Avrebbe abbandonato rifiuti in diversi terreni, arrivando anche a incendiarne una parte. Per questo un uomo di 68 anni, residente a Giarre e titolare di un’azienda agricola, è stato denunciato dai Carabinieri della stazione di Fiumefreddo di Sicilia con le ipotesi di reato di gestione illecita e combustione illecita di rifiuti.
L’intervento è scattato durante un servizio di prevenzione e controllo del territorio, predisposto per contrastare i reati ambientali. Nel pomeriggio, mentre percorrevano la contrada Feotto, nella zona del lungomare di Marina di Cottone, tra i territori comunali di Fiumefreddo di Sicilia e Mascali, i militari hanno notato una colonna di fumo provenire da un appezzamento di terreno.
Raggiunta l’area, i Carabinieri hanno individuato un cumulo di rifiuti che stava bruciando. Tra i materiali erano visibili buste e contenitori di plastica utilizzati per la frutta. Poco distante, i militari hanno notato un uomo ancora intento a maneggiare altro materiale.
Con il supporto di una seconda pattuglia, i Carabinieri hanno identificato il 68enne, già noto alle forze dell’ordine e titolare di un’azienda agricola.

Una volta spento l’incendio, i militari hanno esteso le verifiche all’intera zona, effettuando un sopralluogo che ha permesso di accertare una situazione più ampia rispetto al rogo inizialmente segnalato. Nell’area sono state individuate diverse zone interessate da precedenti incendi e dalla presenza di rifiuti abbandonati, tra cui pneumatici, parti di autovetture, mobili dismessi, tubi fluorescenti e materiali ferrosi.
Gli accertamenti hanno portato al sequestro di cinque appezzamenti di terreno, di proprietà di terzi, nei quali erano presenti i materiali individuati durante le verifiche. Sulla base degli indizi raccolti, i Carabinieri hanno quindi denunciato l’uomo all’autorità giudiziaria.
L’episodio riporta l’attenzione sul fenomeno dell’abbandono e della combustione incontrollata dei rifiuti, pratiche che possono provocare danni al suolo, alle risorse idriche e alla qualità dell’aria, con possibili ripercussioni anche sulla salute pubblica. Gli incendi di materiali non correttamente smaltiti possono inoltre disperdere sostanze inquinanti nell’ambiente.
I controlli dei Carabinieri proseguiranno nell’ambito delle attività di prevenzione e contrasto agli illeciti ambientali. Fondamentale, sottolineano i militari, resta anche la collaborazione dei cittadini, attraverso la segnalazione di situazioni sospette e comportamenti che compromettono il territorio.
La posizione del 68enne è al vaglio dell’autorità giudiziaria. La responsabilità dell’indagato dovrà essere accertata in sede processuale, nel rispetto del principio di presunzione di innocenza fino a eventuale condanna definitiva.
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