A Palazzo Vermexio la forma è sostanza, oppure un optional da piegare alle esigenze del momento? La domanda si solleva perentoria dopo l’ultimo affondo politico scagliato dal comitato civico ‘Progresso & Legalità’, che mette nel mirino la gestione della presidenza del Consiglio comunale e riaccende i riflettori sulle dinamiche di maggioranza che muovono le fila dell’amministrazione cittadina.
Al centro della contesa c’è il mancato inserimento all’ordine del giorno, nella prima seduta utile dell’aula, dell’elezione del Vicepresidente del Consiglio. Un’omissione che, carte alla mano, secondo il Comitato violerebbe le indicazioni della stessa burocrazia di Palazzo: il parere espresso dalla Segretaria generale, la dottoressa Danila Costa, stabilisce infatti in modo limpido come la votazione debba essere calendarizzata senza indugi o rinvii strategici.
Il nodo delle regole e il “caso” Di Mauro
L’attacco del Comitato è diretto al Presidente del Consiglio comunale, Alessandro Di Mauro, esponente di Grande Sicilia–MPA. L’accusa non usa mezzi termini: posporre l’elezione ammonterebbe a una sottomissione del regolamento istituzionale alle logiche di spartizione interna alla maggioranza.
«Di Mauro dovrebbe ricordare che presiede un’istituzione, non una riunione di corrente dell’MPA», incalzano da Progresso & Legalità, denunciando quella che definiscono una «dimostrazione di superbia politica» e una condotta «più attenta alle convenienze della maggioranza che al rispetto delle prerogative del Consiglio».
L’affondo si fa corrosivo nel richiamo alla storia cittadina, tracciando un parallelo tagliente tra l’autorevolezza richiesta a chi siede sullo scranno dell’antico Senato Siracusano e le passate (e presenti) gestioni ‘privatistiche’ del territorio: «Di Mauro presiede l’illustre Senato aretuseo, non l’organo di gestione della Piscina di Siracusa ieri, o di quella di Melilli oggi», tuonano dal Comitato.
L’asse Carta-Italia e il richiamo alle autorità
Il comitato punta l’indice contro l’asse politico tra il deputato regionale Giuseppe Carta e il sindaco Francesco Italia, dipingendo la Presidenza dell’assise come uno spazio subordinato ad accordi di potere precostituiti. Non mancano i riferimenti ironici e amari al clima politico locale, con richiami sferzanti alle recenti vicende giudiziarie.
Di fronte a quello che definisce un vulnus democratico, Progresso & Legalità traccia una linea netta ed esige risposte immediate: pretende prima di tutto l’inserimento senza ulteriori indugi dell’elezione del Vicepresidente all’ordine del giorno della prossima seduta, accompagnato da una motivazione pubblica che chiarisca le ragioni del rinvio.
Ma la partita travalica le mura dell’aula consiliare. Il Comitato chiama infatti in causa direttamente gli organi di controllo, sollecitando il Prefetto a censurare l’operato della Presidenza e invocando un’ispezione straordinaria da parte dell’Assessorato regionale agli Enti Locali.
«Le istituzioni non sono proprietà privata, le regole non sono merce di scambio e Siracusa non è il feudo politico di nessuno», conclude la nota del Comitato. La palla passa ora a Palazzo Vermexio: resta da capire se la Presidenza intenda raccogliere la provocazione ed integrare i lavori dell’aula o se la partita politica continuerà a giocarsi ‘arbitrariamente’ a porte chiuse.
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