Siracusa. ‘Meno burocrazia, più investimenti’, imprese e Regione unite per rilanciare l’industria: «Qui si decide il futuro»

di Redazione

Nel confronto tra vertici della Regione e sistema produttivo aretuseo emerge una strategia integrata che unisce semplificazione amministrativa, nuovi incentivi economici da 600 milioni di euro e strumenti per rendere la Sicilia più competitiva nell’attrazione degli investimenti, con particolare attenzione al rilancio del petrolchimico di Siracusa. Il presidente di Confindustria Reale: «Stop agli ostacoli burocratici»

Semplificazione amministrativa, attrazione degli investimenti, competitività delle imprese e transizione energetica. Sono questi i pilastri attorno ai quali si è sviluppato il confronto tra Regione Siciliana e sistema produttivo durante l’incontro “Impresa e Sviluppo – La Regione a sostegno delle imprese”, organizzato da Confindustria Sicilia e ospitato nella sede di Confindustria Siracusa.

Un appuntamento che ha riunito rappresentanti delle istituzioni regionali, della task force per l’attrazione degli investimenti e del mondo imprenditoriale, con l’obiettivo di fare il punto sulle strategie economiche della Regione e sulle esigenze delle imprese in una fase caratterizzata da profonde trasformazioni industriali ed energetiche.

Reale: “Siracusa al centro dell’attenzione Regionale”

Ad aprire i lavori è stato il presidente di Confindustria Siracusa, Gian Piero Reale, che ha evidenziato come negli ultimi mesi il territorio aretuseo sia tornato al centro dell’attenzione regionale. Un segnale accolto positivamente dagli imprenditori, soprattutto in considerazione del ruolo strategico svolto dal polo industriale siracusano.

«Siracusa comincia ad attirare l’attenzione dei vertici regionali. Non sempre è stato così in passato», ha osservato Reale, sottolineando come il confronto con la Regione rappresenti un’occasione importante per consentire al tessuto produttivo di conoscere strumenti, finanziamenti e opportunità messi in campo dall’amministrazione regionale.

In foto: il presidente di Confindustria Siracusa, Gian Piero Reale

Il presidente degli industriali siracusani ha posto l’accento su due questioni considerate prioritarie: energia e semplificazione burocratica. Sul primo fronte ha ricordato come il polo industriale venga spesso richiamato nei momenti di emergenza nazionale, evidenziando però la necessità di una visione più stabile e strutturale che accompagni la trasformazione ecologica delle aziende e favorisca la crescita dell’economia locale. Sul secondo fronte ha ribadito la richiesta di procedure più snelle e tempi certi per autorizzazioni e investimenti.

«Tutte le volte che si entra nell’ingranaggio della burocrazia si rischia di deprimere l’iniziativa e fermare gli investimenti», ha affermato Reale, indicando nell’esperienza della ZES un modello positivo da estendere anche a livello regionale.

Dagnino: “Seicento milioni per le imprese e una Super ZES unica in Italia”

Al centro dell’incontro vi è stato l’intervento dell’assessore regionale all’Economia, Alessandro Dagnino, che ha illustrato le misure introdotte dal Governo Schifani per sostenere crescita e occupazione.

Tra i provvedimenti più significativi figura un pacchetto da 600 milioni di euro in tre anni, destinato a ridurre il costo del lavoro attraverso strumenti di decontribuzione e contributi alle imprese che assumono nuovo personale. «Si tratta di una misura che riduce del 10% il costo del lavoro e che punta a favorire nuova occupazione e maggiore competitività», ha spiegato l’assessore.

Dagnino ha inoltre illustrato il progetto della Super ZES Sicilia, che mira a rafforzare gli strumenti già previsti dalla ZES unica del Mezzogiorno attraverso ulteriori agevolazioni amministrative e finanziarie.

In foto: l’assessore regionale all’Economia, Alessandro Dagnino

«Vogliamo garantire alle imprese siciliane la possibilità di beneficiare pienamente dei crediti d’imposta e rendere il territorio sempre più attrattivo per nuovi investimenti», ha dichiarato. L’assessore ha richiamato anche le iniziative dedicate al capitale umano, tra cui il sostegno allo South Working, e una misura definita unica nel panorama italiano, pensata per attrarre nuovi residenti dall’estero attraverso il rimborso del 50% delle spese sostenute per l’acquisto o la ristrutturazione di immobili in Sicilia.

Particolare attenzione è stata dedicata al tema delle autorizzazioni. Dagnino ha spiegato che la Super ZES consentirà di intervenire sui procedimenti che oggi non beneficiano del meccanismo del silenzio-assenso, come alcune autorizzazioni ambientali e paesaggistiche.

«Saremo l’unica regione italiana a prevedere questo livello di semplificazione», ha sostenuto, indicando nella certezza dei tempi amministrativi uno degli elementi fondamentali per attrarre investimenti.

Amenta: “Ridurre l’incertezza per chi investe”

Sul tema dell’attrattività territoriale è intervenuto il professore Carlo Amenta, componente della task force regionale, che ha individuato nell’efficienza amministrativa, nelle infrastrutture, nella legalità e nella certezza delle regole i principali fattori in grado di orientare le scelte degli investitori.

In foto: il professore Carlo Amenta, componente della task force regionale

«La Sicilia sta cambiando e la task force può contribuire a ridurre l’incertezza che spesso scoraggia chi vuole investire», ha affermato. Amenta ha indicato proprio Siracusa come un possibile laboratorio di sviluppo, grazie alla sua consolidata vocazione industriale e imprenditoriale, spiegando che l’obiettivo della task force è quello di costruire una struttura capace di fare da interfaccia tra imprese e pubblica amministrazione.

Richiamando la sua esperienza alla guida della ZES Sicilia Occidentale, ha inoltre precisato che la semplificazione non può coincidere con la ricerca di scorciatoie, ma deve tradursi in una maggiore efficienza amministrativa e in una collaborazione più stretta tra imprese e istituzioni.

Bivona: “Energia e transizione industriale, il futuro passa da Siracusa”

Le conclusioni sono state affidate al presidente di Confindustria Sicilia, Diego Bivona, che ha riportato il dibattito sul tema dell’energia, definito il principale nodo strategico per il futuro dell’industria siciliana.

«Il mondo senza energia non va da nessuna parte e l’energia senza industria non ha senso», ha dichiarato, richiamando il documento presentato da Confindustria Sicilia alla Presidenza della Regione con una serie di proposte per affrontare la crisi energetica e sostenere il sistema produttivo dell’Isola.

Tra le richieste avanzate dagli industriali figura l’apertura di un tavolo permanente con la Regione dedicato alla zona industriale aretusea e il riconoscimento dell’intera area come sito di interesse strategico nazionale. Una misura che, secondo Bivona, consentirebbe di affrontare con maggiore efficacia le sfide legate alla sicurezza energetica, alla transizione ecologica e alla semplificazione dei processi autorizzativi, superando una visione limitata alle singole realtà produttive e valorizzando invece il carattere integrato dell’intero polo.

In foto: il presidente di Confindustria Sicilia, Diego Bivona

Il presidente di Confindustria Sicilia ha inoltre indicato nel polo siracusano uno dei possibili protagonisti della riconversione energetica italiana, evidenziando i progetti già avviati sul territorio nel settore dei carburanti sostenibili per l’aviazione (SAF) e dell’idrogeno verde. Bivona ha citato in particolare gli investimenti di Versalis, impegnata nella rilancio produttivo verso biocarburanti e SAF, e l’ingresso di Ludoil nel polo industriale con programmi di sviluppo e investimenti collegati alle nuove filiere energetiche. Ha inoltre richiamato l’interesse manifestato da Sonatrach e da altri operatori industriali, sostenendo che il territorio possiede tutte le caratteristiche per diventare un hub strategico nazionale al fine di attrarre ulteriori capitali strategici per la provincia.

«Abbiamo aziende che stanno investendo e altre pronte a farlo», ha osservato Bivona, sottolineando come il recente via libera europeo agli investimenti strategici nel comparto energetico rappresenti un’opportunità che la Sicilia non può permettersi di perdere. Da qui la richiesta di una cornice normativa stabile e di procedure più rapide, considerate condizioni essenziali per trasformare la zona industriale siracusana in un polo nevralgico per la produzione ecosostenibile e lo sviluppo dell’idrogeno verde.

Dal confronto è emersa una visione sostanzialmente condivisa tra istituzioni e imprese: la crescita della Sicilia passa dalla capacità di ridurre gli ostacoli burocratici, attrarre nuovi capitali, sostenere l’occupazione e accompagnare la trasformazione del sistema industriale. Un percorso nel quale il petrolchimico aretuseo viene indicato da tutti gli interlocutori come uno degli asset strategici su cui costruire il futuro sviluppo economico ed energetico dell’Isola.

05 Giugno 2026 | 17:52
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