Siracusa. Dalla raffinazione ai carburanti green, l’Antitrust benedice l’acquisizione: nasce la nuova Isab targata Ludoil

di Redazione

Il via libera dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato apre la strada al passaggio del 51% di Isab a Ludoil Energy, con la possibilità di arrivare successivamente al 100%. A Priolo prende forma un nuovo progetto industriale: accanto alla raffinazione tradizionale, spazio a HVO, BioETBE, biobenzine e Saf per trasformare uno dei principali asset energetici italiani in una piattaforma sempre più orientata ai carburanti sostenibili

Il passaggio di Isab sotto il controllo di Ludoil Energy supera l’esame dell’Antitrust. L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha infatti autorizzato l’operazione, stabilendo che l’acquisizione non presenta elementi in grado di compromettere in maniera significativa il corretto funzionamento della concorrenza nel mercato italiano.

Il pronunciamento dell’Autorità rappresenta un passaggio decisivo per il futuro della raffineria di Priolo, uno dei più rilevanti poli industriali del comparto energetico nazionale. L’operazione, presentata nei mesi scorsi, prevede inizialmente il trasferimento a Ludoil del 51% del capitale di Isab, attualmente riconducibile a Goi Energy. Il gruppo italiano avrà poi la possibilità di procedere, in una fase successiva, all’acquisizione della quota residua fino a raggiungere la piena proprietà della società.

L’istruttoria preliminare condotta dall’Antitrust ha preso in considerazione le attività esercitate dalle imprese interessate e le rispettive aree geografiche di operatività. Al termine delle verifiche, l’Autorità ha ritenuto che non vi fossero presupposti tali da rendere necessario l’avvio di un procedimento più approfondito, considerando l’operazione compatibile con il mantenimento di adeguati livelli di concorrenza.

La nuova strategia industriale

Il cambio di proprietà si accompagna a un piano che punta a modificare progressivamente il profilo industriale di Isab. L’obiettivo dichiarato è affiancare alla tradizionale attività di raffinazione nuove produzioni legate alla transizione energetica e ai carburanti a minore intensità emissiva.

Nel progetto di Ludoil occupano un ruolo centrale l’HVO, ovvero l’olio vegetale idrogenato, e il BioETBE, componente destinato alla formulazione della benzina e prodotto utilizzando materie prime di origine biologica. La strategia punta quindi a trasformare parte dell’attuale capacità produttiva di Priolo in una piattaforma in grado di intercettare la crescente domanda di combustibili rinnovabili.

Un primo tassello di questa riconversione è già operativo con l’impianto FCC, acronimo di Fluid Catalytic Cracking. La struttura è stata destinata alla lavorazione di oli vegetali Pome, sottoprodotti associati alla filiera dell’olio di palma. Attraverso questo processo industriale, il progetto mira alla produzione di biobenzine e di Saf, il carburante sostenibile destinato al trasporto aereo.

Per alimentare la nuova filiera è stato sottoscritto un accordo di approvvigionamento con un importante operatore italiano specializzato negli oli vegetali, la cui denominazione non è stata divulgata. Sul fronte commerciale, invece, sarà Ludoil Energy a occuparsi della distribuzione e della valorizzazione sul mercato dei nuovi prodotti energetici.

Un asset strategico per l’energia italiana

La rilevanza dell’operazione va oltre il semplice cambio di azionista. Isab costituisce infatti uno dei maggiori poli industriali del Paese e rappresenta un’infrastruttura di peso per la sicurezza e l’equilibrio del sistema energetico italiano.

Il complesso di Priolo dispone di un’autorizzazione per una capacità di lavorazione fino a 20 milioni di tonnellate di greggio e materie prime all’anno. La capacità cosiddetta bilanciata si attesta invece intorno ai 15 milioni di tonnellate annue.

Per Ludoil, dunque, l’acquisizione non significa soltanto assumere il controllo di un grande impianto di raffinazione, ma anche entrare nella gestione di una piattaforma industriale con un ruolo rilevante nell’approvvigionamento energetico nazionale. Il piano annunciato dalla nuova proprietà punta ora a combinare la dimensione tradizionale della raffineria con nuove attività legate ai combustibili sostenibili, in un momento in cui il settore energetico è chiamato a conciliare competitività industriale, sicurezza degli approvvigionamenti e transizione verso fonti e prodotti a minore impatto ambientale.

28 Agosto 2026 | 16:49
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