Siracusa. Disservizi idrici, Comitato incalza Siam e chiede l’intervento di Arera: «Troppe ombre, avanti con l’istruttoria»

di Redazione

Il Comitato Ortigia Cittadinanza Resistente contesta la ricostruzione di SIAM sui disservizi idrici e chiede ad ARERA di approfondire il caso. Sullo sfondo emergono reti obsolete, perdite del 67% e interrogativi sulle occasioni di finanziamento mancate: “Cittadini chiedono dati oggettivi sui blackout idrici e denunciano infrastrutture ormai inadeguate alla crescita della città”

La vicenda dei ripetuti disservizi idrici che negli ultimi mesi hanno interessato Ortigia, la Borgata e altre zone della città approda a una nuova fase.

Il Comitato Ortigia Cittadinanza Resistente ha infatti trasmesso le proprie osservazioni alla risposta fornita da SIAM S.p.A. nell’ambito della segnalazione presentata ad ARERA, l’Autorità di Regolazione per Energia, Reti e Ambiente, sollecitando ulteriori approfondimenti su una questione che continua a suscitare forte preoccupazione tra residenti e attività economiche.

Secondo il Comitato, il riscontro fornito dal gestore del servizio idrico contiene elementi significativi, ma lascia ancora aperti interrogativi sostanziali. Al centro del confronto vi è la natura stessa dei disservizi registrati. SIAM sostiene infatti che nei casi segnalati non si sarebbero verificate vere e proprie sospensioni dell’erogazione, bensì riduzioni della pressione e della portata dell’acqua. Una distinzione che, secondo la società, escluderebbe l’obbligo di attivare servizi sostitutivi o di riconoscere indennizzi automatici agli utenti.

Una ricostruzione che il Comitato contesta, ritenendo necessario un approfondimento basato su dati tecnici verificabili. I rappresentanti dei cittadini evidenziano come, in diversi comunicati diffusi dalla stessa SIAM nei mesi scorsi, si facesse riferimento a “chiusure dell’erogazione”, “interruzioni del servizio” e “temporanee sospensioni”. Da qui la richiesta di chiarire in modo puntuale se e dove si siano effettivamente verificati casi di mancanza d’acqua, quali strade siano state coinvolte, in quali fasce orarie e con quali conseguenze concrete per gli utenti.

Un aspetto particolarmente rilevante riguarda le condizioni reali di utilizzo del servizio. Il Comitato sottolinea che, per numerosi residenti – soprattutto in edifici storici, ai piani più alti o privi di sistemi di autoclave – una forte riduzione della pressione può tradursi, di fatto, nell’impossibilità di ricevere acqua ai rubinetti. Una situazione che, pur non configurando formalmente una sospensione totale del servizio, produce effetti analoghi nella vita quotidiana delle famiglie e delle attività commerciali.

Per questo motivo il Comitato ha chiesto ad ARERA e allo Sportello per il Consumatore di proseguire l’istruttoria e di acquisire ulteriori informazioni da SIAM. Tra i dati richiesti figurano i valori di pressione effettivamente registrati, i punti di misura utilizzati, le fasce orarie interessate dai disservizi, il numero delle segnalazioni ricevute, le vie coinvolte, i tempi effettivi di ripristino e i criteri adottati per escludere eventuali indennizzi o servizi sostitutivi.

Critiche vengono rivolte anche alle modalità di comunicazione adottate durante le emergenze. SIAM ha evidenziato di aver utilizzato diversi strumenti informativi, tra cui il sito internet aziendale, la pagina Facebook, i comunicati stampa, il call center e il canale Messenger. Tuttavia, secondo il Comitato, la semplice pubblicazione di avvisi non garantisce necessariamente che tutti gli utenti interessati vengano raggiunti in modo efficace.

La questione assume particolare rilevanza in una città caratterizzata da una popolazione eterogenea, dove anziani, soggetti fragili, residenti non attivi sui social network e attività economiche possono non ricevere tempestivamente le informazioni necessarie. Per il Comitato, nel caso di un servizio essenziale come quello idrico, la comunicazione dovrebbe essere non solo tempestiva ma anche capillare e supportata da strumenti territoriali diretti, soprattutto quando i disservizi interessano aree geografiche ben individuate.

Nelle osservazioni trasmesse ad ARERA, il Comitato evidenzia inoltre due passaggi della risposta di SIAM considerati particolarmente significativi. Il primo riguarda lo stato delle infrastrutture. La società riconosce infatti la presenza di una rete caratterizzata da una forte vetustà, con perdite idriche stimate attorno al 67%, criticità nelle condotte collegate al serbatoio Teracati e anomalie croniche nel sistema che alimenta Ortigia e Borgata. Lo stesso gestore ammette che, in alcuni casi, il ritorno alla normalità dopo gli interventi tecnici può richiedere tempi compresi tra le 24 e le 48 ore.

Il secondo elemento riguarda il rapporto tra sviluppo turistico e sostenibilità delle infrastrutture. Nella propria risposta, SIAM riconosce che Ortigia e Borgata hanno registrato negli ultimi anni una significativa crescita delle attività ricettive e delle presenze turistiche, con un conseguente aumento della domanda idrica non accompagnato da un adeguato potenziamento delle reti.

Per il Comitato si tratta di una conferma importante di una tesi sostenuta da tempo: il crescente carico antropico e turistico sul centro storico avrebbe progressivamente aumentato la pressione sui servizi essenziali senza che si procedesse contestualmente a un rafforzamento delle infrastrutture. Un modello di sviluppo che, secondo i cittadini, avrebbe accentuato le fragilità già esistenti del sistema idrico urbano.

A questo scenario si aggiunge il tema delle opportunità di finanziamento non sfruttate. Il Comitato richiama le recenti dichiarazioni del deputato nazionale Luca Cannata sulla mancata partecipazione del territorio siracusano al bando nazionale da un miliardo di euro destinato alle reti idriche. Un elemento che riapre il dibattito sulle responsabilità politiche e amministrative nella programmazione degli interventi infrastrutturali necessari per la città.

Le domande poste dai cittadini riguardano la capacità delle istituzioni di pianificare, candidare e seguire progetti strategici per il rinnovamento della rete, soprattutto in una fase in cui Siracusa ha puntato con decisione sulla crescita turistica e sulla valorizzazione del proprio patrimonio storico e culturale.

Secondo il Comitato, il quadro complessivo evidenzia anni di programmazione insufficiente, infrastrutture obsolete, comunicazione inefficace e una crescita urbana che non sarebbe stata accompagnata da un adeguato potenziamento dei servizi pubblici essenziali.

Infine, i rappresentanti dei cittadini lanciano un appello in vista del passaggio di gestione da SIAM ad Aretusacque, chiedendo che la fase di transizione non si trasformi in un vuoto di responsabilità. «Siracusa non può essere governata soltanto come immagine da promuovere o destinazione da vendere – afferma il Comitato – È una città che deve essere amministrata ogni giorno attraverso la qualità dei servizi, delle reti e delle risposte ai bisogni reali dei cittadini».

Una posizione che rilancia il dibattito sul futuro delle infrastrutture cittadine e sulla necessità di conciliare sviluppo, sostenibilità e qualità della vita in uno dei centri storici più importanti del Mediterraneo.

18 Giugno 2026 | 17:18
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