Siracusa. Industria, risorge la raffineria Isab: crisi battuta, utili da record e la sfida della transizione green

di Redazione

Una storia di resilienza industriale: mentre il futuro sembrava appeso a un filo, la raffineria ha mantenuto occupazione e produzione, conquistando una nuova prospettiva di sviluppo. La Isab di Priolo chiude la composizione negoziata con un margine da 200 milioni nel 2025 e torna a essere un asset strategico. Archiviati i debiti, si punta al rilancio e alla rivoluzione sostenibile con i nuovi acquirenti

«Ci siamo salvati da soli». È questo l’adagio che circola con insistenza tra i corridoi e gli impianti della raffineria Isab di Priolo Gargallo, il gigante industriale del polo siracusano che è ufficialmente ed abilmente uscito dal tunnel della crisi.

Senza grandi sforzi da parte della casa madre, ma grazie alla resilienza del management locale e a una congiuntura di mercato decisamente favorevole, lo stabilimento ha chiuso con successo la complessa procedura di composizione negoziata della crisi.

Ora per Isab si apre una nuova era: l’azienda cammina saldamente sulle proprie gambe ed è pronta ad affrontare la due diligence in esclusiva con Ludoil Energy Spa, il colosso campano guidato da Donato Ammaturo. I dati finanziari non sono ancora definitivi, ma le stime per il 2025 indicano un margine operativo lordo record, vicino ai 200 milioni di euro. Una cifra enorme, capace di polverizzare quel debito complessivo di circa 65 milioni di euro che aveva fatto tremare il comparto industriale siracusano.

Nel contempo, il piano industriale della futura proprietà prevede una riconversione del sito produttivo, destinato a diventare un polo per la produzione di HVO (Hydrotreated Vegetable Oil), il biocarburante ottenuto da materie prime rinnovabili, e di SAF (Sustainable Aviation Fuel), il carburante sostenibile per il trasporto aereo. I primi interventi strutturali prenderanno il via nel 2027 e comporteranno un articolato programma di revamping degli impianti e di manutenzione straordinaria, destinato a ridisegnare il volto della raffineria.

L’accordo con i creditori e il ruolo di Trafigura

La svolta è arrivata grazie alla mediazione dell’avvocato Dario Greco, presidente dell’Ordine degli avvocati di Palermo e mediatore nominato dalla Camera di Commercio del Sud-Est. La procedura, aperta l’8 gennaio 2025, si è conclusa esattamente dopo un anno, superando anche i mesi di rigida vigilanza da parte del Tribunale di Catania per tutelare il patrimonio aziendale.

La preoccupazione maggiore era legata al creditore principale: il colosso del trading petrolifero Trafigura, con base a Singapore, che vantava un credito di ben 55 milioni di euro per le compravendite di greggio via mare. La rigidità iniziale del trader aveva sollevato più di un timore tra i sindacati e i lavoratori per la tenuta dei livelli occupazionali a Priolo.

L’accordo firmato in extremis a Natale ha però blindato non solo il rientro del debito e le dilazioni, ma soprattutto la prosecuzione dei rapporti commerciali futuri. Oltre a Trafigura, l’intesa ha blindato le forniture di partner vitali per l’impianto come B2G Sicily (ex Erg), Edison, Air Liquide, Versalis (la chimica di Eni) e Ortensia (la società di scopo che ha erogato il maxifinanziamento da 350 milioni garantito da Sace per la transizione green).

Da Lukoil a Ludoil: il valore di Isab si impenna

La vendita di Isab, in questi mesi di incertezza e di fronte alla sostanziale “evanescenza” della proprietà uscente Goi Energy, è passata da opzione a necessità. Il fondo Goi aveva acquistato la raffineria dalla russa Lukoil per appena 150 milioni di euro, approfittando del deprezzamento dovuto alle sanzioni per il conflitto in Ucraina. Oggi, chi si siederà al tavolo delle trattative troverà un’azienda solida, che si è lasciata alle spalle le perdite del biennio 2023-2024.

A testimonianza della forte appetibilità dell’asset siracusano, i tempi si sono accelerati bruscamente subito dopo il via libera dei mediatori: lunedì 12 gennaio sono scattate le valutazioni rapide da parte di Ludoil.

Questo scatto in avanti, avvenuto a soli tre giorni dalla chiusura ufficiale dello stato di crisi e prima ancora del deposito della relazione sul piano industriale, conferma come Isab non sia più un’azienda in cerca di un salvatore dell’ultima ora, bensì un conglomerato aziendale solido che macina utili.

Sul piatto, nei mesi scorsi, erano arrivate manifestazioni d’interesse dai più grandi gruppi di raffinazione del mondo, e persino un’offerta speculativa da un gruppo bulgaro per la sola centrale termoelettrica Isab Igcc, congelata dall’azienda per evitare pesanti tagli al personale.

Il futuro della zona industriale siracusana, pur necessitando di massicci investimenti strutturali per la sostenibilità e la riconversione verde, torna a guardare avanti con ottimismo. Con un management di altissimo livello che ha dimostrato di saper guidare la transizione a prescindere dalla proprietà, Isab si conferma un asset strategico imprescindibile per l’economia dell’intera provincia e del Paese.

21 Luglio 2026 | 16:34
© RIPRODUZIONE RISERVATA