Siracusa. Inclusività negata allo Sbarcadero, mare incatenato e zero servizi. Bufera contro il Comune: «È una farsa, si dimettano»

di Redazione

Nonostante inaugurazioni ufficiali, il Solarium dello Sbarcadero e l’area di Riva Porto Lachio vengono descritti da molti cittadini come ancora chiusi e inaccessibili, simbolo di una promessa pubblica rimasta incompiuta e fonte di crescente indignazione. Nel mirino finiscono le dichiarazioni del sindaco Italia, accusato di aver presentato come pienamente fruibile una struttura che, secondo le denunce, non lo sarebbe affatto. L’attivista Marco Gambuzza annuncia mobilitazioni al Vermexio: “Soldi pubblici spesi per un mare sbarrato, chiederemo responsabilità e dimissioni”

Siracusa torna al centro del dibattito politico e cittadino sulla gestione degli accessi al mare e dei servizi balneari pubblici. A sollevare una nuova ondata di polemiche è l’attivista e coordinatore del PCI Siracusa, Marco Gambuzza, che denuncia una situazione definita “inaccettabile” al Solarium dello Sbarcadero di Santa Lucia e nell’area di Riva Porto Lachio.

Secondo quanto dichiarato, la struttura risulterebbe ancora oggi parzialmente inaccessibile, con la presenza di catene e barriere che impedirebbero la piena fruizione del mare. Una condizione che, sempre secondo la denuncia, contrasterebbe con la vocazione pubblica dell’opera e con le esigenze di sicurezza e inclusività dei cittadini.

Le accuse e le richieste: “Liberare il mare e garantire accessibilità”

Nel suo intervento, Gambuzza parla di una città che “non si piega” e che chiede interventi immediati. Tra le principali richieste avanzate figurano la rimozione di catene e cancelli, lo smantellamento delle staccionate e la liberazione di almeno il 50% della spiaggia di Riva Porto Lachio.

Sul fronte dei servizi, la denuncia si concentra anche sull’assenza di dotazioni considerate essenziali: strisce antiscivolo sulla scala di accesso, docce pubbliche e servizi igienici. A queste si aggiunge la proposta di introdurre un servizio navetta o un mezzo elettrico dedicato al trasporto di anziani e persone con disabilità dai punti di interscambio urbano fino al Solarium.

Viene inoltre chiesta una revisione delle corse del trasporto pubblico locale per garantire collegamenti più rapidi con l’area dello Sbarcadero.

Emergenza caldo e sicurezza: il tema del presidio

Un altro punto centrale della denuncia riguarda le condizioni climatiche e la sicurezza dei bagnanti. Gambuzza segnala come le alte temperature rendano difficile la permanenza nell’area, sottolineando anche un presunto intervento sanitario avvenuto nei pressi della struttura per un malore riconducibile al caldo.

Tra le proposte avanzate vi è il coinvolgimento della Protezione Civile e della Croce Rossa per il presidio delle aree balneari, in sostituzione o supporto al servizio di salvataggio, considerata la difficoltà del Comune nel reperire bagnini.

Inclusività e accessibilità: pedane e parcheggi

Nel dettaglio delle richieste, il documento politico elenca ulteriori interventi strutturali:

* installazione di una pedana inclusiva per l’accesso alla battigia;
* aumento degli stalli riservati alle persone con disabilità, ritenuti insufficienti;
* sblocco dei tempi di apertura per altre aree costiere cittadine, tra cui Via Iceta e Traversa Sant’Agostino.

Particolare attenzione viene anche posta alla gestione dei dispositivi di sicurezza in acqua: secondo la segnalazione, alcuni elementi presenti in mare sarebbero utili ma necessiterebbero di modifiche per consentire l’installazione degli ombrelloni.

Le critiche all’amministrazione: “Una farsa costata soldi pubblici”

La parte più dura dell’intervento riguarda la gestione politica dell’opera. Gambuzza contesta le dichiarazioni rese in fase di inaugurazione dal sindaco, che avrebbe definito la struttura pienamente fruibile per balneazione e uso ricreativo. Posizione confermata, secondo la denuncia, anche dall’assessore comunale Giuseppe Casella, che avrebbe ribadito la collaudabilità e l’agibilità del Solarium.

L’attivista parla invece di una realtà diversa, in cui la scala di accesso al mare risulterebbe ancora sbarrata. Viene inoltre citato il costo dell’opera, pari a circa 50.000 euro di fondi pubblici, definito “un paradosso” se non accompagnato da una reale possibilità di utilizzo.

La minaccia di mobilitazione: proteste a Palazzo Vermexio

La conclusione del comunicato assume toni politici più netti: in caso di mancati interventi, viene annunciata la possibilità di iniziative di protesta davanti a Palazzo Vermexio, sede istituzionale del Comune, fino a richiedere le dimissioni dell’assessore competente.

“La città deve poter accedere liberamente al mare” è il messaggio finale della denuncia, che riapre il confronto tra cittadini e amministrazione sulla gestione degli spazi costieri e sulla loro effettiva fruibilità.

21 Giugno 2026 | 13:30
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