Siracusa. Bollette d’oro e nessun ristoro, tariffe a rischio e fondi al palo: il delirio di Aretusacque, è scontro con il Forum

di Anthony Maria Bianca

Tra sorrisi di facciata e strette di mano formali, il vertice tra Aretusacque e il Forum per l’Acqua Pubblica si chiude con un sordo no ai cittadini: niente ristori per i disservizi, deposito cauzionale obbligatorio e l'incubo di rincari in bolletta per coprire gli investimenti. E sullo sfondo aleggia lo spettro di perdere sei milioni di fondi regionali per i cantieri della condotta Teracati-Bufalaro. L'unica luce è la tracciabilità dei reclami, ma il Forum preannuncia mobilitazioni e chiama in causa il Sindaco Italia, accusato di restare a guardare

Mentre dai rubinetti siracusani l’acqua continua a scorrere col contagocce, nelle stanze dei bottoni va in scena la solita commedia del bon ton istituzionale.

Sorrisi di circostanza, convenevoli da manuale e una stretta di mano che sa di beffa: si è consumato così l’attesissimo faccia a faccia tra la delegazione del Forum per l’Acqua Pubblica e i vertici di Aretusacque, rappresentati dal Presidente del Consiglio di Gestione e dal Comitato di Sorveglianza, compatto a difesa degli interessi del socio privato.

Un tavolo che, spogliato della retorica della cordialità, lascia tra le mani dei cittadini soltanto un’amara certezza: sulle questioni cruciali ed economiche la distanza resta abissale, mentre l’unica concessione strappata riguarda la trasparenza.

Il muro del deposito cauzionale

Il primo vero punto di frattura tocca direttamente i portafogli delle famiglie ed è quello del deposito cauzionale, sul quale si registra purtroppo un totale nulla di fatto.

Per bocca del suo portavoce Alessandro Acquaviva, il Forum aveva portato al tavolo una proposta concreta e pienamente sostenibile: riconoscere un ristoro in favore di tutti gli utenti colpiti dai continui disservizi registrati in questi primi mesi di nuova gestione, per un valore pari all’importo del deposito cauzionale richiesto.

Trattandosi di un’operazione contabile di “dare e avere”, tale soluzione non avrebbe comportato alcuna spesa viva per l’utenza, assorbendo per intero la quota del deposito e tutelando al contempo l’azienda sul piano della legittimità normativa.

Nel corso della discussione, il Forum ha ricordato come il precedente gestore, SIAM, pur muovendosi all’interno del medesimo quadro normativo, avesse dimostrato una ben maggiore sensibilità solidale richiedendo la cauzione unicamente alle nuove utenze.

Un’informazione che tuttavia non ha scalfito la posizione del Comitato di Sorveglianza, apparso del tutto allineato con il socio privato e indisponibile a rinunciare alla richiesta di denaro contante.

L’incognita delle tariffe: il “No” secco ai rincari

Se il presente morde sui bilanci familiari, l’incognita delle tariffe future rischia di prosciugarli del tutto, lasciando la questione irrisolta e fortemente critica.

A confermare le peggiori preoccupazioni dell’associazionismo è stato l’ingegner Cocozza, ribadendo senza troppi fumi di retorica che tutte le spese correnti e i costi degli investimenti saranno coperti nel tempo dai ricavi delle bollette.

Da qui è scaturita la ferma opposizione del Forum a qualsiasi ipotesi di aumento tariffario: il reddito pro-capite della provincia di Siracusa è infatti abbondantemente al di sotto della media nazionale, a fronte di una tariffa attuale ereditata da SIAM che figura già tra le più alte dell’intera Sicilia.

Reti colabrodo e fondi regionali a rischio

Il fronte più caldo e delicato riguarda però la crisi idrica, gli interventi di rete e l’utilizzo delle risorse della Regione. Il Forum ha espresso fortissima preoccupazione per il concreto rischio di perdere un finanziamento regionale da ben sei milioni di euro destinato alla nuova condotta di adduzione ai serbatoi Teracati e Bufalaro,la cui vetustà è la causa principale dei continui disservizi idrici in città.

Alle pressanti sollecitazioni per l’immediata predisposizione dei progetti esecutivi, Aretusacque ha dichiarato che sono in corso interlocuzioni con il vecchio gestore per acquisire la progettazione esistente.

Tuttavia, sia il Consiglio di Gestione che il Comitato dei Garanti hanno dichiarato la loro indisponibilità a presentare un cronoprogramma alla città, adducendo la presenza di molteplici variabili nell’iter, prima fra tutte l’approvazione della necessaria variante al Piano d’Ambito da parte dell’ATI. Una scelta strategica che alimenta forti dubbi e perplessità sull’operato dell’azienda.

La proposta dimenticata: l’acqua potabile dal fiume Anapo

Anche sul tema della qualità dell’acqua fornita alla cittadinanza, il Forum ha sollecitato l’azienda ad attivare da subito progetti concreti, suggerendo una soluzione strategica: l’utilizzo idropotabile delle acque del fiume Anapo.

Una proposta ben strutturata che richiederebbe la realizzazione di interventi chiave quali il ripristino dell’opera di presa della Centrale Petino, il recupero funzionale della condotta ex Cassa del Mezzogiorno e l’adeguamento delle vasche Ortonuovo e Monteforte.

Trasparenza, tutele sociali e il verdetto finale sulla politica

L’unico segnale di reale convergenza e di apertura riguarda le tutele sociali per gli utenti a basso reddito e la trasparenza operativa. Il Comitato di Sorveglianza ha infatti dichiarato di fare propria la proposta del Forum e di voler implementare il sito web aziendale rendendo pubblico e tracciabile ogni singolo reclamo, offrendo così ai cittadini uno strumento di verifica diretto sull’operato dell’azienda.

Nonostante l’apertura sulle maggiori tutele sociali e sul tracciamento dei reclami, il Forum prende atto dei risultati ma giudica del tutto insoddisfacente l’esito complessivo dell’incontro.

L’assenza di garanzie sulle tariffe, l’insistenza sul deposito cauzionale e l’incertezza sui tempi degli investimenti strutturali e sulla qualità della risorsa idrica impongono di mantenere alta la guardia.

Nelle prossime ore il Forum si riunirà per valutare le opportune iniziative da intraprendere a tutela dei diritti di tutta la comunità, rinnovando da subito la richiesta di incontro al Sindaco Francesco Italia che, nella sua doppia veste di presidente dell’ATI e di primo cittadino, detiene grandi responsabilità sulla situazione attuale e futura del servizio idrico cittadino.

di Anthony Maria Bianca 04 Novembre 2026 | 16:58
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