Il trasporto pubblico a Siracusa torna al centro del dibattito cittadino. A sollevare la questione è Carlo Gradenigo, presidente dell’associazione Lealtà & Condivisione ed ex assessore comunale, che in una dichiarazione pubblica ha espresso un giudizio critico sullo stato attuale del servizio urbano e sulle prospettive future.
Cosa si poteva fare
Secondo Gradenigo, il passaggio da AST a SAIS avrebbe rappresentato un’occasione per rivoluzionare la mobilità cittadina. “Il trasporto pubblico a Siracusa è stato da sempre bistrattato e assente nella percezione del cittadino”, ha sottolineato.
Con i pochi mezzi disponibili, avrebbe avuto senso concentrare le corse su poche dorsali cittadine ben riconoscibili, garantendo frequenze elevate, riducendo i tempi di attesa e offrendo fin da subito un servizio stabile, veloce e affidabile, pur senza corsie preferenziali dedicate.

Cosa si è fatto
La realtà, secondo il presidente di Lealtà & Condivisione, è diversa. Dal 2023 ad oggi si sono susseguite decine di modifiche: orari, regole, biglietti e percorsi. Il risultato è un servizio che prevede ancora otto circolari tortuose, con attese fino a 70 minuti tra una corsa e l’altra. “Un tempo nel quale in auto arrivi tranquillamente da Siracusa a Catania”, evidenzia Gradenigo.
Il termine “sperimentazione” viene utilizzato dall’azienda, ma secondo il presidente si tratta di una sperimentazione infinita, che si riflette nei pannelli informativi della città, spesso obsoleti o errati, e in linee come la 127 Bosco Minniti/Via Tisia/Borgata, sospesa nelle ore mattutine dopo numerose petizioni dei cittadini.
Le criticità riguardano anche duplicazioni di linee turistiche già servite da percorsi alternativi e la mancata integrazione con i collegamenti ferroviari verso Cassibile e Fontane Bianche.
Solo alcune dorsali, come Scala Greca, Belvedere e Santa Panagia, funzionano con maggiore regolarità, grazie a frequenze ridotte da 70 a 25 minuti. Gradenigo fa un paragone evocativo: “Se al posto dei bus si fosse trattato di una metropolitana, oggi con tutte le modifiche in corso d’opera avremmo una città ridotta in groviera”.
Cosa si farà
Secondo l’associazione, la continuità è fondamentale per garantire l’affidabilità del servizio. “Viceversa rimane un mero spot elettorale, che costa milioni di euro alla città per far viaggiare bus vuoti, al netto degli aggiornamenti tecnici e informatici”, afferma Gradenigo.
Il nuovo appalto potrebbe rappresentare un’opportunità per migliorare radicalmente il servizio. Tuttavia, il presidente resta prudente: “Speriamo che a cambiare sia realmente il servizio e non solo il colore e modello dei bus, anche se il recente posizionamento di alcune pensiline in strade secondarie non promette nulla di buono”.
L’appello di Lealtà & Condivisione evidenzia, ancora una volta, le aspettative dei cittadini e la necessità di interventi concreti e strutturali, per trasformare un servizio percepito come caotico e inaffidabile in un vero sistema di mobilità urbana efficiente e riconoscibile.
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