Correva l’anno 2017 e la Gazzetta Ufficiale della Regione Sicilia, alla data 19 Dicembre, decretava la graduatoria definitiva di proposte di finanziamento, formulate dai vari istituti per le case popolari, relativamente al PO FESR 2014-2020, Asse 9 “Inclusione sociale e lotta alla povertà”: ad aggiudicarsi i fondi per “Interventi di potenziamento del patrimonio pubblico esistente e di recupero di alloggi di proprietà pubblica dei comuni e ex IACP per incrementare la disponibilità di alloggi sociali e servizi abitativi per categorie fragili per ragioni economiche e sociali. Interventi infrastrutturali finalizzati alla sperimentazione di modelli innovativi sociali e abitativi” (per citare quanto riportato in G.U.), ovverosia, nella specie, il recupero e la riqualificazione dell’ex Albergo-Scuola di via Crispi, l’edificio che fa ad angolo con c.so Umberto, è stato l’Istituto Autonomo per le Case Popolari di Siracusa (IACP). Il dirigente generale del Dipartimento Regionale delle Infrastrutture, della Mobilità e dei Trasporti, nell’atto suddetto, attestò che lo IACP di Siracusa, a seguito della presentazione di un progetto generale pari a 10.062.431,80 euro e due stralci funzionali, era ammesso al finanziamento dello stralcio di 6.078.938,37 euro e non del secondo, seppure ritenuto ammissibile, pari a 3.983.943,43 euro, per carenza di fondi. Lo IACP acquistò la proprietà del “palazzone” originariamente appartenuto all’Azienda Autonoma del Turismo, sorto per ospitare un albergo ed una Scuola di perfezionamento per gli studenti dell’Istituto Alberghiero di Siracusa, successivamente transitato per 1/3 al patrimonio disponibile della Regione Sicilia e per 2/3 oggetto di una procedura esecutiva da parte di un istituto bancario. L’ambizioso progetto dello IACP prevede il recupero dei piani superiori dell’immobile per costituire unità abitative di “Social Housing” per le cosiddette fasce grigie di popolazione e, al piano inferiore sopraelevato, unità commerciali, info-point ed uffici da supporto al terminal bus, bagni pubblici, unità di ristoro, spazi associativi e comuni di cui potranno usufruire sia gli abitanti dello stabile che cittadini ed istituzioni. Corre l’anno attuale, 2019, lo stabile, da sempre utilizzato quale luogo di ristoro dai clochard, rifugio per extracomunitari, tossicodipendenti e prostitute, continua ad essere in stato di abbandono ed incuria sebbene, va precisato, la situazione risulti, rispetto a qualche anno fa, più contenuta a seguito di alcuni interventi attraverso i quali sono stati murati gli accessi della struttura. La fisiologica conseguenza di questi provvedimenti d’emergenza è stata ritrovarsi immediatamente all’esterno quanto, sino ad allora, accadeva all’interno dell’immobile: oggi le scalinate del piano sopraelevato ospitano materassi e bivacchi di clochard ed extracomunitari, uno spettacolo indecoroso e allarmante per le migliaia di persone, cittadini e turisti, che transitano nell’area ed a totale discapito della loro sicurezza. Lo IACP, che ha già ricevuto la prima ed unica tranche finanziata dalla Regione Sicilia, e le istituzioni dovrebbero accelerare il passo e coordinare gli interventi di rifunzionalizzazione dello stabile con la riqualificazione urbana di Via Crispi che prevede l’investimento di circa 1,2 milioni di euro per ripristinare l’intero sottofondo stradale ed i marciapiedi di tutta l’area, vasta circa 4000 mq, 270 metri lineari, posizionare le nuove basole, più squadrate in modo da evitare avvallamenti, rialzamenti e distacchi, ed installare il nuovo impianto di illuminazione. I lavori che interessano la zona sarebbero dovuti iniziare a maggio, in ogni caso, una volta iniziati, dovrebbero procedere simultaneamente in tutta l’area, e non a spezzoni di qualche metro alla volta, in modo da favorire la perfetta riuscita delle opere. Tutto ancora tace, il 19 marzo doveva stabilirsi la viabilità alternativa per il periodo in cui la zona sarà interdetta al traffico. Il tempismo non è mai stato il nostro forte, va detto, ed è probabile che i disagi in termini di viabilità coincideranno con uno dei periodi più caldi per la città di Siracusa, quello delle Rappresentazioni Classiche (peraltro prolungate fino a Luglio!), ma si tratta di un prezzo che tutta la comunità siracusana è disposta a pagare per ridare lustro alla zona della storica stazione ferroviaria e, in medio tempore, qualsiasi automobilista si accontenterà persino di allungare il suo percorso, pur di non doversi imbattere nuovamente nella pericolosa gincana tra dossi e precipizi di quel tratto di manto stradale, con buona pace per officine e meccanici. Giugno è alle porte: chi vivrà, vedrà.
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