Siracusa. «Sperperati 190 milioni», Nicita (PD) attacca Minardo: «Soldi pubblici non sono fondo elettorale della destra»

di Redazione

Non è in discussione il valore dello sport, ma il metodo con cui vengono distribuite le risorse dei siciliani. Il senato del PD, Antonio Nicita, attacca il meccanismo delle assegnazioni, denuncia l'assenza di criteri oggettivi per la quasi totalità dei fondi e chiede conto alla maggioranza di una distribuzione che solleva pesanti interrogativi sull'equità territoriale: “C’è un’altra Sicilia che vorrebbe che le risorse siano individuate e spese secondo principi di priorità e di non discriminazione. È a quella Sicilia che ci rivolgiamo”

“L’on. Minardo anziché avventurarsi in deboli difese d’ufficio, dovrebbe leggere le sentenze della Corte Costituzionale su impugnazioni relative a legislazioni finanziarie arbitrarie, discriminatorie, diseguali, opache, prive di criteri di valutazione e di analisi delle priorità.

Ci spieghi l’on. Minardo come 5 campi da padel creino sviluppo o perché, in caso di risposta positiva, non si finanziano almeno un campo da padel per ogni comune siciliano. O piscine comunali dove manca l’acqua e così via”. Queste le prime affermazioni del senatore Antonio Nicita, vicepresidente del gruppo PD al Senato sui finanziamenti pubblici in Sicilia.

“Sfidiamo l’on. Minardo a rivelarci l’algoritmo con il quale l’assemblea ha scelto e deciso di spendere 190 milioni di euro di risorse pubbliche, lasciando moltissimi comuni senza interventi – continua l’esponente Dem – Ma soprattutto come è possibile che il legislatore siciliano individui valutazioni e criteri solo per il 5% delle risorse? Quel comma è quasi confessorio, come dire, sappiamo come si dovrebbe fare ma lo lasciamo al 5% della popolazione.

Difendere l’indifendibile è una logica utile a consolidare il consenso dei singoli esponenti della maggioranza, che premia chi ha il deputato giusto anziché chi ha più bisogno. Basta guardare la distribuzione territoriale per capire l’assurdità del meccanismo, con province in cui quasi tutti i comuni ricevono fondi e altre in cui ne resta escluso più della metà. C’è un’altra Sicilia che vorrebbe che le risorse siano individuate e spese secondo principi di priorità, di equità, di non discriminazione. È a quella Sicilia che ci rivolgiamo”, conclude Nicita.

04 Novembre 2026 | 19:45
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