Dossier Esclusivo

Siracusa. Abusi, degrado e omissioni istituzionali: Riserva in declino, esposto a Procura e Corte dei Conti

di Redazione

Una situazione ormai fuori controllo alla Riserva Naturale ‘Fiume Ciane e Saline’, invocate indagini per ipotesi di danno erariale e sequestri: nuovi pontili e approdi artificiali nelle aree protette, natanti a motore, erosione degli argini, habitat compromessi e mancati controlli. Chiesto l’intervento della magistratura per accertare responsabilità, nel mirino il Libero Consorzio Comunale di Siracusa, ente gestore della Riserva, guidato dal presidente Michelangelo Giansiracusa. Chiesta convocazione urgente della IV Commissione Legislativa Permanente dell’Ars presieduta dal deputato Giuseppe Carta per fare luce sul fallimento dei tavoli tecnici, sul progetto da 5,5 milioni di euro e sulle misure necessarie a salvare un ecosistema unico in Europa

Il fiume Ciane continua a scorrere, ma intorno a lui cresce il rumore di una battaglia che dura da anni. È il rumore delle denunce, degli esposti, delle richieste di intervento e degli allarmi lanciati da chi sostiene che una delle aree naturalistiche più preziose della Sicilia stia lentamente perdendo la propria identità sotto il peso dell’abbandono, degli abusi e dei mancati controlli.

La Riserva Naturale Orientata “Fiume Ciane e Saline di Siracusa”, autentico scrigno di biodiversità riconosciuto a livello europeo, torna così al centro di un nuovo caso istituzionale. Il Comitato Parchi di Siracusa ha deciso di portare nuovamente la vicenda all’attenzione della Magistratura e delle autorità competenti attraverso una dettagliata integrazione di esposto-denuncia penale e amministrativa.

L’atto è stato trasmesso alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Siracusa, alla Procura Regionale della Corte dei Conti per la Regione Siciliana – Palermo, all’Assessorato Regionale del Territorio e dell’Ambiente (ARTA) – Dipartimento dell’Ambiente, all’Assessorato Regionale delle Autonomie Locali e della Funzione Pubblica, al Libero Consorzio Comunale di Siracusa, ente gestore della Riserva, al Comando della Polizia Provinciale di Siracusa, al Sindaco pro tempore del Comune di Siracusa e, per conoscenza, all’onorevole Giuseppe Carta, presidente della IV Commissione Legislativa Permanente dell’ARS (Ambiente, Territorio e Mobilità).

A firmare il documento sono il presidente pro tempore del Comitato Parchi, Carmelo Iapichino, e l’avvocato Corrado V. Giuliano, che hanno raccolto e formalizzato una lunga serie di criticità: dalla presenza di pontili e approdi abusivi nelle aree sottoposte a tutela ambientale alla trasformazione delle sponde del fiume, dal deterioramento degli habitat naturali. Una conduzione ritenuta non adeguata alla delicatezza del sito, anche per via della mancata manutenzione e di controlli insufficienti, che ha portato all’ennesima richiesta di accertare eventuali responsabilità amministrative, contabili e penali.

Nel mirino finisce anche la gestione del Libero Consorzio Comunale di Siracusa, ente gestore della Riserva, guidato dal presidente Michelangelo Giansiracusa. Secondo il Comitato, nonostante le numerose segnalazioni, la documentazione prodotta e i tavoli tecnici avviati negli ultimi mesi, non sarebbe stata messa in campo un’azione efficace per fermare il deterioramento dell’area.

Un anno di denunce e sopralluoghi: “I tavoli tecnici sono rimasti senza risposte”

Il nuovo esposto arriva dopo un lungo percorso di monitoraggio condotto dal Comitato Parchi, che sostiene di avere raccolto una vasta documentazione fotografica, segnalazioni dei soci e materiale utile a ricostruire una situazione ritenuta sempre più critica.

L’associazione richiama le precedenti denunce presentate nell’agosto e settembre 2025 e l’audizione numero 195 del 29 ottobre 2025 davanti alla IV Commissione Legislativa Permanente dell’ARS.

Secondo Carmelo Iapichino e l’avvocato Corrado V. Giuliano, anche i confronti istituzionali avviati con il Libero Consorzio Comunale di Siracusa non avrebbero prodotto gli effetti sperati. Il Comitato sostiene che quei tavoli, nati con l’obiettivo di individuare strategie operative per la salvaguardia della Riserva, si sarebbero trasformati in un passaggio formale privo di risultati concreti.

Il Ciane e il tesoro del papiro: un patrimonio europeo in sofferenza

Prima ancora delle contestazioni amministrative, il dossier richiama il valore straordinario della Riserva. La R.N.O. Fiume Ciane e Saline di Siracusa, classificata come Zona Speciale di Conservazione e Zona di Protezione Speciale ZSC/ZPS ITA090006, rappresenta un ambiente di assoluto rilievo scientifico e naturalistico.

Nel cuore del sito scorrono le acque del Ciane, dove vivono le uniche popolazioni autoctone europee di Cyperus papyrus L., il papiro fluviale che da secoli caratterizza il paesaggio siracusano.

Le sorgenti gemelle di Pisma e Pismotta e l’intero corso del fiume costituiscono un patrimonio botanico considerato eccezionale. Secondo il Comitato, però, questo equilibrio sarebbe oggi minacciato dall’assenza di interventi di manutenzione dell’asta fluviale, che dal 1992 non avrebbe ricevuto opere adeguate di gestione.

La conseguenza denunciata è l’espansione incontrollata della Phragmites australis, la cannuccia di palude, e la formazione di estese patine vegetali che avrebbero soffocato i rizomi del papiro, riducendo progressivamente il deflusso delle acque e favorendo condizioni di ristagno.

Un lento deterioramento di un patrimonio che, secondo gli ambientalisti, rischia di cancellare uno degli elementi naturali più identitari della città, a causa di anni di mancata gestione.

Le Saline sotto pressione: l’habitat degli uccelli migratori a rischio

L’altro fronte dell’emergenza riguarda le Saline di Siracusa, un’area umida costiera di rilievo internazionale per la presenza di numerose specie di uccelli migratori.

Secondo il Comitato, la rottura dell’argine costiero a mare, mai riparata, avrebbe consentito l’ingresso incontrollato dell’acqua marina nei bacini salmastri, alterando gli equilibri ambientali relativi alla salinità e compromettendo le condizioni necessarie alla sosta, allo svernamento e alla nidificazione dell’avifauna.

Un danno che, secondo la denuncia, avrebbe mutato il delicato sistema ecologico su cui si regge l’intera area.

Nella Riserva pontili, natanti, cemento e silenzio: la denuncia di una presenza fuori controllo

Il capitolo più duro dell’esposto riguarda la presenza di strutture e attività considerate incompatibili con il regime di tutela della Riserva. Il Comitato denuncia la realizzazione di nuovi pontili e approdi artificiali nelle aree Zona A (Riserva Integrale) e Zona B (Preriserva).

Secondo le segnalazioni raccolte, la presenza crescente di natanti e mezzi a motore avrebbe trasformato alcune porzioni dell’area in una sorta di porto abusivo permanente, con attività di stazionamento e locazione di imbarcazioni sulla cui regolarità vengono richiesti specifici accertamenti.

Una situazione che avrebbe già prodotto conseguenze pesanti sul fragile equilibrio ambientale. Il Comitato segnala il taglio della vegetazione ripariale, interventi di livellamento meccanico del terreno e un utilizzo intensivo delle sponde che avrebbe favorito il progressivo cedimento degli argini a seguito dell’utilizzo improprio di quest’ultimi.

Il continuo moto ondoso provocato dai motori avrebbe accelerato il processo di erosione delle rive, mentre le acque del fiume vengono descritte nell’esposto come compromesse, con fenomeni di stagnazione, presenza oleosa e cattivi odori.

Abusi edilizi e controlli mancati: chiesta chiarezza sulle opere presenti nell’area

Nel documento viene chiesto anche di verificare la regolarità urbanistica ed edilizia di manufatti, recinzioni, cancelli e accessi presenti all’interno della Riserva. Il Comitato sostiene che non siano stati effettuati controlli adeguati sulle opere realizzate alle foci del Ciane e dell’Anapo e lungo il canale Grimaldi.

La denuncia riguarda sia la Zona A, affidata alla gestione del Libero Consorzio Comunale, sia la Zona B, di competenza comunale. Secondo l’associazione, continuerebbero a essere presenti varchi non autorizzati, corsie per trattori e carrelli nautici e modifiche del territorio incompatibili con il vincolo ambientale. Una situazione che, secondo il Comitato, rappresenterebbe una violazione della funzione stessa di tutela affidata alla Riserva.

Il caso dei canottieri: un’attività storica ostacolata dal caos

Nell’esposto compare anche il tema delle attività sportive legate al Ciane. Il Comitato richiama il ruolo delle società di canottaggio e canoa che da decenni utilizzano il fiume Ciane come luogo di allenamento e formazione per centinaia di atleti siracusani e non.

Una presenza considerata rispettosa dell’ambiente e compatibile con la natura del luogo, che oggi – secondo la denuncia – sarebbe ostacolata dal traffico delle imbarcazioni a motore, dalle manovre dei natanti e dal moto ondoso generato da attività ritenute incompatibili con la vocazione naturalistica del sito.

Le richieste alla Procura, alla Corte dei Conti e alla Regione Siciliana

Il Comitato Parchi chiede ora interventi immediati. Al deputato regionale Giuseppe Carta, presidente della IV Commissione ARS, viene richiesta la convocazione urgente della Commissione alla presenza dell’assessore regionale al Territorio e Ambiente, del presidente del Libero Consorzio Michelangelo Giansiracusa e delle associazioni ambientaliste.

Obiettivo: fare chiarezza sul funzionamento del tavolo tecnico e valutare il progetto da 5,5 milioni di euro, ritenuto dal Comitato non coerente con le necessità ecologiche della Riserva.

Alla Procura della Repubblica di Siracusa viene chiesto di avviare accertamenti d’indagine sulla regolarità urbanistica, edilizia e demaniale di pontili, approdi e manufatti.

In foto: dragaggio nella Riserva Ciane e Saline

Tra le richieste figura anche il sequestro preventivo urgente ai sensi dell’articolo 321 del codice di procedura penale di pontili ritenuti abusivi, imbarcazioni stazionate, accessi non autorizzati e strutture realizzate nelle aree protette.

Il Comitato chiede inoltre di verificare eventuali responsabilità per omissione di atti d’ufficio, ai sensi dell’articolo 328 del codice penale, a carico di funzionari e dirigenti dell’ente gestore.

Alla Procura Regionale della Corte dei Conti per la Sicilia viene chiesta l’apertura di un fascicolo d’inchiesta per accertare il possibile danno erariale derivante, secondo il Comitato, dall’utilizzo improprio di fondi pubblici e dalla mancata tutela del patrimonio ambientale.

Alla Regione Siciliana viene infine sollecitata un’ispezione amministrativa sull’operato del Libero Consorzio Comunale di Siracusa, sulle risorse disponibili e sull’organizzazione dei controlli.

Il dossier annunciato: la battaglia entra nella fase decisiva

Il Comitato Parchi annuncia infine la preparazione di un ulteriore dossier sulla gestione quarantennale della Riserva, corredato da nuovo materiale fotografico e testimonianze.

La vicenda del Ciane e delle Saline entra dunque in una fase cruciale. Da una parte un patrimonio naturale di valore straordinario, dall’altra una serie di denunce che chiamano in causa enti pubblici, gestione amministrativa e sistema dei controlli.

Ora la parola passa agli organi competenti: Procura, Regione Siciliana, Corte dei Conti ed enti locali dovranno valutare la fondatezza delle contestazioni e stabilire se dietro il declino denunciato vi siano soltanto inefficienze amministrative o responsabilità più profonde.

Nel frattempo, il tempo resta il fattore più delicato: perché ogni ulteriore ritardo rischia di trasformare un’emergenza ambientale in una perdita irreversibile per Siracusa e per la Sicilia.

04 Agosto 2026 | 13:24
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