Costituito il nuovo organismo

Siracusa. La sfida della sanità, l’Osservatorio Civico lancia la svolta: la rete di Hub e Spoke per ridisegnare il futuro

di Redazione

Un progetto ambizioso che mette al centro prevenzione, prossimità e integrazione tra sanità e sociale, con un sistema capillare di Case di Comunità pensate per alleggerire i Pronto Soccorso e ridurre le liste d’attesa

Rafforzare la sanità di prossimità e contribuire in modo concreto alla riorganizzazione dell’assistenza territoriale.

È questo l’obiettivo dichiarato dell’Osservatorio Civico di Siracusa, che prosegue il proprio percorso di impegno sul territorio annunciando la costituzione di un nuovo gruppo di lavoro qualificato dedicato al tema della sanità locale e dei nuovi modelli assistenziali.

Un gruppo di lavoro di esperti per la sanità del territorio

L’iniziativa si inserisce in un quadro più ampio di collaborazioni istituzionali già avviate dall’Osservatorio, che ha sottoscritto protocolli d’intesa con Anci Sicilia, l’Arcidiocesi di Siracusa, l’Ordine dei Medici, il Centro Territoriale di Supporto scolastico e diverse altre realtà del mondo associativo e istituzionale della provincia.

Il nuovo organismo sarà composto da figure con esperienze rilevanti nei settori giuridico, amministrativo e sanitario: il notaio Alessia Di Trapani, Maria Nigro (già dirigente amministrativa dell’Asp), Franco Cirillo (già sindaco di Siracusa e direttore sanitario dell’ospedale Umberto I) e Claudio Tinè (già direttore del Coordinamento degli Uffici di Staff della Direzione Strategica dell’Asp).

In foto: in vertici dell’Osservatorio Civico di Siracusa

Una squadra tecnica e multidisciplinare che avrà il compito di contribuire all’analisi e alla proposta di modelli organizzativi in grado di rendere più efficace la rete dell’assistenza territoriale.

Case della Comunità: presìdi di prossimità e partecipazione

Al centro della visione dell’Osservatorio Civico, presieduto da Salvo Sorbello, anche presidente del Comitato Consultivo Aziendale dell’Asp, vi è il ruolo delle Case della Comunità, considerate non soltanto strutture sanitarie ma veri e propri luoghi di identità e partecipazione sociale.

Secondo l’impostazione condivisa dall’Osservatorio, le dodici Case della Comunità previste nella provincia di Siracusa dovranno diventare spazi in cui cittadini, professionisti della salute e Terzo Settore possano collaborare in modo stabile, rafforzando la rete dei servizi e promuovendo una sanità più vicina alle persone.

Una rete tra Hub e Spoke sul territorio provinciale

La rete delle Case della Comunità prevista per la provincia di Siracusa si articola secondo un modello integrato che distingue tra strutture Hub e Spoke. Le quattro Case della Comunità Hub saranno collocate a Siracusa, Augusta, Noto e Lentini.

Nel capoluogo la struttura troverà spazio nel padiglione ex cucine dell’ex ONP della Pizzuta, ad Augusta sarà invece ospitata all’interno dell’ospedale Muscatello, a Noto nei locali dell’ospedale Trigona e a Lentini nell’edificio ex Inam. Si tratta di centri destinati a garantire un’offerta sanitaria completa, con servizi diagnostici avanzati e un’assistenza medica e infermieristica continuativa, attiva anche ventiquattro ore su ventiquattro e sette giorni su sette, configurandosi come veri e propri punti di riferimento per il coordinamento della sanità territoriale.

Accanto a queste strutture principali, il sistema prevede anche otto Case della Comunità Spoke, distribuite in modo capillare sul territorio provinciale ad Avola, Melilli, Pachino, Floridia, Francofonte, Palazzolo, Siracusa e Rosolini. Di dimensioni più contenute, queste sedi saranno focalizzate soprattutto sull’assistenza primaria, con la presenza medica garantita per dodici ore al giorno, sei giorni su sette, e con servizi diagnostici di base attivati in base alle necessità del territorio.

L’integrazione tra sanità e sociale come chiave del sistema

Per i vertici dell’Osservatorio Civico, la sfida centrale è l’integrazione tra sanità e servizi sociali, con un modello che punti su prevenzione, gestione delle cronicità e presa in carico personalizzata del paziente.

Un sistema così strutturato, nelle intenzioni dei promotori, potrà contribuire a ridurre l’accesso improprio ai Pronto Soccorso, abbattere le liste d’attesa e offrire risposte più rapide ed efficaci ai bisogni dei cittadini.

Elemento centrale del nuovo modello sarà anche il Punto Unico di Accesso, concepito come porta d’ingresso integrata ai servizi sanitari e sociali, in grado di orientare il cittadino e attivare percorsi di presa in carico condivisi.

Verso una sanità più vicina ai cittadini

In attesa dell’attivazione degli Ospedali di Comunità, previsti in quattro sedi della provincia – Siracusa, Lentini, Pachino e Noto – l’Osservatorio sottolinea la necessità di rafforzare la rete territoriale come condizione essenziale per il funzionamento dell’intero sistema.

L’idea di fondo è chiara: una sanità che non si limiti all’ospedale, ma che si sviluppi sul territorio, diventando più accessibile, continua e vicina ai cittadini.

Una trasformazione che, secondo l’Osservatorio Civico, potrà concretizzarsi solo se le nuove strutture saranno percepite come luoghi realmente funzionali ed efficienti, capaci di rispondere in modo concreto ai bisogni delle comunità locali e di rappresentare un cambiamento tangibile nel modo di fare sanità.

11 Aprile 2026 | 11:27
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