Pachino. Sparatoria nel cuore della città: padre e figlio nel mirino, coinvolto anche un minorenne

di Redazione

Tre indagati davanti al Gip con l'accusa di tentato omicidio. La violenta aggressione sarebbe maturata al culmine di una lite scoppiata in via Solferino. Un quarto provvedimento riguarda un quindicenne, la cui posizione è al vaglio della magistratura minorile

È una vicenda dai contorni particolarmente gravi quella sulla quale sono chiamati a fare luce gli investigatori dopo il fatto di sangue verificatosi nel centro di Pachino. Una violenta discussione, degenerata in un’aggressione armata, avrebbe coinvolto quattro persone, tra cui un minorenne, e si sarebbe conclusa con l’esplosione di alcuni colpi di pistola contro due congiunti, padre e figlio.

La mattinata odierna è caratterizzata dagli sviluppi giudiziari dell’inchiesta. Compariranno infatti davanti al Gip del Tribunale di Siracusa Alessandra Gigli i tre indagati destinatari del provvedimento di fermo disposto nell’ambito delle indagini per tentato omicidio. Si tratta di Fabiano Salerno, 46 anni, Sebastiano Cammisuli, 22 anni, e Giulio Quartarone, anch’egli coinvolto nella vicenda. Il primo è assistito dall’avvocato Junio Celesti, mentre gli altri due sono difesi dall’avvocato Salvatore Di Fede. La posizione di un quarto indagato, un ragazzo di appena quindici anni, è invece di competenza della magistratura minorile. Anche il giovane sarebbe stato coinvolto nella sequenza di avvenimenti che ha portato alla violenta aggressione.

La lite dopo la mezzanotte e gli spari

La ricostruzione dei fatti, ancora al vaglio degli inquirenti, colloca l’episodio poco dopo la mezzanotte di lunedì scorso, in via Solferino, nel centro abitato di Pachino. Secondo quanto emerso dalle prime indagini, tra i quattro indagati e due persone, padre e figlio, sarebbe nata una discussione particolarmente accesa. Il confronto verbale avrebbe rapidamente lasciato spazio alla violenza, fino a trasformarsi in una colluttazione durante la quale sarebbero state utilizzate anche armi.

La situazione sarebbe precipitata con l’esplosione di alcuni colpi di pistola indirizzati contro i due congiunti. Un episodio che avrebbe potuto avere conseguenze ben più tragiche e che ha fatto scattare immediatamente l’attività investigativa delle forze dell’ordine. Nel corso della precedente colluttazione, inoltre, Giulio Quartarone sarebbe rimasto ferito a una gamba da una coltellata. Il giovane è stato successivamente accompagnato all’ospedale di Avola, dove ha ricevuto le cure necessarie.

Le indagini e gli accertamenti giudiziari

A ricostruire la dinamica dell’accaduto sono stati gli agenti del Commissariato di Polizia di Pachino, che hanno avviato gli accertamenti subito dopo l’episodio, raccogliendo gli elementi utili a individuare le persone coinvolte e a delineare le rispettive responsabilità. L’attività investigativa ha portato al fermo dei tre maggiorenni, accusati di tentato omicidio, mentre per il minorenne è stato avviato un distinto procedimento davanti all’autorità giudiziaria competente.

L’udienza davanti al giudice per le indagini preliminari rappresenta ora un passaggio importante per la verifica della legittimità dei provvedimenti adottati e per l’esame delle contestazioni formulate nei confronti degli indagati. Restano da chiarire diversi aspetti della vicenda, a cominciare dalle ragioni che avrebbero provocato il violento confronto e dall’esatta ricostruzione dei momenti che hanno preceduto gli spari.

Un episodio che riporta l’attenzione sulla gravità della violenza armata e sull’allarme suscitato da una sparatoria consumatasi in una zona del centro cittadino, con il coinvolgimento persino di un adolescente. Saranno gli ulteriori accertamenti investigativi e le valutazioni della magistratura a stabilire le responsabilità individuali e a fare piena luce su quanto accaduto.

05 Novembre 2026 | 08:32
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