra temporale estremamente limitata: appena quindici minuti, dalle 12.00 alle 12.15.
Un tempo decisamente insufficiente rispetto alla complessità del tema, che riguarda non solo l’iter autorizzativo ma anche e soprattutto la copertura finanziaria e l’inquadramento dell’opera all’interno della pianificazione sanitaria regionale. Una questione delicata, che avrebbe richiesto ben altro spazio di confronto, soprattutto alla luce dei numerosi rinvii che hanno già caratterizzato questa convocazione.
Spunta l’ex manager Caltagirone: il nodo irrisolto delle risorse regionali
Secondo quanto pubblicato nell’ordine del giorno dell’Ars, prenderanno parte all’audizione l’assessore regionale alla Salute Daniela Faraoni, il dirigente generale ad interim del Dipartimento della pianificazione strategica Giovanni Bologna, il sindaco di Siracusa Francesco Italia, il sindaco di Priolo Gargallo Pippo Gianni, il commissario straordinario per la realizzazione del nuovo ospedale Guido Monteforte Specchi e il direttore generale dell’Asp di Siracusa Alessandro Maria Caltagirone. Proprio quest’ultimo nome solleva più di una perplessità: Caltagirone si è infatti dimesso nel novembre scorso e, al suo posto, la Regione ha nominato come commissario straordinario dell’Asp il dottor Gioacchino Iraci. Un’incongruenza che evidenzia una gestione quantomeno approssimativa dell’intera convocazione.
Ma al di là degli aspetti formali, sono i contenuti a destare maggiore preoccupazione. Ci si chiede infatti cosa potrà dire la Regione su un’opera che, a oggi, sembra ancora priva di elementi fondamentali. All’appello mancherebbero infatti le risorse riconducibili all’assessorato alla Sanità, indispensabili per garantire la sostenibilità economica del progetto.
A questo si aggiunge l’assenza, o comunque la mancata chiarezza, di un piano sanitario aggiornato e coerente, capace di collocare il nuovo ospedale all’interno di una visione complessiva del sistema sanitario regionale. Senza questi due pilastri, fondi certi e programmazione definita, il rischio concreto è che l’opera resti bloccata in una fase interlocutoria, lontana da una reale cantierabilità.
In questo scenario, l’audizione odierna rischia di trasformarsi nell’ennesima occasione mancata: troppo poco tempo per affrontare questioni così rilevanti, troppi i nodi ancora irrisolti per poter immaginare risposte esaustive in appena un quarto d’ora.
Nuove passerelle politiche per le elezioni
Sul fondo, intanto, si intravedono già le dinamiche della prossima campagna elettorale regionale. Diversi protagonisti sembrano pronti a sfruttare anche questa breve vetrina elettorale per rafforzare la propria visibilità, alimentando il timore che il confronto possa assumere più i contorni di una passerella politica che quelli di un momento operativo e risolutivo.
Resta dunque una domanda, destinata a rimanere centrale anche dopo l’incontro: come si può pensare di far avanzare un’opera strategica come il nuovo ospedale di Siracusa senza certezze sui finanziamenti e senza un piano sanitario chiaro? Per ora, l’unico dato certo è che quindici minuti difficilmente basteranno a colmare anni di ritardi, lacune e interrogativi ancora aperti.
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