«Siracusa al Futuro»: il Manifesto per una Città senza più Porte Chiuse

di Giuseppe Bianca

«Serve un Governo di Salute Pubblica che rimetta al centro merito e visione. Il caso del Museo S’AC citato dai lettori è l’esempio di una Siracusa che non può più attendere»

Gentile direttore del quotidiano «Libertà», Giuseppe Bianca

Ho letto l’articolo del 15 marzo u.s.: “Siracusa al futuro” in cui elencava il patrimonio culturale della città. Probabilmente non ne è a conoscenza, ma esiste anche un buon Museo di Arte contemporanea: S’AC in via Nizza, 14, che da sempre è chiuso, per mancanza di personale, credo. Sono presenti opere interessanti, e non comprendo perché resti chiuso con il flusso turistico degli ultimi tempi. Credo che il S’AC dipenda dal Museo Bellomo. Se è incuriosito, da buon siracusano, dia anche lei un’occhiata. Molti anni fa mi rivolsi al Bellomo. Confido in lei, anche se con poca speranza, data la nostra classe politica di ogni ordine e grado. Mi scuso per il disturbo e la saluto cordialmente Lidia Pizzo.

Risposta del Direttore Giuseppe Bianca

Gentile Lidia,

la ringrazio per la sua segnalazione che non solo non mi disturba, ma che accolgo come un prezioso contributo di cittadinanza attiva. Conosco bene il S’AC di via Nizza e condivido pienamente il suo rammarico.

Il paradosso di un museo d’arte contemporanea sbarrato in una città che ambisce a essere capitale turistica è la prova lampante di quanto scritto nell’editoriale di ieri: non mancano le mura o le opere, manca la visione gestionale. Il S’AC, che afferisce alla Galleria regionale di Palazzo Bellomo, è vittima di quel centralismo burocratico e di quella cronica carenza di personale che troppo spesso umiliano le nostre eccellenze.

Nella mia idea di «Siracusa al Futuro», spazi come questo dovrebbero essere il cuore pulsante di quella “Rivoluzione Culturale” di cui parlo: se la Regione non riesce a garantirne l’apertura, il Comune dovrebbe farsi parte attiva, magari attraverso collaborazioni con il terzo settore o associazioni di giovani artisti, trasformando un luogo chiuso in un laboratorio vivo.

Le assicuro che non occorre perdere la speranza. Sono proprio denunce garbate e puntuali come la sua a ricordarci che non possiamo più permetterci una classe politica distratta. Continueremo ad accendere i riflettori su queste “piccole-grandi” dimenticanze. Siracusa merita che ogni porta chiusa, specialmente se custodisce bellezza, torni a spalancarsi.

Un cordiale saluto,

di Giuseppe Bianca 17 Marzo 2026 | 10:33
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