La storia, per chi non la studia, è destinata a ripetersi come farsa. Dopo la cocente sconfitta subita da Pesaro (designata Capitale Italiana della Cultura 2024), Siracusa si ripresenta al via per il 2033 con le stesse scarpe rotte e la stessa arroganza di chi pensa che un rendering valga quanto una visione strategica. Le possibilità di farcela sono ridotte al lumicino, soffocate da una gestione che scambia la cultura con l’autocelebrazione.
L’offesa alla memoria storica
Tuttavia, la ‘cultura’ ha subito un arresto cardiaco proprio all’ingresso.
Il Sindaco Italia ha allontanato uno storico collaboratore di Video 66 (associata a Libertà Sicilia), impedendogli di documentare l’evento. Un decano che da decenni presta la sua opera per registrare la storia di questa città, l’uomo, è stato messo alla porta davanti al silenzio dei giovani colleghi Giulio Perotti, Carmen Sambito, Maurizio Abela e delle troupe di Wltv e Video Regione.
Non si allontana un testimone della cronaca con la meschinità: lo si fa per paura di uno sguardo esperto che non si lascia incantare dai rendering. Come ci insegna Toni Servillo, l’incompetenza che si fa vanto non sopporta chi ha memoria. E la memoria di chi ha visto oltre tredici anni di fallimenti amministrativi è il peggior nemico di chi vende sogni per il 2033 mentre lascia marcire il presente.
Conclusione: il conto di ulisse
Il Sindaco può tentare di oscurare l’obiettivo di un veterano della cronaca, ma non può cancellare la realtà. I fondi PNRR persi per l’Ex Madonna delle Grazie e i cantieri fantasma sono fatti, non opinioni. Se la “Capitale della Cultura” inizia con la censura di chi ha più esperienza di chi governa, il percorso verso il 2033 è già un fallimento etico. Ulisse è tornato a Itaca e, tra i Proci del Vermexio, la verità sta per scoccare la sua freccia.
‘Pesaro insegna, Italia ignora’
Mentre Pesaro vinceva con i fatti, Siracusa perdeva con i post. Oggi, il Sindaco risponde alla storia allontanando i giornalisti scomodi. La cultura non si fa con i silenzi imposti, ma con la libertà di chi ha il coraggio di guardare dentro il vuoto dei vostri annunci.
Il graffio
‘La maschera è caduta’ Potete rottamare i progetti e perdere i finanziamenti, ma non potete rottamare la verità. Allontanare un professionista stimato perché non è un ‘giovane ubbidiente’ è il segno della vostra debolezza. Se la vergogna ha un volto, oggi a Siracusa porta la fascia tricolore.
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