Noto. Contro le paure del nostro tempo, il messaggio forte delle tre Diocesi: «La famiglia speranza della società»

di Salvo Sorbello

Non una semplice manifestazione religiosa, ma un richiamo alla responsabilità educativa, spirituale e sociale delle famiglie: il pellegrinaggio celebrato a Noto ha riunito tre Chiese attorno a una convinzione comune, che il futuro della società passa dalla capacità di amare, custodire e accompagnare la vita

La quinta edizione del Pellegrinaggio delle Famiglie della Metropolia di Siracusa, che ha riunito le comunità della Diocesi di Noto, dell’Arcidiocesi di Siracusa e della Diocesi di Ragusa, ha avuto luogo domenica scorsa.

Il tema scelto per quest’anno è stato: “La famiglia è un dono e un compito: quale speranza per la Società e la Chiesa“, suggerito dalle parole di Papa Leone XIV quando, nel discorso del 19 settembre 2025, ha richiamato “alla responsabilità di custodire i legami, di accompagnare la vita che ci viene affidata e di rendere la Famiglia protagonista del bene comune”.

Il cammino dei tanti fedeli, guidati dai presuli delle tre Diocesi, ha preso il via dalla Villa Comunale, con un indirizzo di saluto di mons. Salvatore Rumeo, vescovo della Diocesi netina, che quest’anno ha ospitato il Pellegrinaggio. Lungo il percorso ci sono stati altri momenti di preghiera fino a giungere alla Basilica Cattedrale di San Nicolò, dove Mons. Francesco Lomanto ha tenuto un indirizzo di saluto, nel quale ha sottolineato come questo Pellegrinaggio è un’occasione per riscoprire insieme la bellezza di una vocazione che partecipa pienamente alla vita della Chiesa, offrendo un contributo prezioso a costruire una società migliore.

“Un appuntamento – ha sottolineato l’arcivescovo di Siracusa – che negli anni è diventato segno concreto di comunione tra le nostre Chiese e occasione preziosa per camminare insieme”. Mons. Lomanto ha evidenziato l’importanza del tema scelto: “in una prospettiva, che unisce il dono ricevuto alla responsabilità di farlo fruttificare, il Santo Padre afferma: «Possiamo intendere la Famiglia come un dono e un compito». Un dono, perché «in ogni figlio, in ogni sposa o sposo, Dio ci affida a suo Figlio, a sua Madre, come fece con San Giuseppe»; un compito, perché la Famiglia è chiamata ad essere «base, lievito e testimonianza dell’amore di Dio in mezzo agli uomini»”.

Molto toccante e significativa la relazione-testimonianza dei coniugi Nicoletta Musso e Davide Oreglia, che hanno coinvolto emotivamente tutti i presenti. La solenne Celebrazione Eucaristica è stata presieduta da Mons. Salvatore Rumeo, vescovo di Noto, il quale, nell’omelia, ha ricordato che “il tema della presente giornata ci pone dinanzi ad una sfida che attraversa la vita e la storia delle nostre famiglie, essere segno di speranza nella chiesa del mondo. Siete chiamati, oggi più che mai, a santificare le gioie, ad affrontare le difficoltà, le sofferenze, a superare con la preghiera comune le crisi e momenti di stanchezza. Tutto è per voi sorgente di santificazione e forza di donazione. Siete chiamati a lavorare nella vigna del Signore, portando ancora il Vangelo dell’amore, della comunione, della fraternità”.

Mons. Giuseppe La Placa, vescovo di Ragusa, a conclusione della celebrazione ha affermato che “ritorniamo per la seconda volta a Noto e iniziamo questo triennio di esperienza familiare delle tre diocesi della Metropolia. E’ anche un motivo per tutti noi per fare una piccola verifica, per vedere come possiamo migliorare nella partecipazione di questo momento di comunione, di fraternità che viviamo insieme. La famiglia ha ricevuto il dono più grande di tutti, ma ha anche la responsabilità più grande di tutti. Perché se noi dobbiamo testimoniare l’amore di Dio, l’amore agapico, trinitario, chi più della famiglia è testimone dell’amore trinitario, perché è l’immagine, l’icona più perfetta dell’amore di Dio. In voi famiglie c’è l’unità, c’è la pluralità e proprio per questo avete la responsabilità più grande e sono convinto che saprete assumerla in pienezza, questa responsabilità e testimoniarla con gioia e combattendo i giganti, anzi diventando noi tutti giganti nell’amore per fare diventare nani i giganti che ci spaventano”.

Alla fine sono stati consegnati dei sacchetti contenenti dei semi di frumento, di grani antichi, tipici della nostra zona (Tumminia e Russello), e quindi ricordano le nostre radici. Ma sono anche un dono, è stato correttamente rilevato, perché è una cosa che gratuitamente la pianta ci dona e sono anche un compito, perché vanno coltivati e curati e sono speranze per un domani abbondante, per non soffrire la fame ma se lo riferiamo alla famiglia ci fa pensare a un futuro migliore.

Ha partecipato alla celebrazione Monsignor Giorgio Demetrio Gallaro, figlio della chiesa netina ed eparca emerito di Piana degli Albanesi ed erano presenti i coniugi Rosa Maria e Giorgio Ruta, responsabili della Pastorale Diocesana per la Famiglia della Diocesi di Noto ed i responsabili della Pastorale per la Famiglia di Siracusa (don Tito Marino ed i coniugi Salvatore e Mariagrazia Cannizzaro) e di Ragusa (Delizia Distefano e Nicandro Prete).

di Salvo Sorbello 26 Ottobre 2026 | 19:49
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