Siracusa si distingue nel panorama siciliano della campagna antinfluenzale con dosi (55.919 – 66,57%), registrando una delle percentuali più alte di dosi effettivamente somministrate rispetto a quelle disponibili. Un dato positivo che, tuttavia, si inserisce in un quadro regionale ancora critico, segnato da una copertura vaccinale complessiva che si ferma poco oltre il 52% e da un aumento dei casi influenzali che sta mettendo sotto pressione i Pronto soccorso dell’Isola.
In Sicilia, secondo i numeri ufficiali, sono state inoculate 655.384 dosi di vaccino antinfluenzale su un totale di 1.254.500 acquistate dalla Regione. In pratica, poco più di una fiala su due è stata utilizzata. Una percentuale che, per gli addetti ai lavori, non sorprende ma che pesa sulle strutture sanitarie, soprattutto nel periodo di massimo picco stagionale.
A sottolinearlo è il dirigente generale del Dipartimento per le Attività Sanitarie e Osservatorio Epidemiologico (Dasoe), Giacomo Scalzo, che parla apertamente di una situazione annunciata: l’incremento dei pazienti con sintomi e complicanze legate all’influenza era prevedibile e avrebbe potuto essere ridimensionato se l’adesione alla campagna vaccinale fosse stata più ampia. L’obiettivo, ricorda, resta quello di raggiungere circa un milione di persone vaccinate entro febbraio 2026, traguardo che al momento appare ancora lontano.
Il vero motore della campagna sono stati i medici di medicina generale, che da soli hanno somministrato oltre 573mila dosi, affiancati dai pediatri con più di 30mila vaccinazioni tra bambini e ragazzi. Decisamente più contenuto, invece, il contributo delle farmacie, che pur avendo una presenza capillare sul territorio regionale hanno totalizzato poco più di 15mila somministrazioni. Un dato che evidenzia un potenziale ancora inespresso.
Guardando alle singole province, Palermo guida la classifica per numero di dosi acquistate, seguita da Catania e Messina. Siracusa, con circa 84mila dosi disponibili, rappresenta il 6,7% del totale regionale. Ma è sul fronte dell’utilizzo che il territorio aretuseo emerge in modo netto: oltre 55.900 dosi somministrate, pari a circa il 66,5% di quelle acquistate, la percentuale più alta in Sicilia. Un risultato che colloca Siracusa davanti a Enna e Trapani e ben al di sopra della media regionale.
Nonostante questi segnali incoraggianti, il contesto generale resta complesso. Scalzo ribadisce la necessità di intensificare la sensibilizzazione, soprattutto verso le fasce più fragili della popolazione: anziani, pazienti cronici e bambini. Vaccinarsi, sottolinea, non è solo una scelta individuale ma uno strumento fondamentale di prevenzione collettiva, capace di ridurre accessi impropri ai Pronto soccorso e complicanze gravi.
Sul tema dei disagi registrati negli ospedali durante il picco influenzale interviene anche la presidente di Aiop Sicilia, Barbara Cittadini, che esprime rammarico per le difficoltà vissute dai cittadini ma respinge le accuse rivolte ciclicamente alle strutture sanitarie private accreditate. Secondo Cittadini, le criticità hanno radici strutturali e sistemiche e non possono essere attribuite a un solo segmento del sistema sanitario.
A supporto di questa tesi, la presidente di Aiop ricorda che le risorse regionali stanziate per il 2025 per ridurre le liste d’attesa – circa 40 milioni di euro – sono state destinate esclusivamente alle strutture pubbliche. Una scelta che, a suo avviso, dimostra come senza una reale integrazione tra pubblico e privato accreditato sia difficile rispondere in modo efficace alla domanda di salute.
Il messaggio finale è chiaro: servono più vaccinazioni e una strategia condivisa. Siracusa mostra che risultati migliori sono possibili, ma per arginare davvero l’impatto dell’influenza stagionale è necessario un impegno collettivo, che coinvolga cittadini, operatori sanitari e tutte le componenti del sistema sanitario regionale.
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