Siracusa. Tariffe alle stelle, rischio sanitario e ombre sulla governance: invocato il Prefetto sulla crisi idrica

di Redazione

Tra disservizi continui, rete idrica colabrodo e allarmi sanitari per le fasce più deboli della popolazione, Siracusa vive una delle fasi più critiche degli ultimi anni. Il Forum provinciale per l’acqua pubblica alza il livello di attenzione e chiede l’azione diretta del Prefetto: il passaggio da Siam ad Aretusacque rischia di paralizzare ulteriormente gli interventi urgenti e non più differibili

Nel capoluogo aretuseo la crisi idrica non è più soltanto un’emergenza tecnica: è diventata una frattura sociale che attraversa quartieri, famiglie e istituzioni. Rubinetti a secco, pressione insufficiente e guasti continui hanno trasformato un servizio essenziale in un problema quotidiano, mentre aumenta la sensazione di una città lasciata in attesa di soluzioni che tardano ad arrivare.

In questo clima, il Forum provinciale per l’acqua pubblica, attraverso il portavoce Alessandro Acquaviva, ha inviato un documento ai sindaci e al consiglio dei sorveglianti di Aretusacque, alzando il livello dello scontro politico e istituzionale sulla gestione del servizio idrico.

“Trasparenza e partecipazione”: la condizione posta al nuovo gestore

Pur confermando la propria netta contrarietà al modello di gestione mista, il Forum non lascia margini di ambiguità su un punto: qualunque sia il futuro assetto del servizio, la gestione dovrà essere fondata su trasparenza reale e partecipazione dal basso, con il coinvolgimento diretto dei territori nelle scelte strategiche.

Un principio che viene presentato non come opzione politica, ma come condizione minima per evitare ulteriori fratture tra cittadini e istituzioni.

Tra tariffe stellari e rete colabrodo: l’accentramento è uno “scippo ai territori”

Nel documento si inserisce anche un passaggio politico destinato a far discutere: il disegno di legge della Regione Siciliana che punta ad accentrare la governance del settore idrico a Palermo.

Secondo il Forum, si tratterebbe di una svolta che rischia di svuotare il ruolo degli enti locali, sottraendo ai territori strumenti fondamentali di controllo e programmazione. In un contesto già segnato da criticità strutturali, l’accentramento viene letto come un ulteriore indebolimento della capacità di risposta alle emergenze locali.

Alle tensioni sulla governance si somma il nodo economico. Un sondaggio di Federconsumatori segnala come le tariffe idriche applicate nel Comune di Siracusa risultino tra le più alte della Sicilia, nonostante la significativa disponibilità di acqua nelle falde.

Un paradosso che alimenta il malcontento tra i cittadini, soprattutto alla luce delle condizioni della rete idrica: perdite frequenti, interventi continui e disservizi che in molti quartieri sono diventati la norma.

La promessa di interventi e lo sconcerto della città

A inasprire il clima sono state anche le dichiarazioni del presidente del Consiglio di Sorveglianza di Aretusacque, Giuseppe Assenza, secondo cui le prime azioni della nuova società sarebbero concentrate prioritariamente sul territorio di Pachino, la cui presa in carico è prevista entro il 2028.

Una prospettiva che ha suscitato forte irritazione a Siracusa, dove i cittadini convivono da mesi con emergenze quotidiane: interruzioni improvvise, bassa pressione e difficoltà persistenti nell’erogazione dell’acqua.

Il confronto con altre aree della provincia ha alimentato la percezione di una città non prioritaria, nonostante la gravità dei disagi già in corso.

L’appello al Prefetto: “Serve un tavolo permanente”

Di fronte al peggioramento della situazione, il Forum provinciale per l’acqua pubblica, insieme a diverse realtà politiche e sindacali, ha formalmente chiesto a S.E. il Prefetto Chiara Armenia l’istituzione di un tavolo tecnico permanente.

La richiesta è chiara: mettere attorno allo stesso tavolo istituzioni e gestori per affrontare una crisi che non può più essere gestita in modo frammentato.

Nella lettera si evidenzia come la situazione attuale esponga “a un concreto rischio sanitario le fasce più vulnerabili della popolazione, quali anziani, malati cronici e famiglie con minori”, a causa di interruzioni continue e possibile peggioramento della qualità dell’acqua.

La proposta prevede il coinvolgimento di ATI, dei vertici di SIAM, di Aretusacque, dell’ASP e delle rappresentanze sociali e sindacali, con l’obiettivo di costruire un piano di emergenza coordinato e garantire una vigilanza costante nella delicata fase di transizione tra gestori.

Una città in attesa di risposte

Mentre il confronto istituzionale si intensifica, resta il dato più evidente: a Siracusa l’acqua continua a mancare o a scorrere a singhiozzo in molte aree urbane. E ogni giorno di attesa, in una crisi ormai strutturale, rischia di trasformare un’emergenza tecnica in un problema sempre più difficile da ricomporre.

08 Giugno 2026 | 12:54
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