Siracusa. Volantinaggio ‘referendum del No’ in piazza Santa Lucia: se il decoro diventa il bavaglio della Democrazia

di Redazione

«Quando il decoro urbano diventa il pretesto per il bavaglio politico: l'Amministrazione Italia (di Azione in cui leader Calenda sarebbe presunto candidato a sindaco di Roma, è approdato alla corte del centro destra) scambia la tutela delle strade con il controllo del dissenso, ignorando che la Costituzione Italiana non è subordinata a un regolamento comunale sull'igiene ambientale»

L’episodio avvenuto in Piazza Santa Lucia, dove ben quattro agenti della Polizia Municipale sono stati mobilitati per sanzionare dei cittadini impegnati nel volantinaggio per il “No” al referendum, non è un semplice atto amministrativo: è un segnale inquietante di miopia democratica e di uso politico della forza pubblica.

La Costituzione non chiede permesso

L’Assessore Imbrò si fa scudo dietro l’articolo 16 di un regolamento comunale sul “decoro urbano”. È necessario ricordare all’Amministrazione che la Costituzione Italiana, all’Articolo 21, garantisce a tutti il diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con ogni mezzo di diffusione.

Un regolamento comunale nato per gestire i rifiuti e l’igiene non può, in alcun modo, essere utilizzato come un “visto preventivo” per l’esercizio della democrazia. Ridurre la partecipazione politica a una questione di “autorizzazioni burocratiche” significa degradare il dibattito civile a merce da sottoporre a bollo statale.

Una sproporzione che sa di intimidazione

Chiediamo pubblicamente al Comandante della Polizia Municipale: era davvero necessario l’impiego di quattro agenti per identificare dei cittadini che distribuivano volantini in modo pacifico? In una città che soffre quotidianamente per il traffico fuori controllo, l’abusivismo commerciale selvaggio e l’insicurezza in molti quartieri periferici, vedere il “pugno di ferro” applicato solo contro chi esprime un’opinione politica è un insulto al buon senso e alle priorità della cittadinanza.

La ‘Legalità’ non è sottomissione

L’Assessore cita altre forze politiche che “si adeguano”. Rispondiamo che la democrazia non si misura sulla capacità di farsi autorizzare il pensiero dal Palazzo, ma sulla libertà di agire nei luoghi della città, che appartengono ai cittadini e non alla Giunta pro-tempore. Se un regolamento confligge con i diritti civili, quel regolamento va cambiato, non usato come clava per silenziare il dissenso.

Non ci faremo intimidire da verbali che hanno il sapore della censura e l’odore della burocrazia più asfissiante. Difenderemo l’operato dei nostri aderenti in ogni sede, perché se oggi passa il principio che per parlare ai cittadini serve il “permesso del Comune”, domani la libertà di opinione a Siracusa sarà solo un ricordo.

La politica si fa nelle piazze, non nelle stanze delle autorizzazioni. Stamane incontro presso la sede della Cgil alle 10:30.

10 Febbraio 2026 | 08:02
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