Noto. Religiosità popolare e fede autentica: dal mondo laicale siciliano pieno sostegno al vescovo Rumeo

di Redazione

Consulta delle Aggregazioni Laicali e Forum delle Famiglie: «Valorizzare le tradizioni, ma senza snaturarne il significato spirituale»

Mons. Rumeo, Vescovo di Noto con Salvo Sorbello, presidente provinciale del Forum delle Associazioni Familiari di Siracusa

In un momento di acceso dibattito attorno alle modalità di espressione della religiosità popolare, arriva un segnale netto di sostegno nei confronti di Mons. Rumeo, vescovo di Noto e delegato della Conferenza Episcopale Siciliana per il laicato e le aggregazioni laicali.

La Consulta Regionale delle Aggregazioni Laicali della Sicilia e il Forum delle Associazioni Familiari di Siracusa hanno infatti espresso piena solidarietà al presule, finito al centro di alcune critiche dopo le sue recenti dichiarazioni sulle feste religiose e sulle possibili distorsioni che possono accompagnarne lo svolgimento. Le parole del vescovo, che aveva sottolineato con fermezza come “la religiosità non possa cedere ad espressioni in contrasto con la fede”, hanno riacceso il confronto sul confine tra devozione autentica e derive che rischiano di svuotare di significato il patrimonio spirituale delle tradizioni popolari.

La Consulta Regionale delle Aggregazioni Laicali, organismo pastorale legato alla Conferenza Episcopale Siciliana e coordinatore di associazioni, movimenti e realtà laicali, ha voluto intervenire per ribadire vicinanza e condivisione delle preoccupazioni espresse dal vescovo. Il suo ruolo, infatti, è quello di favorire comunione ecclesiale, dialogo e impegno condiviso nel territorio, mettendo in rete esperienze diverse del mondo laicale, dal volontariato alle confraternite, fino alle associazioni culturali, in un’ottica di servizio al bene comune e di confronto con la società civile.

Nel suo intervento, la Consulta ha voluto sottolineare come la religiosità popolare rappresenti una risorsa preziosa, radicata nella storia e nell’identità delle comunità, ma che necessita allo stesso tempo di essere custodita e purificata da eventuali eccessi o deformazioni. “La pietà popolare – si legge nel richiamo al Documento di sintesi della terza Assemblea del cammino sinodale delle Chiese in Italia – appartiene anch’essa alle preghiere del popolo di Dio e può costituire una risorsa preziosa nei contesti in cui è eredità viva, a condizione che conservi la sua forza comunicativa e la capacità di far crescere nella fede”.

Allo stesso tempo, il documento richiama la necessità di vigilare su possibili deviazioni, che possono assumere forme superstiziose o eccessivamente individualistiche, rischiando di allontanare la pratica religiosa dal suo significato originario. Da qui l’invito a raccogliere pienamente l’appello del vescovo Rumeo, valorizzando le tradizioni e i riti della pietà popolare con spirito di discernimento, sobrietà ed essenzialità, affinché possano continuare a essere occasione di crescita spirituale e comunitaria.

Una posizione condivisa anche dal presidente provinciale del Forum delle Associazioni Familiari di Siracusa, Salvo Sorbello, che ha espresso senza esitazioni il proprio sostegno al vescovo. “La devozione popolare è un patrimonio importante – ha dichiarato – ma tutelare la fede autentica significa anche sottrarla a logiche di consumismo e a forme di spettacolarizzazione che rischiano di svilirne il significato più profondo”.

Per Sorbello, la sfida è quella di mantenere viva la tradizione senza perdere il riferimento alla dimensione spirituale che la origina. Da qui l’auspicio che il dibattito in corso possa trasformarsi in un’occasione di riflessione serena e condivisa, capace di rafforzare la consapevolezza del senso della fede e il valore delle pratiche religiose vissute con autenticità.

04 Maggio 2026 | 13:28
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