Siracusa. Sbarco clandestino, la rivolta in carcere e cellulari illegali in cella: dopo l’arresto, scatta l’espulsione

di Redazione

La scarcerazione da Cavadonna non chiude la vicenda. L'uomo era stato arrestato per aver favorito l'immigrazione clandestina durante uno sbarco a Portopalo il 3 ottobre scorso. Durante la detenzione si sarebbe inoltre reso responsabile di una rivolta all'interno del penitenziario e dell'introduzione illegale di dispositivi per comunicare con l'esterno. Ora la Polizia di Stato lo ha trasferito verso un CPR dell'isola: per lui si apre la strada del rimpatrio definitivo nel Paese d'origine

Dalle celle del carcere di Cavadonna alle procedure di rimpatrio. Si conclude con l’allontanamento dal territorio nazionale la vicenda di un cittadino straniero scarcerato dall’istituto penitenziario siracusano e preso in carico dagli agenti della Polizia di Stato, che hanno provveduto al suo trasferimento ai fini dell’espulsione dall’Italia.

Il soggetto, dopo la scarcerazione, è stato avviato alle procedure di rimpatrio e sarà temporaneamente accompagnato in un Centro di permanenza per i rimpatri (CPR) dell’isola, dove rimarrà in attesa di essere definitivamente espulso e trasferito nel Paese d’origine.

Il suo nome era finito all’attenzione delle autorità per il coinvolgimento in un episodio legato all’immigrazione clandestina. In particolare, a suo carico viene contestato di avere favorito l’ingresso irregolare di migranti in occasione di uno sbarco verificatosi lungo le coste di Portopalo di Capo Passero il 3 ottobre scorso.

Ma la vicenda non si sarebbe fermata a quell’episodio. Durante la permanenza nella casa circondariale di Cavadonna, infatti, l’uomo si sarebbe reso responsabile di ulteriori condotte penalmente rilevanti: il reato di rivolta all’interno dell’istituto penitenziario e quello di introduzione illegale di dispositivi utilizzati per mantenere comunicazioni con l’esterno del carcere.

Un quadro che ha accompagnato la sua permanenza in carcere e che si inserisce nel percorso amministrativo che ha portato all’avvio delle procedure di allontanamento dal territorio italiano.

L’operazione si inserisce nell’attività della Polizia di Stato finalizzata al controllo del territorio e all’esecuzione dei provvedimenti di espulsione nei confronti dei cittadini stranieri destinatari delle relative misure. Per il pregiudicato si apre ora l’ultima fase della procedura: il trasferimento temporaneo in un CPR dell’isola e, successivamente, il rimpatrio definitivo nel Paese d’origine.

04 Novembre 2026 | 12:53
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