L’installazione temporanea realizzata al Belvedere della Turba nell’ambito del festival COSMO, parte del progetto “Siracusa–Pantalica: percorso turistico-culturale”, ha innescato un dibattito infuocato tra cittadini e istituzioni.
A sollevare perplessità è il Comitato Ortigia Cittadinanza Resistente, rappresentato dal portavoce Davide Biondini, che in primis chiarisce che la critica non riguarda il valore artistico dell’opera né un giudizio estetico, ma il metodo adottato dall’Amministrazione, la comunicazione del progetto, l’uso delle risorse pubbliche e la coerenza complessiva con il contesto UNESCO di Ortigia e Pantalica.
Secondo il Comitato, «emerge con chiarezza una distanza significativa tra il progetto dichiarato e la sua percezione nello spazio pubblico». I cittadini hanno partecipato a momenti di riflessione collettiva senza riuscire a comprendere appieno finalità, struttura e senso dell’installazione, né attraverso la comunicazione istituzionale né attraverso l’esperienza diretta della visita. La mancanza di strumenti di informazione e mediazione culturale in un sito abitato e di alto valore simbolico rappresenterebbe, secondo Biondini, una criticità sostanziale.
Particolarmente debole, a giudizio del Comitato, è il collegamento tra Ortigia e Pantalica, asse portante del progetto. Pur richiamato sul piano concettuale, il percorso non risulta leggibile, riconoscibile o concretamente esperibile, generando una percezione di astrattezza che rischia di svuotare di contenuto l’operazione, presentata come strategica per la valorizzazione del sito UNESCO.
Il Comitato ha inoltre espresso dubbi sulla coerenza dell’intervento con i principi UNESCO, in particolare quelli relativi alla tutela dell’identità e dell’integrità dei luoghi e alla governance partecipata. «I principi che prevedono il coinvolgimento degli stakeholder, inclusi i residenti, attraverso una cabina di pilotaggio – afferma Biondini – non risultano essere stati applicati in modo effettivo».
Un’ulteriore criticità riguarda l’utilizzo delle risorse pubbliche, pari a circa 630.000 euro. Secondo il Comitato, non sarebbe chiara la proporzione tra costi sostenuti e risultati percepibili, né sotto il profilo della valorizzazione culturale, né sotto quello della fruizione pubblica, né rispetto a ciò che il festival proporrà in futuro. La documentazione relativa a consulenze, incarichi e materiali prodotti appare inoltre frammentaria e di difficile accesso.
Infine, la temporaneità degli interventi, concentrati nel periodo natalizio, solleva interrogativi sulla loro efficacia rispetto a un progetto che si propone di valorizzare in modo strutturale e duraturo il complesso UNESCO di Pantalica–Ortigia.
«Questi elementi – conclude Biondini – delineano una criticità che non riguarda l’arte contemporanea in quanto tale, né la legittimità di sperimentare nuovi linguaggi, ma il rischio di una scollatura tra ambizione dichiarata, strumenti adottati e risultati effettivamente prodotti».
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