Gaetano Bono e con Pietro GrassoLa provincia di Siracusa torna a guardare al Consiglio superiore della magistratura attraverso la candidatura di un magistrato originario del territorio. È Gaetano Bono, avolese, attualmente sostituto procuratore della Repubblica presso la Procura di Reggio Calabria, uno dei cinque magistrati siciliani inseriti nella competizione per il rinnovo dell’organo di autogoverno della magistratura italiana.
La sua candidatura riporta l’attenzione su un percorso professionale sviluppato nell’ambito della magistratura requirente, con responsabilità legate all’attività investigativa e all’esercizio dell’azione penale. Un’esperienza che si colloca in un contesto nel quale il funzionamento degli uffici giudiziari, l’organizzazione delle procure e dei tribunali e la tutela dell’autonomia e dell’indipendenza della magistratura rappresentano temi centrali del dibattito istituzionale.
Gaetano Bono, dalle origini avolesi all’esperienza giudiziaria nazionale
Il nome di Bono assume un significato particolare per Avola e per l’intera provincia siracusana. La sua attività professionale lo ha portato a operare lontano dal territorio d’origine, fino all’attuale incarico presso la Procura di Reggio Calabria, in un percorso che si inserisce nel sistema giudiziario nazionale.
La candidatura al CSM rappresenta un passaggio di rilievo nel suo cammino professionale. L’organismo è chiamato a occuparsi di questioni fondamentali per la magistratura: dagli incarichi direttivi e dai trasferimenti alla valutazione dei magistrati, fino alle decisioni che incidono sull’organizzazione e sull’efficienza degli uffici giudiziari.
Per il territorio siracusano, la presenza di un magistrato avolese tra i candidati siciliani costituisce un motivo di attenzione, in una competizione che riguarda l’intero assetto della giustizia italiana.
Il precedente di Concetta Grillo: Siracusa ha già avuto una componente del CSM
Non si tratta, per il territorio siracusano, di una prima esperienza di questo genere. Un precedente è rappresentato da Concetta, conosciuta come Cochita, Grillo, magistrata legata a Siracusa che nel luglio 2018 venne eletta componente togata del Consiglio superiore della magistratura, nella lista di Unità per la Costituzione (Unicost).
All’epoca Grillo ricopriva l’incarico di presidente di sezione del Tribunale di Caltagirone. Il suo mandato al CSM si è concluso nel 2022, dopo quattro anni di attività nell’organo di autogoverno della magistratura.
La sua esperienza costituisce un precedente istituzionale significativo per il territorio. Oggi, con la candidatura di Gaetano Bono, il legame tra la provincia di Siracusa e il CSM torna al centro dell’attenzione, attraverso una figura professionale proveniente da Avola e impegnata nell’attività requirente a Reggio Calabria.
Si tratta di percorsi distinti, maturati in momenti diversi e con incarichi differenti, ma accomunati dal rapporto con il territorio siracusano e dalla partecipazione alla vita istituzionale della magistratura.
Cinque candidati siciliani per il rinnovo del CSM
Accanto a Gaetano Bono, la competizione coinvolge altri quattro magistrati siciliani: Daniela Monaco Crea, magistrato dell’ufficio gip di Catania; Gianluca Di Leo, presidente di sezione del Tribunale di Palermo; Ugo Scavuzzo, presidente della seconda sezione civile del Tribunale di Palermo; e Fabio Regolo, sostituto procuratore a Catania.
I cinque profili rappresentano esperienze maturate in diversi ambiti della giurisdizione, dalle funzioni requirenti a quelle giudicanti, fino agli incarichi nei tribunali. Una pluralità di percorsi che riflette la varietà delle professionalità presenti nel sistema giudiziario siciliano.
La partita per il rinnovo del CSM si inserisce in una fase delicata per la giustizia italiana, nella quale il tema dell’organizzazione degli uffici e quello dell’indipendenza della magistratura continuano a occupare un posto centrale.
Per Avola e per la provincia di Siracusa, l’attenzione si concentra ora sulla candidatura di Gaetano Bono. Il precedente di Concetta Grillo ricorda che il territorio ha già espresso una propria rappresentante nell’organo di autogoverno della magistratura. La nuova competizione offre l’occasione per riportare le professionalità siracusane al centro di un confronto istituzionale di rilievo nazionale.
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