Siracusa. ‘Governare la transizione energetica, non subirla’: asse tra imprese e sindacati, focus in Confindustria

di Redazione

Incontri serrati tra istituzioni, associazione degli industriali e sigle sindacali per il futuro del polo petrolchimico aretuseo: fondi europei, occupazione e nodo IAS tra le priorità

Il futuro della zona industriale di Siracusa torna con forza al centro del dibattito politico e istituzionale, in una fase in cui il tema della riconversione produttiva e della transizione ecologica si intreccia direttamente con la tenuta occupazionale e la competitività dell’intero territorio. A riaccendere l’attenzione sul comparto industriale siracusano è stato il lavoro portato avanti da Filippo Scerra, parlamentare del Movimento 5 Stelle e Questore della Camera dei Deputati, che nelle ultime settimane ha intensificato una fitta rete di interlocuzioni sia a livello europeo sia sul piano locale e regionale. Il percorso avviato parte da lontano: Scerra è stato tra i promotori della nascita di un tavolo provinciale che, per la prima volta, ha riunito attorno allo stesso confronto istituzioni locali, rappresentanze sindacali e mondo produttivo, con l’obiettivo di affrontare in maniera coordinata le criticità e le prospettive della zona industriale di Siracusa, uno dei poli energetici più rilevanti del Paese.

Nei giorni scorsi, l’attività del parlamentare si è ulteriormente intensificata con una serie di incontri strategici: prima il confronto con il vicepresidente esecutivo della Commissione europea e commissario per la Coesione e le Riforme Raffaele Fitto, poi l’approfondimento con i vertici di Confindustria Sicilia, fino ad arrivare alla tappa più recente, interamente concentrata sul territorio siracusano. Proprio a Siracusa si è svolta una giornata di confronto particolarmente intensa, durante la quale Scerra ha incontrato il presidente di Confindustria Siracusa, Gian Piero Reale, insieme ai rappresentanti delle principali organizzazioni sindacali provinciali: CGIL, CISL e UIL.

Il confronto si è sviluppato in modo articolato, con tavoli dedicati alle prospettive del polo petrolchimico, alla necessità di una riconversione industriale sostenibile e alla salvaguardia dei livelli occupazionali in una fase di profonda trasformazione del comparto energetico. Al centro della discussione anche le opportunità offerte dai fondi europei, in particolare il Just Transition Fund e gli strumenti della politica di coesione, considerati leve decisive per accompagnare la transizione del sistema produttivo siracusano.

Secondo quanto emerso dagli incontri, la sfida principale resta quella di arrivare preparati alla fase di programmazione, dotandosi di progetti concreti e strategie di lungo periodo in grado di intercettare le risorse comunitarie e trasformarle in investimenti reali sul territorio. Non è mancato, nel corso del confronto, un passaggio sul tema dell’impiantistica ambientale e del futuro della gestione del sistema depurativo industriale, con particolare riferimento alla vicenda di IAS. Su questo punto Scerra ha evidenziato le criticità legate ai tempi decisionali, sottolineando il rischio di un vuoto operativo proprio nella fase in cui si avvicinano scadenze considerate cruciali per l’assetto del sistema industriale siracusano.

La preoccupazione condivisa è che eventuali ritardi possano generare ricadute non solo occupazionali, ma anche ambientali, in un territorio già fortemente esposto alla pressione industriale. Dagli incontri è emersa una linea comune: il futuro della zona industriale di Siracusa non può essere affidato all’improvvisazione o a interventi frammentati, ma necessita di una visione organica, capace di integrare innovazione, sostenibilità e tutela del lavoro.

In questa direzione si inserisce l’impegno politico del parlamentare M5S, che ha ribadito la volontà di continuare a fare da raccordo tra territorio, Governo e istituzioni europee, con l’obiettivo di rafforzare il ruolo strategico di Siracusa nelle politiche energetiche nazionali e comunitarie. «Siracusa – è la sintesi del percorso tracciato – deve poter affrontare la transizione industriale senza subirla, ma governandola, trasformandola in un’occasione di sviluppo e non in un fattore di crisi», è il messaggio emerso al termine della giornata di lavoro.

09 Giugno 2026 | 14:07
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