Dalle celle del carcere di Cavadonna alle procedure di rimpatrio. Si conclude con l’allontanamento dal territorio nazionale la vicenda di un cittadino straniero scarcerato dall’istituto penitenziario siracusano e preso in carico dagli agenti della Polizia di Stato, che hanno provveduto al suo trasferimento ai fini dell’espulsione dall’Italia.
Il soggetto, dopo la scarcerazione, è stato avviato alle procedure di rimpatrio e sarà temporaneamente accompagnato in un Centro di permanenza per i rimpatri (CPR) dell’isola, dove rimarrà in attesa di essere definitivamente espulso e trasferito nel Paese d’origine.
Il suo nome era finito all’attenzione delle autorità per il coinvolgimento in un episodio legato all’immigrazione clandestina. In particolare, a suo carico viene contestato di avere favorito l’ingresso irregolare di migranti in occasione di uno sbarco verificatosi lungo le coste di Portopalo di Capo Passero il 3 ottobre scorso.
Ma la vicenda non si sarebbe fermata a quell’episodio. Durante la permanenza nella casa circondariale di Cavadonna, infatti, l’uomo si sarebbe reso responsabile di ulteriori condotte penalmente rilevanti: il reato di rivolta all’interno dell’istituto penitenziario e quello di introduzione illegale di dispositivi utilizzati per mantenere comunicazioni con l’esterno del carcere.
Un quadro che ha accompagnato la sua permanenza in carcere e che si inserisce nel percorso amministrativo che ha portato all’avvio delle procedure di allontanamento dal territorio italiano.
L’operazione si inserisce nell’attività della Polizia di Stato finalizzata al controllo del territorio e all’esecuzione dei provvedimenti di espulsione nei confronti dei cittadini stranieri destinatari delle relative misure. Per il pregiudicato si apre ora l’ultima fase della procedura: il trasferimento temporaneo in un CPR dell’isola e, successivamente, il rimpatrio definitivo nel Paese d’origine.
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