Siracusa. Il Parco archeologico fa fuori vittima eccellente: l’Ospedale

di Redazione

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Avevamo detto sin dal primo momento «Parco si ma non così» certi che un’operazione frettolosa e pasticciata come quella messa in piedi 5 anni fa e ideata di recente dal nostro presidente Musumeci (ma non aveva meglio da fare?) avrebbe prodotto non pochi guai» è dispiaciuto sulla disattenta politica il presidente  di Ance Siracusa, ing. Massimo Riili.

«Il capolavoro fresco di giornata è la constatazione che l’area prescelta dall’esperto nominato dalla Azienda Sanitaria per la localizzazione del nuovo Ospedale dell’hinterland siracusano, in contrada Tremilia, che per tutta una serie di motivi è stata ritenuta la più idonea ad accogliere il miracolo che aspettiamo da decenni, purtroppo ricade laddove i “perimetratori” del Parco Archeologico hanno messo un bel retino che consente si e no la costruzione di un fabbricato rurale per la conduzione del fondo e, paradossalmente, per non farci mancare niente in quest’area è vietato “realizzare attività che comportino eventuali varianti agli strumenti urbanistici!!!”.

«Siamo alle comiche finali, ma purtroppo non c’è nulla di divertente visto che stiamo parlando del nuovo Ospedale di cui una classe dirigente, che per carità di patria e per decenza non merita alcun appellativo,  parla a ruota libera da anni senza riuscire a concludere nulla» afferma Riili.

«L’esempio eclatante dell’Ospedale dimostra, ove c’è ne fosse stato bisogno, che con una pianificazione schizofrenica del territorio (piano paesaggistico, parco archeologico, parco nazionale degli iblei, riserva della Maddalena) non si capisce più nulla, salvo concludere tristemente che è meglio evitare qualsiasi iniziativa di sviluppo del territorio perché i Signori del “NO” sono certamente in agguato.

«E ripetiamo che i guai che si porta dietro il Parco Archeologico con la sua attuale perimetrazione non finiscono qui» è come un fiume in piena il presidente di Ance Siracusa, «le zone di rispetto dell’area archeologica ingesseranno senza scampo ampie zone degradate della città, come il comprensorio di Viale Ermocrate e la zona alta della Pizzuta, nelle quali, contrariamente a quanto sostiene l’Assessore Granata che, evidentemente, ha letto frettolosamente la normativa del Parco, è categoricamente vietato “realizzare nuove costruzioni ed esercitare qualsiasi attività comportante trasformazione urbanistica ed edilizia del territorio” cosicché le oscenità oggi esistenti in questi pezzi di città sono desinate a rimanere in eterno, a sugellare una demenziale tutela della contigua zona archeologicamente sacra.

«Ribadiamo che la fretta del presidente Musumeci è stata un vero disastro» ravvisa Riili, «aprendo anche un vulnus nel procedimento che non ha ascoltato il parere del Consiglio Regionale per i Beni Culturali, dando facile gioco a quanti, numerosi, chiederemo al Tribunale Amministrativo di fermare questa paranoia, per eliminare i vistosi errori che la frettolosa perimetrazione varata precipitosamente nel 2014 e decretata ancor più impetuosamente nel 2019, si porta dietro con un gravissimo ostacolo ai programmi di rigenerazione urbana di cui  qualcuno fa inutili proclami e che ANCE vorrebbe realmente attuare.

«Abbiamo una speranza, ma molto remota per le inevitabili difficoltà amministrative, che il direttore del Parco appena nominato, l’Architetto Calogero Rizzuto, che ha confermato il suo noto approccio pragmatico e decisionista ai problemi, possa valutare serenamente le contraddizioni che il Parco così fatto si porta dietro, chiedendo al Presidente Musumeci di correggere gli errori, con nuova perimetrazione e diverso regolamento, pensati per riuscire a coniugare effettivamente tutela di quanto di realmente prezioso dispone Siracusa, con l’altrettanto prezioso sviluppo sostenibile del tessuto sociale e materiale della città» il presidente  di Ance Siracusa, ing. Massimo Riili.

21 Giugno 2019 | 09:44
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