È una tranquilla serata di Ognissanti quella che, a Capizzi, piccolo centro dei Nebrodi in provincia di Messina, si è improvvisamente trasformata in tragedia. Intorno alle 22.30 del 1° novembre 2025, all’esterno di un bar del paese, si è consumato un violento episodio di sangue che ha scosso l’intera comunità.
Secondo una prima ricostruzione dei fatti, i Carabinieri della Compagnia di Mistretta sono intervenuti dopo che un giovane di 20 anni, già noto alle forze di polizia, avrebbe esploso diversi colpi di pistola all’indirizzo di un uomo che in quel momento si trovava davanti al locale, insieme ad altri avventori.
La sparatoria, avvenuta in pochi istanti, ha avuto conseguenze drammatiche. Uno dei proiettili ha colpito, in modo presumibilmente accidentale, un ragazzo di 22 anni, immediatamente soccorso e trasportato d’urgenza all’ospedale di Nicosia (Enna), dove è tuttora ricoverato ma non in pericolo di vita. Un altro colpo, invece, ha raggiunto un sedicenne, anch’egli presente nei pressi del bar, che è stato trasportato presso la guardia medica di Capizzi. Purtroppo, nonostante i tentativi di rianimazione, il giovane è deceduto poco dopo il suo arrivo.

Le indagini avviate nell’immediatezza dell’evento hanno consentito ai Carabinieri di individuare e bloccare rapidamente i presunti responsabili. D’intesa con la Procura della Repubblica di Enna, i militari hanno infatti sottoposto a fermo di indiziato di delitto il ventenne autore materiale della sparatoria, insieme al fratello di 18 anni e al padre di 48. Secondo gli inquirenti, questi ultimi avrebbero accompagnato il congiunto sul luogo del delitto e avrebbero avuto un ruolo nell’azione che ha portato alla morte del minorenne.
A carico dei tre fermati sono stati formulati diversi capi d’accusa: omicidio, tentato omicidio, detenzione abusiva di armi, detenzione di arma da fuoco clandestina, lesioni personali e ricettazione.
Nel corso delle attività investigative, i Carabinieri hanno inoltre recuperato e posto sotto sequestro l’arma del delitto, una pistola con matricola abrasa, ritenuta quella utilizzata durante la sparatoria.
Proseguono le indagini per chiarire con esattezza la dinamica dei fatti, il numero di colpi esplosi, e soprattutto per definire il movente dell’agguato, che al momento non è ancora del tutto chiaro. Gli investigatori non escludono che alla base dell’episodio possa esserci un contrasto personale o una lite degenerata in violenza.
L’intera comunità di Capizzi è sotto shock per l’accaduto, un evento che ha sconvolto la quiete del piccolo centro montano e che lascia dietro di sé dolore e interrogativi ancora senza risposta.
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